Solo Enduro - la casa degli Enduristi italiani

sei in:  test  |  KTM EXC TPI

KTM EXC TPI

"TPI" un iniezione di fiducia

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 250 cc



KTM 2018 TPI: un iniezione di fiducia

Senza dubbio alcune delle moto più attese quest’anno erano le nuove KTM 2tempi a iniezione e poterle provare in anticipo è sicuramente un privilegio che pochi si farebbero sfuggire.

Purtroppo questa volta Enzo non ha potuto seguirmi durante la giornata di prove: parto quindi alla volta di Ponte Nossa, graziosa località nel cuore della val Seriana (BG). Ad attenderci la piccola pista locale bagnata a dovere e ben 6 KTM luccicanti in diverse varianti: originali, in versione Six days e in versione “power parts” ovvero con qualche piccolo accessorio come il terminale Akropovic.

La giornata comincia con la classica presentazione di rito in cui ci vengono illustrate tutte le modifiche apportate ai nuovi modelli.

I modelli da provare quest’anno però sono “solo” 2: il 250 e il 300 2tempi. Solo queste due perché le più grandi modifiche sono state fatte per i modelli 2t, mentre le sorelle 4tempi sono rimaste pressoché invariate (le modifiche più importanti riguardano la forcella).

Entrando nel dettaglio posso riassumere quanto sia stato complicato per KTM studiare un iniettore per i modelli 2tempi. Il primo progetto risale infatti al 2004 e in questi ultimi 13 anni la casa Austriaca ha lavorato duramente per creare un motore più efficiente, economico e semplice.

La prima chicca tecnica che mi ha sorpreso è stata la presenza del miscelatore; grazie a questo l’olio viene introdotto direttamente nel corpo farfallato e di conseguenza nel motore e all’utente finale non resta che apprezzare il fatto che può fare all’incirca 5 pieni prima di dover aggiungere altro olio. Inoltre, tanto spazio è stato dedicato al compartimento elettronico: la nuova compatta centralina, collocata sotto la sella, raccoglie ora una quantità di dati notevole, in modo da regolare l’iniettore in base alla temperatura esterna, all’altitudine e agli altri fattori  atmosferici che un tempo influenzavano il corretto funzionamento del carburatore. La tecnologia che è stata utilizzata non va però a “complicare” troppo la struttura della moto, che resta sempre “smontabile”, come i classici 2tempi, anche dall’appassionato in garage e non per forza dal meccanico attrezzato.

Resta sempre la possibilità di comprare lo switch per il cambio mappatura come per gli anni passati; così come la presenza del fantastico albero di bilanciamento che annulla tutte le vibrazioni del motore rendendo la guida ancora più piacevole. Inoltre sotto un punto di vista tecnico i consumi sono stati ridotti del 20/30% cosa senz’altro gradita.

Passiamo al test vero e proprio, partendo dalla “piccola” 250 2tempi.

Il telaio è lo stesso che l’anno scorso abbiamo apprezzato per agilità e maneggevolezza. Le differenze dovute alle modifiche fatte sulle sospensioni sono davvero poche; La sensazione è sempre quella di guidare una moto molto facile con un assetto all’apparenza morbido che però riesce a sostenere abbastanza bene anche quando si vuole spingere di più.

Il motore rispetto all’anno scorso ha dimostrato un miglioramento generale su tutti i fronti: ai bassi regimi così come agli alti. La potenza è molto gestibile, soprattuto nelle curve più viscide e nei tratti più stretti, dove anche sotto coppia la moto fa davvero tanta strada. Il tiro ai bassi resta sempre piacevole, in particolare nei tratti più tecnici dove la moto da il meglio di se.

Inserendo la mappatura “traction” ovvero quella più soft, la moto cambia leggermente atteggiamento. Il gas tende a rispondere più tardi dandoci la possibilità di parzializzare di meno e di guidare anche più sporchi su terreni sassosi e con poco grip.

Nel complesso il 250, cosi come l’anno scorso, rimane il mio 2Tempi preferito per la sua semplicità e la sua potenza molto gestibile e divertente.

Il 300 invece mi ha un pò spiazzato per il suo tiro ai bassi, quasi esagerato. Potremmo descriverla come una moto più da “smanettoni”. Quando questa piccola belva prende coppia si può sentire un notevole strappo dovuto alla potenza che diventa abbastanza difficile da gestire nei tratti più scivolosi.

Una volta presa velocità bisogna però dire che si possono sentire i benefici dell’iniezione, il motore tende ad allungare di più, dandoci la possibilità di tirare le marce senza preoccuparci troppo del limitatore.

Su questo modello il cambio di mappature si avverte di più: la moto diventa più semplice ai bassi regimi anche se devo ammettere che viene un poco a mancare alle alte velocità. Sono molto curioso di poterla provare in mulattiera per vedere come si comporta in mezzo a sassi e radici.

Devo quindi ammettere che questa moto mi è piaciuta un pò meno del 250 a causa del motore più difficile da gestire.

Vorrei però sottolineare che entrambi i modelli, nella versione “power parts” che monta terminale Akropovic, hanno dimostrato un grande miglioramento su tutti i fronti, per quanto riguarda il propulsore. Anche il 300 si è rivelato, oltre che più potente, anche più lineare in quanto a coppia.

A mio parere le moto sono migliorate in positivo, soprattutto sotto un punto di vista “meccanico”. Sembra quasi surreale pensare di non dover regolare la carburazione su un 2tempi, ma grazie agli sforzi della casa Austriaca, tutti gli appassionati possono finalmente godere delle comodità di un 4t senza rinunciare al divertimento di un 2tempi.

Nelle prossime settimane potremo comunque mettere alla frusta questi due modelli in un test più approfondito, su perreni più appropiati.

Per concludere questo breve report sulle prime impressioni dei “K” 2018 vorrei ringraziare tutto lo staff KTM, sempre cordiale e disponibile a soddisfare ogni richiesta, e SoloEnduro per avermi dato la fiducia di svolgere questo test da solo e per l’opportunità di  provare queste ottime moto.

 

Michele Canella