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BETA RR125 MY2018

La 125 2t enduro di casa Beta

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 125 cc


la piccola enduro di casa Beta


Prova Beta RR125 2018

La primavera è già iniziata, ma ancora le temperature non ne vogliono sapere di alzarsi. Nonostante il termometro segni ancora meno di 5° mi ritrovo con Enzo e Paolo in una bellissima giornata di Marzo per iniziare un nuovo test.

La nostra destinazione è relativamente vicina: il Metzeller Enduro Park situato ad Arco di Trento. Avevo già provato questa pista di nuova concezione che permette di scegliere diverse linee in base alla difficoltà, allungando o accorciando il giro. Un terreno ideale per il nostro test, caratterizzato da un fondo duro con qualche sasso naturale ed altri artificiali, senza farci poi mancare qualche tronco di traverso e curve strette in mezzo alle rocce.

Arriviamo presto, poco prima delle 10, e ci affrettiamo a prepararci.

La moto invece è già pronta: filtro fatto, serbatoio pieno, carburazione regolata. Nonostante la giornata fredda infatti il propulsore è molto reattivo, con una carburazione magra, che risulta subito pulita.

I dettagli poi si notano da subito, come la possibilità di togliere la sella senza alcuna chiave, l’opzione di cambiare mappatura a manubrio, le piccole impugnature sotto la sella per spostare rapidamente il posteriore, la strumentazione bene in vista ed intuitiva.

Saliti in sella la moto si presenta bene: abbastanza stretta nella parte anteriore, caratterizzata da pedane alte rispetto alla sella che garantiscono tanta agilità ed “escursione” una volta in piedi. Le leve sono morbide e modulabili, l’unica pecca che ho riscontrato è forse la posizione della messa in moto che a mio avviso è un po’ “incastrata” e molto vicina allo scarico. La corsa corta di quest’ultima la rende però davvero molto comoda per accendere la moto in un battibaleno, anche in situazioni più instabili rispetto al parcheggio in piano dove eravamo noi.

E’ inoltre da specificare che è disponibile il kit di avviamento elettrico acquistabile come Optional.

Dopo le due foto di rito partiamo subito con qualche giro di riscaldamento: la pista è abbastanza secca e presenta tanti sassi rotolanti, mettendo subito a prova la stabilità della moto.

Il telaio è semplice e intuitivo, molto leggero nei piccoli cambi di direzione (95kg ca. dichiarati.) ed è arricchito da sospensioni (All’anteriore è presente una forcella SACHS a cartuccia aperta da 48 mm di diametro) confortevoli che danno un feeling eccellente alle basse velocità nei punti più sconnessi. Quest’ultime tendono ad andare un poco in crisi nei tratti più bucati (soprattutto in staccata) dando una sensazione di “fondo corsa”. Abbiamo poi notato, sia io che Paolo, un certo senso di pesantezza nella zona anteriore, particolarmente in frenata ed in discesa.

Sottolineo però che la moto è stata provata completamente originale, senza alcuna regolazione particolare sulle sospensioni. Per questo credo che l’assetto possa essere aggiustato rapidamente con qualche clic.

Il monoammortizzatore segue bene l’andamento della forcella, andando a dare una buona trazione anche sui sassi rotolanti.

Per quanto riguarda le leve, una volta in moto, posso dire che è tutto ben modulabile e progressivo, soprattutto freno anteriore e frizione. La leva del cambio è precisa e reattiva, mentre il freno posteriore risulta davvero incisivo ed efficace e l’anteriore preciso e modulabile (Impianto frenante è Nissin: lo stesso che equipaggia il resto della gamma Brta RR Enduro).

Parliamo poi del motore, che si è rivelato la parte clou di questo 125.

Il tiro ai bassi non è così assente, come si potrebbe pensare, per un propulsore piccolo, che dà però tutto il suo meglio ai medi e alti regimi. Come ci si poteva aspettare, infatti, il motore canta davvero bene in alto, con una spinta notevole che rende la RR un piccolo pony pazzo.

L’allungo mi è sembrato invece leggermente limitato, soprattutto nelle prime 3 marce, che vanno usate bene e cambiate in rapida successione.

Vorrei però parlare bene di questo cambio (Cambio a 6 rapporti ad innesti frontali: appositamente sviluppato per questo motore) e soprattutto della doppia mappatura.

Si può infatti scegliere tra mappa per il bagnato e per l’asciutto e la differenza si sente davvero tutta. Se viene inserita la mappa Rain la centralina toglie tanta potenza ai medi regimi, andando ad evitare quello che può essere lo strappo dovuto alla coppia. Si può però dire che tutta la curva di potenza viene “smorzata” per andare ad addolcire di molto l’erogazione. Sicuramente una caratteristica positiva che cambia completamente la personalità del motore. Inoltre con questa mappatura il limitatore si raggiunge alla svelta e tutto il cambio sembra accorciato, soprattuto 1a e 2a.

 

La mappatura classica per l’asciutto trasmette invece tutte le sensazioni positive descritte prima; anche il cambio con questa mappatura diventa più intuitivo. Si riesce a giocare meglio con le marce, passando rapidamente da un rapporto all’altro senza perdere troppi regimi motore.

Nel complesso la moto si è rivelata molto reattiva per quanto riguarda il propulsore, anche se credo che di serie abbia bisogno di un po’ di lavoro sulle sospensioni per raggiungere un assetto ottimale anche a velocità elevate. Sicuramente è perfetta per tutti i sentieri sassosi, con terreni duri ed impegnativi, quelli da vero endurista. Ecco, questo potrebbe essere l’aggettivo più appropriato per descrivere questa moto, ovvero “enduristica”. Già pronta per affrontare al meglio mulattiere e percorsi impegnativi, il piccolo RR farà divertire sicuramente tanti amanti delle piccole cilindrate.
Da citare che La 125 di casa Beta può contare su un’omologazione Euro 4 destinata anche a chi ha appena compiuto i 16 anni.

 

Concludo l’articolo ringraziando Enzo e Paolo per il test e per la giornata passata a ingerire aria volontariamente, la Betamotor per aver messo a disposizione la piccola RR e lo staff del Metzeller Enduro Park per l’ospitalità.

Michele Canella

Fotografie e Video Enzo Danesi - soloenduro.it