Solo Enduro - la casa degli Enduristi italiani

sei in:  test  |  KTM my 2019

KTM MY 2019

TEST GAMMA KTM 2019

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: n.d.


Il primo approccio a tutta la gamma


TEST KTM 2019

Siamo in una piccola camera d’albergo nella bella località di Salice Terme (PV); il sole entra già dalla finestra e guardando fuori si può intuire che sarà una splendida giornata.

Splendida per ovvie ragioni, perché è sempre bello poter testare nuove moto, soprattutto se si tratta della gamma K 2019.

Il nostro campo base si trova a circa 10 minuti dall’albergo, situato in una ditta agraria che si affaccia su un piccolo parco; ad aspettarci il classico bilico arancio, un ottima colazione e tanta voglia di salire in sella.

Il programma è semplice: una piccola conferenza stampa, un anello di circa 30 min (che poi sono diventati 150) e un piccolo fettucciato dove poterci divertire a fine giornata.

Sono davvero felice che quest’anno KTM sia riuscita ad organizzare un test così specifico, dandoci la possibilità di provare le moto in piena libertà nel loro habitat naturale.

Fin da subito possiamo già ammirare le moto, allineate e pronte all’uso. Quest’anno, a differenza dell’anno passato, sono presenti tutte le cilindrate, dalla 250 4t alla 500, passando per le innovative 250 e 300 2t a iniezione TPI. Purtroppo manca la piccola 125 che anche quest’anno non è stata inclusa nella gamma Omologata, essendo però acquistabile per uso privato in spazi chiusi, non avendo le caratteristiche necessarie per la fatidica omologazione Euro4.

La conferenza inizia puntuale e si passa subito al sodo.

Le modifiche sono poche rispetto all’anno passato soprattutto sui 4t che restano pressoché invariati.

E’ stata cambiata la centralina sui modelli 250 e 300 2tempi, andando ad aumentare il numero di giri massimo, per fornire una coppia ancora più regolare.

Piccoli cambiamenti anche nelle forcelle e nel mono ammortizzare, atti a stabilizzare maggiormente l’assetto. Per farla breve possiamo dire che le nuove sospensioni sono state studiate per “far passare” meno olio, restando più sostenute senza perdere comfort alle basse velocità.

Le grandi innovazioni sono state applicate al 125 che con nostra sorpresa è stato portato per essere provato nel fettucciato chiuso. E’ infatti nuova una piccola parte del propulsore, tra cui i carter e la valvola di scarico per garantire un motore ancora più compatto di circa 10mm.

Sempre disponibile il catalogo PowerParts dove è possibile acquistare lo switch mappatura (altamente consigliato) che era già presente sulle nostre moto, insieme al para-motore.

Passiamo alla prova concreta.

La temperatura è abbastanza alta, anche se fortunatamente c’è un pò di arietta che ci rinfresca leggermente.

Come prima moto scelgo il 450, anche se sono un pò insicuro riguardo la mia resistenza in sella dato lo scarso allenamento. Comunque mi faccio coraggio, inserisco la mappatura più docile unita al controllo di trazione e parto insieme agli altri.

La moto è simile rispetto agli anni passati: comandi morbidi e modulabili, assetto confortevole, sterzo leggermente troppo libero per i miei gusti, ma mi adatto rapidamente.

Da subito sento che purtroppo il freno dietro è leggermente basso per i miei standard e spero di non finire dentro qualche cespuglio alla prima staccata.

Giusto il tempo di scaldarci un attimo su asfalto e imbuchiamo la prima strada bianca.

Mantenendo un andatura tranquilla la moto è confort allo stato puro, solo qualche piccola vibrazione sulle pedane ai bassi regimi mi ricorda di essere su un modello Fuoristrada mentre il motore mi accompagna in modo regolare e fluido. Quando cominciamo ad aumentare di poco il passo sento subito che la potenza è molta, anche se ben gestita. Di fatto gli strappi sono inesistenti e posso giocare fin da subito con il gas unito ad un telaio davvero snello in mezzo alle gambe. Le sospensioni copiano bene quasi tutte le asperità del terreno, anche su tratti più sassosi dove è facile perdere il controllo. Qui si sente infatti il lavoro svolto sull’assetto che rimane stabile, finché non si inizia a far peso sulle pedane, in quel caso sia mono che forcella lavorano all’unisono per dare una piacevole sensazione di reattività e precisione.

Quando dopo decido di inserire la mappa racing mi rendo conto che sono davvero fuori allenamento. Il motore diventa molto più aggressivo, andando ad affaticarmi non poco nei pezzi tortuosi dove con anche poco gas si è subito costretti ad attaccarsi ai freni. In questo caso la potenza è davvero tanta, e credo che pochi si possano permettere di sfruttare al 100% questo propulsore nei percorsi più stretti. Nonostante tutto il tiro ai bassi resta molto regolare e controllabile.

Piccolo appunto che devo fare è sul traction control, che è ormai arrivato a livelli automobilistici. Sicuramente un nemico per i puristi della guida ma un aiuto validissimo per tutti coloro che vogliono godersi appieno i sentieri senza troppa fatica, a prescindere dal livello di guida, perché credo che nonostante si senta molto l’aiuto elettronico questo sia utilissimo in tutti i casi.

Passiamo ora alla via di mezzo dei 4t, il 350.

Una moto che ho sempre apprezzato per il suo connubio tra potenza e peso. Anche quest’anno la formula rimane invariata: tanta coppia (non ai livelli del 450 ovviamente) e un buon allungo, unito ad un’inerzia sicuramente più vicina al 250. Per questo non c’é tanto da dire su questo modello, telaio simile alle sorelle così come la gestione del motore e il cambio mappatura. Sicuramente un pelo più gestibile in mezzo alle rocce e per questo anche più divertente.

Sono poi salito sul piccolo 250 4t.

In passato trovai questo modello un pò povero di motore, ma devo ricordare che lo provai in un piccolo fettucciato. In mezzo al bosco la piccola belva è davvero divertente da usare, grazie al tiro ai bassi sostanzioso per la cilindrata piccola e ad un allungo in alto sempre ai massimi livelli. Qui il telaio è molto godibile grazie al peso inferiore e all’inerzia quasi impercettibile.

Piccola differenza rispetto alle sorelle maggiori è il cambio mappatura che per ovvie ragioni non si percepisce in maniera così evidente. Questo modello è inoltre l’unico della gamma 4t dove non consiglio particolarmente il TC, poiché la potenza non è tanta e l’intervento elettronico si fa sentire parecchio.

Ultimo 4 tempi provato il 500.

Sicuramente un modello fin troppo potente per qualsiasi mulattiera stretta, ma un ottimo alleato nei sentieri più veloci.

Su questa astronave il peso comincia a farsi sentire parecchio, soprattutto in quanto ad inerzia, anche se la potenza è molto modulabile, cosi come sul 450. Il tiro ai bassi è il più possente anche se nel complesso il propulsore è davvero difficile da sfruttare al 100%.

Altamente consigliata è la mappa normale e il traction control inserito.

Passo poi alla gamma 2 tempi che abbiamo già visto nel dettaglio l’anno passato.

Per questo mi sono dedicato maggiormente ai modelli 4t, soprattutto nei tratti enduristici, lasciando 250 e 300 per il fettucciato.

Qui mi lancio subito sul trecentone che nel test passato mi era sembrato troppo ON/OFF in quanto a propulsore. Come potevo aspettarmi però gli uomini di casa KTM hanno lavorato efficacemente sull’elettronica andando a migliorare l’erogazione e la coppia di questa belva. Il tiro ai bassi è ora molto più regolare e la coppia ben gestibile.

Il telaio è molto simile ai modelli 4t: tanto comfort, ottimi comandi e un buon assetto di base.

Il peso e l’inerzia sono sicuramente inferiori e per questo la moto è facile da fermare e da inserire in curva. La sensazione che però resta sempre è quella di tanta leggerezza e di un grip inferiore con il terreno.

La sorella piccola, la mia preferita, è l’ultima provata. Parlo della 250 2t

Anche quest’anno la quarto di litro non mi delude minimamente, grazie al suo tiro corposo, un allungo sicuramente di rilievo rispetto al 300 e un telaio intuitivo e facile.

A mio parere questo è il modello più divertente di tutta la gamma, anche rispetto al piccolo 125 di cui parlerò più tardi. Per un amante delle medie/grosse cilindrate come me la 250 è il connubio ideale che uso senza troppa fatica fisica o mentale. Mentale perché non sono mai stato bravo a gestire il motore del 125 che richiede sempre un utilizzo elevato della frizione e del cambio.

E’ infatti il cambio un altro elemento che ho apprezzato su questo modello, dotato di rapporti iniziali più lunghi rispetto al 300. Per questo una volta usciti da una curva stretta non dobbiamo innestare marce su marce ma possiamo tirare un pò il collo al motore.

Spero di non sembrare ripetitivo andando a sottolineare le doti del telaio; semplice ed intuitivo è davvero facile da usare.

Su entrambi i modelli 2t resta inoltre lo switch mappatura che non prevede il Traction Control.

Parliamo infine della piccola 125, l’esclusa di questo test. Perché per quanto bella, compatta e divertente questa bestiolina non è utilizzabile su strade aperte al pubblico e per questo viene poco presa in considerazione dagli appassionati della regolarità.

Il motore comunque non delude con una potenza davvero importante per un 125 e un tiro ai bassi sicuramente non ai livelli di qualche anno fa, ma efficace al punto giusto. Posso dire che l’ultimo restyling che ha portato al nuovo motore (dotato di un albero leggermente più piccolo) ha logicamente portato ad un aumento della potenza agli alti regimi a scapito del tiro ai bassi. Una cosa di poco conto per gli amanti delle piccole cilindrate che, come detto prima, saranno sicuramente più bravi di me a far cantare questo piccolo motore allegro. Il telaio compatto di nuova generazione va a spasso con questo motore regalando tanta agilità e maneggevolezza.

Vorrei infine dilungarmi un pò in questo report andando a vedere nello specifico come si sono comportate le moto una volta messe contro il cronometro. Sicuramente non il metodo più valido per capire quanto una moto vada bene, ma il più efficace per capire quanto vada forte.

Ho impostato la prova in modo semplice: un giro tirato a moto (tralasciando 500 e 125 per motivi di tempo) senza prova alcuna, giusto per vedere quale potesse essere la più intuitiva e facile, sempre considerando le mie caratteristiche di guida.

350 4t

Questo il modello più lento (purtroppo non ostante il mio amore verso questa cilindrata).

Devo ammettere che la via di mezzo non è risultata cosi efficace in fettucciato un pò a causa della potenza ridotta rispetto al 450 e un pò per il peso superiore al 250. So che può sembrare un controsenso dato poche righe fa ho elogiato questo modello proprio per queste sue caratteristiche, ma se messa alla prova dopo pochi minuti in sella la 350 deve essere capita per essere sfruttata al meglio. Tempo effettuato con mappatura racing e TC inserito.

300 2t

Tempo lento simile al 350 per il trecentone. Come dissi anche l’anno scorso questa è per me una cilindrata abbastanza difficile, ancor più in un fettucciato guidato come quello del nostro test. Qui infatti il cambio risulta a mio parere il tasto dolente. Se arrivo ad esempio su una curva di ritorno da “paletto” devo scalare fino in 2a per avere un minimo di spinta ma dopo 10 metri devo anche inserire 3a e 4a in rapida successione poiché la rapportatura è abbastanza corta e il motore tende a “murare” un pò in prossimità del limitatore.

250 4t

Un tempo quasi inaspettato dato che il 250 non mi ha mai sorpreso se usato al massimo. Come però dicevo prima il tiro ai bassi è molto corposo nonostante la cilindrata piccola e questo aiuta parecchio in uscita di curva o nei pezzi guidati più veloci dove bisogna “lasciarla correre”.

Inoltre il telaio è molto reattivo ed è davvero facile infilarsi in curva anche se la staccata lunga potrebbe dire il contrario. Sicuramente la guida perfetta per un modello del genere sarebbe un pelo più sporca della mia, dato che non sono mai stato un grande “smanettone”.

Il divertimento però è davvero tanto, grazie appunto al peso ridotto e al motore gentile che si lascia strapazzare. Aggiungo infine che per la prova cronometrata il TC era disinserito.

250 2t

Molto divertente rimane il 250 anche quando tirato al massimo. Il peso è poco, la potenza tanta, il divertimento è esponenziale. Rispetto al 300 il cambio (grande difetto a mio parere del trecentone) è intuitivo e facile. Uscendo anche dalle curve più strette la coppia c’é, è tanta ma anche l’allungo non viene a mancare. Per questo posso sfruttare al meglio le marce senza focalizzare troppe attenzioni sul cambio.

Il telaio inoltre è davvero leggero, quasi pare staccato dal terreno e per questo la mia fiducia nei pezzi veloci non è tantissima. Quando però si parla di rapidi cambi di direzione la quarto di litro la fa da padrona in quanto ad agilità.

450 4t

Vuoi che sia che sul 450 ci ho passato davvero gli anni, ma la più veloce è stata lei.

Impegnativa ma non troppo (in fettucciato) la belva da 50 cv è scorrevole e precisa. Purtroppo sul modello usato in fettucciato non era presente lo switch mappatura ma posso garantire che l’erogazione sembra comporsi di due fasi principali: una prima zona dove è ben presente un leggero tiro ai bassi, con molta schiena che aiuta a mantenere l’equilibrio e la stabilità in uscita di curva, ed una seconda zona quando il motore entra pienamente in coppia e comincia ad allungare per bene le braccia. Molto belle anche le tarature che nonostante fossero un pelo morbide per una moto di grossa cilindrata, si sono rivelate efficaci e molto performanti, sopratutto in termini di grip percepito con il terreno. Aggiungo infine che dopo 2 giri consecutivi con il 450 il tempo “non ufficiale” è sceso a 1.06, quindi ben 2 secondi in meno rispetto alle avversarie.

Concludo l’articolo (spero non troppo lungo) andando a fare un piccolo riepilogo delle caratteristiche salienti comuni a tutti i modelli.

Una grande facilità di guida, sia alle basse velocità sia quando si comincia a spingere maggiormente. Tutti i propulsori hanno ormai raggiunto lo stato dell’arte e, insieme all’elettronica, diventano gestibili e sopratutto sinceri.

Un telaio compatto e performante. Risulta molto semplice mettere la moto proprio dove si vuole, anche in seguito a staccate magari troppo lunghe, la forcella morbida che affonda in modo stabile permette inserimenti in curva stabili e precisi. Anche il mono lavora molto bene abbinato all’ormai caratteristico sistema PDS, sia nel fettucciato, dove il grip era quasi troppo, sia in montagna nei tratti più sassosi.

Una strumentazione di tutto rispetto. Escludendo il kit per il cambio mappatura che non è di serie sui modelli 4t, tutte le leve sono modulabili e molto morbide. Le manopole anche originali offrono un ottimo grip e tanta praticità (ricordo che utilizzano il sistema per la sostituzione rapida). I dettagli di prestigio non mancano, e sopratutto non mancano le piccole cose che aiutano l’utente finale; l’esempio più famoso è sicuramente quello del cambio rapido del filtro, sistema introdotto ormai anni addietro dalla casa austriaca e perfezionato nel corso degli anni.

Infine cito anche l’elettronica presente su tutti i modelli che ha davvero raggiunto livelli fantascientifici.

Concludo l’articolo ringraziando davvero di cuore tutto lo staff KTM che quest’anno si è proprio superato in quanto a organizzazione ed accoglienza e Enzo di SoloEnduro che, anche se non ha potuto seguirmi, mi ha dato la possibilità di provare queste nuove arancioni che come tutti gli anni si presentano un passo avanti in quanto a motori, telaio ed elettronica.

Michele Canella

 

PS: Non vedo l’ora di poterle provare in maniera più approfondita….