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BERGHEM 300

TEST DELLA BERGHEM 300 2t

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 300 cc


La prova in mulattiera dell'ultima evoluzione fatta da Stefano Passeri


BERGHEM 300 2t

La moto per l'Enduro tosto (prova di Stefano Passeri)

 

Bella giornata oggi anche se freddino, abbiamo fatto bene ad anticipare il test, domani le previsioni meteo sono davvero pessime. Ritrovo ad Iseo in un barettino sulla strada principale, Io arrivo per primo e subito dopo ecco Andrea Rizzi ed Enrico Lorini. Enzo tarda ad arrivare e nel frattempo chiacchiero con i “Berghemiani” facendomi raccontare la storia della Berghem, non pensavo che il progetto partisse da così lontano, 12 anni, il primo prototipo era fatto con telaio perimetrale Honda HM del 50cc e motore Montesa da trial, poi pian pano sono passati a altri telai sino a studiarne uno dedicato e usando il motore Beta 300cc 2t appositamente preparato.

Questa ultima è un’evoluzione dell’Xtrainer sistemata a dovere, con migliorie che partono dal motore, per arrivare alle forcelle e al monoammortizzatore, con componentistica in alluminio anodizzato di alto livello, una vera opera d’arte è lo scarico Scalvini, molto più raccolta e meno esposta alle ammaccature, un peccato coprirla con il suo para marmitta in carbonio. Il comando rapido del gas sparisce e lascia il posto ad un comando più lungo, che permette una gestione più controllabile dell’accelerazione. Il motore è stato ritoccato sulla valvola di scarico, il pignone rimpicciolisce accorciando così la rapportatura. Molto bella graficamente e con scelta dei colori, secondo me davvero azzeccata.

Parliamo un po’ delle prime sensazioni salendo su questa “motoretta”, che mi permetto di chiamare con tale vezzeggiativo, perché si è dimostrata essere un bel mezzo, facile da usarsi per arrampicate o comunque su percorsi enduristici impegnativi, a moderate velocità. Mi permetto comunque di sottolineare, una volta in più, che vada valutata nell’ottica del segmento del quale faccia parte, l’enduro estremo, nel quale risulta essere la top di gamma. Considerarla al pari di una moto da enduro classico o peggio ancora una racing, sarebbe un errore, in quanto il kit che la compone, non prevede di essere sfruttato ad alte velocità. Io stesso, da esperto pilota più di enduro che di estremo, ho potuto testarla oltre i limiti del suo possibile, proprio per capire e far capire, attraverso le mie parole, cosa sia giusto aspettarsi da lei, senza cadere in errore. E' pur vero che il cuore è un "gemello" diverso della Beta RR 300, ma tutto il resto non parla di lei, ma di un’entità a se stante, non modificabile. Sarebbe un adattamento di una moto non dedicata alla velocità e pretendere che possa garantire sicurezza e stabilità, facendola diventare un ibrido che non andrà bene né nell’estremo né nel classico. Lei è la Berghem. Sarebbe come far correre un camoscio in una pista di levrieri.

Partiamo col considerare il reparto sospensioni. Molto morbide di serie, prevedono una bella diminuzione della luce da terra al solo salire del pilota sul mezzo e quindi una maggiore facilità di toccare coi piedi il terreno, soprattutto per chi abbia maggiori necessità di sicurezza. Per quanto mi riguarda, nell’ottica del mio modo di interpretare la moto e nel renderla più affine al mio metodo di guida, ho sentito la necessità di indurire sia la molla che i registri di compressione del mono, in quanto, soprattutto quando mi trovavo ad affrontare delle salite un po’ impegnative, dove viene richiesto proprio di caricare sul posteriore, questo veniva un po’ a mancare, facendomi perdere la maneggevolezza.
Ho effettuato delle modifiche anche a livello delle sospensioni anteriori, ma in maniera più contenuta, in quanto ad irrigidirle troppo, si possono trarre dei minimi benefici su percorrenze a velocità maggiori, ma a basse velocità e sul difficile si rischia di non permetterle di assorbire gli urti come dovrebbero, snaturando così l’effetto per il quale sono state create e per il quale danno un’ottima sensazione. La Berghem percio, fa capire che il suo setting è stata studiata proprio per far si che l'utente senza grandi capagità tecniche, possa riuscire a salire la dove con una enduro classica non riescirebbe o al massimo con molta meno fatica.

Essendo un test, ho voluto comunque provare ad alzare i ritmi in velocità per capire fin dove si potesse spingere ed il risultato è stato di sentirsi un po’ come in “gondola”, sentendola talvolta come “avvitarsi”, dando la brutta sensazione di non poterla controllare a dovere.  La morbidezza invece viene a suo favore quando ci si accinge ad affrontare un gradino alto, lo spostamento del corpo sul posteriore aiuta a superarlo in maniera più semplice e naturale e la sua morbidezza fa copiare in tutta tranquillità tutte le asperità del terreno, specilamente il più difficile. La gommatura della ruota anteriore, il pneumatico più grande (90/100 anziché 80/100), mi ha dato la sensazione di pesantezza all’anteriore e nel manovrare lo sterzo, cosa risolvibile con una taglia in meno. Se però la vogliamo leggere nell'ottica di guida estrema o impegnativa, la gomma leggermente più grossa in questo caso da più sicurezza nell'impatto sull'ostacolo, aiutandone l'assorbimento, azzeccata la morbidezza della mescola. Ho cercato troppo di paragonarla ad una Enduro, e di settarla come una Enduro, ho sbagliato perchè così facendo l'ho snaturata. La Berghem va bene così com'è: morbida, piena ai bassi regimi, alta il quanto basta per riuscire a toccare terra quando si è in difficoltà. Lei praticamente è una moto da arrampicata.
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E’ una moto con una buona ergonomia, raccolta, la seduta è comoda, soprattutto per piloti con un’altezza media. Giusta per me la distanza e l’altezza del manubrio.
Ottima idea montare le leve del freno e della frizione anti rottura, così come aver sostituito il comando del gas da rapido a classico, in modo da permettere un’accelerazione più morbida e controllabile, cosa molto utile soprattutto sui percorsi estremi.


L’espansione offre una luce da terra davvero invidiabile, pari a quella che si può trovare su una moto da trial, il che non può altro che dare un valore aggiunto al mezzo, in quanto è praticamente impossibile farla toccare a terra anche nei percorsi più estremi. La posizione dello scarico è stata appositamente studiata per offrire una maggiore potenza ai bassi regimi (il motore sviluppa oltre 9 cv  in più di quella di serie, dando più potenza immediata ai bassi regimi ed un’erogazione più lineare che si conclude poi con un maggiore allungo che le fa raggiungere la velocità di 115kmh) che permette non solo alla moto di salire utilizzandola sempre sotto coppia, complice anche la rapportatura più corta, ma di decidere tranquillamente con quale marcia si intenda partire, (prima, seconda o terza si adattano tutte perfettamente) esattamente come si farebbe con un trial, quando ci si trova di fronte ad un ostacolo, pur avendo tra le mani un enduro. Per contro la sporgenza dell’espansione, dovuta alla sua posizione obbligata, come lo è per altro nell’ Xtrainer di serie, ha tendenza a fare allargare il ginocchio soprattutto quando affrontando l’inserimento in curva, ci si sposti verso la parte anteriore della sella, il che obbliga il pilota a dover cercare la leva del freno posteriore ruotando un poco il piede verso l’interno, anche se dopo una mezza giornata la cosa viene in maniera istintiva e non ci si fa più caso.

Concludendo. Un paio di anni fa ebbi l'occasione di testare la Xtrainer e gia quella mi aveva meravigliato e fatto divertire con gusto. Perciò salendo su questa Berghem è, ho provato la stessa sensazione ma rapportata al quadrato, grazie alla componentistica d'eccellenza e alle migliorie tecniche. Un mezzo che mi ha permesso di divertirmi come un bambino senza troppo impegno, ed è per questo mi sento di consigliarla all’amatore che non abbia grosse pretese di praticare l’enduro racing ma che voglia arrampicarsi ovunque con comodità.  Data in mano alla persona giusta, ad un pilota che si sappia destreggiare nell’enduro estremo, ecco, questa moto gli potrebbe dare grandi soddisfazioni. La scelta di fotografarla in un parco giochi per bambini mi è venuta naturale. Ad ogni eta il suo gioco, ad ogni età il suo divertimento.

Adesso non vedo l’ora di poter testare il nuovo progetto di casa Berghem, che stavolta si rivolge di più ad un pubblico racing, andando ad ampliarne la gamma.

 

Stefano Passeri per Soloenduro.it

 

 

 

Ecco il kit essenziale per Berghemizzare un XTrainer

Forcelle Teck con preparazione ARP
Monoammortizzatore YSS tripla regolazione, studiato appositamente per XTrainer con set ARP
Espansione Scalvini Berghem
Comando gas della Domino 4t AV2175
Kit getti: 40 min, 160 max, spillo N2ZW
Cerchio (canale posteriore da 2.75)
Corona da 51 e pignone da 12
molla valvola di scarico
Pneumatici Mitas doppia riga
E naturalmente KIT adesivi Berghem

Ci sono poi innumerevoli pezzi anodizzati a partire dalle piastre alle leve anti rottura alle pedane, para leveraggio, viti, e altre chicce che sono a discrezione dell’acquirente.

Per maggiori informazioni scrivere a : info@arpsuspension.it

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

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