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HUSQVARNA FE 450

HUSQVARNA FE 450 J.CERUTTI

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 450 cc


Abbiamo provato la moto di Jacopo Cerutti


Ecco la nostra prova della FE450 di Jacopo Cerutti Team Husqvarna CF Racing 

Provare una moto di un Team Ufficiale è sempre un emozione e se la moto è quella del Campione Italiano Motorally Jacopo Cerutti, lo è un poco di più.

La prova di Nicholas

Scendo dal furgone e mi preparo con calma, nel frattempo guardo Andrea scorrazzare sulle veloci strade bianche della bassa bresciana. Lo vedo in distanza, seguito dal polverone e sento il motore bello allegro. Dopo una mezz’ora ritorna al furgone e s’infila nella pista di ghiaia. Fa circa un giro e si ferma. “Guida tu va, io non ce la faccio più!!!”. Enzo gli dice: “Dura la vita eh?!”  E scoppiamo a ridere.

Ma passiamo alla mia prova.
Ci salgo e mi trovo subito bene. Alta il giusto, manubrio bello stretto, alto e con spessori arretrati.
La strumentazione da motorally mi mette un poco soggezione. Faccio un giretto di rodaggio e devo dire che il “castello” con il road book mi disturba. Io che sono abituato con le enduro classiche trovarmi tutta questa cosa davanti m’intralcia la visibilità sotto ruota, mi crea un attimo di disagio. Ritorno al furgone e gli altri due mi prendono in giro: “Che fai? Invece di girare guardi la TV?” Li mando a stendere e comincio a girare sul serio.

Il motore ha un erogazione di potenza molto lineare, la rapportatura pignone corona da 13/48 (le corone utilizzate in gara, 48/49/50) è lunga e la si sente, anche se la moto esce abbastanza bene da curve molto strette affondando nella ghiaia. L’allungo è spettacolare, i 130/140 km orari in tratti di rettilineo li si raggiungono facilmente. La centralina dedicata permette ai CV della moto, di scaricarsi in maniera davvero fluida e efficace ed il connubio con l’impianto di scarico Akrapovic in titanio la rende davvero performante. Il manubrio Rteck un poco più corto ne aumenta la precisione di guida, ma anche la stanchezza per chi non è allenato. Andrea difatti l’ha sentito subito.

Guidarla nei ghiaioni pieni di buche è stato impegnativo, ma grazie all’erogazione senza strappi del motore mi ha permesso di giocarci senza faticare per più di un’ora.  La frenata regolata da pinze Brembo è bella tosta su entrambe le ruote, il disco anteriore da 270 anziché 260, con uno spessore maggiorato di 1,5mm e un disegno particolare.
La pinzata ti permette una frenata decisa ma senza mai metterti in difficoltà di guida (ovvio, se non fai il pirla...). Anche il disco posteriore, pur rimanendo dello stesso diametro dell’originale, ha un disegno diverso e uno spessore maggiorato. La vaschetta olio freni in alluminio anodizzato, ha una capienza maggiore e delle alettature le permettono di mantenere una temperatura accettabile anche in situazioni estreme.
La sella sembra fatta per me; la spugna ha una densità più dura, è più larga e diritta, con una comodità veramente ottima, si vede che è dedicata alle gare di lunga percorrenza.

Passiamo alle sospensioni.
Le forcelle sono le classiche WP Xplor da 48mm, preparate direttamente dal Team su indicazioni del pilota e seguite, per quanto riguarda la manutenzione e i test del setting, da X-Race. La stessa cosa vale per il mono ammortizzatore. Torniamo alle forke. l’impatto con l’ostacolo è ben assorbito e anche alle alte velocità reagiscono sempre con efficacia e precisione. Come potrete vedere nel video, anche se messe alla prova in tratti molto impegnativi, non si scompongono mai e la precisione di guida ne è la prova.
Il mono lo scaricherei un poco per i miei gusti, anche se non posso dire nulla in fatto di efficienza.
L’impianto luci semplificato è fatto dal Team. Il paracoppa, come il supporto road book, sono fatti dalla BRP di Pordenone e sono in carbonio. La pulsantiera che fa funzionare la strumentazione per la navigazione è fatta anch’essa in casa CF. Cerchi Exel e mozzi anodizzati della HAMN, coperchio pompa acqua, para pinze in ergal completano il kit di preparazione. Il serbatoio montato per la prova era quello standard da 8,5Lt, in certe gare però, non in tutte, Enzo mi dice che montano quello maggiorato da 12Lt.

Questa Husqvarna FE450 preparata da motorally è una moto che parte da una buona base, ma che cucita attorno al pilota ne fa un mezzo veramente efficace e performante.

Che posso dire, complimenti al Team di Fabrizio Carcano per aver e saper preparare le sue moto in maniera quasi maniacale e a Jacopo Cerutti per averla portata alla vittoria. Gran moto!

Nicholas Trainini

 

 

 

 

“Andrea vieni a vedere cosa ho qui fuori”, mi dice Enzo entrando nel mio bar.

la prova di Andrea

Quando Enzo mi dice così è perché ha qualcosa di bello tra le mani. Esco e davanti a me si presenta una Husqvarna FE450 da Rally, ma non una qualsiasi, sul Road Book e sulle fiancatine c’è scritto Cerutti! La moto di Jacopo Cerutti?! Comincio a girarci intorno e me la mangio con gli occhi, Bellissima!  Chiedo a Enzo se è quella vera, e mi risponde di si, che è proprio quella!

Con lui mi accordo per la giornata dedicata alla prova; saremo in due: io e Nicholas Trainini.

Arriva il grande giorno, almeno per me. Poter usare la moto di un team blasonato come quello di Fabrizio Carcano (CF Racing) e per di più, la moto che ha vinto il Campionato Italiano Motorally di Jacopo Cerutti è un emozione davvero forte.

Premetto che mi sono avvicinato al mondo del motorally da poco e che le mie esperienze corsaiole sono praticamente zero. Anche se di km in africa e nelle motocavalcate con Road Book ne ho fatti. Scherzando potremmo dire...pluridecorato mai gare!

Passiamo alle mie impressioni.

Salendoci sopra si capisce subito che è una moto fatta per chi il gas lo apre. La posizione di guida è per me strana, mi ci vorrà un poco per adattarmi, sella molto alta e rigida, ma stranamente allo stesso tempo comoda.
Manubrio più stretto forse per l’effetto del castello e del RoadBook, ma parlando poi con Enzo mi dice che non è un impressione, Manubrio più stretto e un poco più arretrato. Accendo e parto. La location del test è nella bassa, noi lacustri diciamo così quando andiamo oltre il confine naturale delle nostre colline moreniche.

Strade bianche veloci con ghiaietto sono il primo step.

Qui l’erogazione della potenza è un punto di forza per questa moto. Lineare e senza mai dare problemi di controllo, e cavolo se spinge, in un batter d’occhio vedo che sono a 130km orari, rilascio subito. Frenata molto modulare anche se decisa, non mi ha messo mai in difficoltà. Ancora però non riesco ad abituarmi alla guida. Io fisicamente non assomiglio lontanamente a Cerutti. Ci allontaniamo dai percorsi veloci e passiamo a girare in un posto per me assurdo. Nicholas mi dice che molti piloti ci vanno in inverno per gli allenamenti. Ghiaia, ancora ghiaia, buche e buche, ghiaia e buche.

Con la mia forma fisica dopo un giro sono a pezzi! Non riesco a tenere la moto e desisto, meglio che qui la provi Nicholas, lui almeno di fiato ne ha. La riprendo in mano dopo un’ora, in un pistino poco più lontano.
Il terreno è più umano per me, anche lì però le buche un sequenza infinita sono una miriade. Tre giri riesco a farli e pian piano mi abituo alla sella e al manubrio. Comincio a guidarla meglio e a capirne il comportamento. Le forcelle ed il mono lavorano molto bene, e menomale, perchè con la mia bombarda in quella sequenza di buche mi sarei cappottato non so quante volte.

Tirando le somme di questa prova.
Grande moto! La cosa che mi ha colpito di più è stata l’erogazione della potenza e la frenata, uno spettacolo. Per il resto è un mezzo per me troppo personalizzato, una moto professionale insomma.
Di certo questa Husqvarna mi ha fatto capire che mi devo allenare un bel po’ e che se dovessi mettere mano alla mia moto per cucirmela addosso, beh…di sicuro saprò dove andare.

 

Andrea Poli

Foto e video Enzo Danesi