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BETA 350EFI

Prova in mulattiera

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 350 cc



Io Tester per un giorno.

La cosa mi suona strana sono sincero. Provare la nuova BETA 350 EFi per darne l’impressione, io che sono un fermone?  Soloenduro mi spiega che il parere dell’utente medio non è certo da sottovalutare, conta anche quello dicono. Ci proverò. Quattro dritte per cercare di individuare pregi e difetti in situazioni diverse; fango, pietre, mulattiera e qualche sterrato del bresciano faranno da sfondo della mia prova.

Parto da casa sotto una pioggia battente, speriamo smetta in fretta. Arrivo sul luogo del Test e per fortuna il tempo è migliore, non piove ed il sole sbircia dalle nuvole, bene così. Si comincia subito, due chiacchiere per spiegare accensione e piccole cosucce per l’utilizzo della moto e si parte.

Non conosco i percorsi del Bresciano, ecco perchè il mitico Zio Piero sarà la mia guida, lui conosce tutti i sentieri, tutte le mulattiere nel raggio di cento km e mi promette che proverò la moto in ogni situazione. Premessa: Io ho sempre avuto moto 2t, quindi per me sarà una vera e propria rivoluzione questa prova.

Primo approccio: Appena salgo sento la moto molto raccolta, sembra più piccola di quello che appare, io sono alto 1,83 e peso circa 90 Kg, credo farò fatica ad usarla.
Stando in piedi sulle pedane non sento nulla da stringere tra le ginocchia, la linea, sella serbatoio, è al di sotto di esse e mi sento a disagio. Le pedane sono più vicine alla sella rispetto alla moto che uso di solito e ho una sensazione di una rumorosità strana. Il “rumore” che sento è quello della cassa di aspirazione, mi dicono che il rumore del risucchio del box aria in un 4t si percepisce di più di un 2t perché non c’è il suono della risonanza dell’espansione della marmitta che lo sovrasta, effettivamente non sono abituato al rumore del quattro tempi!

Devo resettare il modo di guidare, l’ultima volta che ho usato un 4t è stato,… è stato,… di sicuro molto, ma molto tempo fa. Ricordo solo che quando aprivo il gas di botto la moto faceva “ciuf” e si piantava.
La moto parte bene e senza difficoltà, il bottoncino magico funziona a meraviglia.

Lo Zio non perde tempo e quasi subito si infila nei sentieri, all’inizio sono facili facili, anche se il fondo è fangoso e viscido causa le copiose piogge dei giorni scorsi. La moto ha un ottima trazione e le sospensioni erano settate per il mio peso, quindi non ho dovuto metter mano a nulla. Le forche superano bene ogni asperità, né troppo dure né troppo morbide, il mono non ha reazioni strane, la guida è molto precisa e stabile.

Il percorso comincia a farsi impegnativo, pian piano andiamo su mulattiere con sassi smossi e lastre piantate, la moto continua a salire e la risposta del motore è lineare, quasi elettrica. Non percepisco botte di potenza anche usando marce abbastanza lunghe, il motore anche viaggiando ai bassi regimi non ha mai ceduto, e il tanto temuto “ciuf” dei 4t non si è mai presentato.

Rimango sorpreso in maniera favorevole e decido di esasperare la situazione, entro in curva con la marcia alta, apro di botto la manetta del gas per vedere se l’iniezione riesce a controllare il problema, cerco di superare una leggera pendenza con dei piccoli gradini, con stupore il motore sale di giri pian piano e non si spegne! Niente, non riesco a fargli fare “ciuf”, uno spettacolo! Torniamo alla sensazione di scomodità che ho provato all’inizio. Dopo pochi Km non me ne accorgo più e guido la moto in maniera naturale e sciolta, anzi in certe situazioni trovo che la manovrabilità della moto sia aiutata da questa impostazione di guida.

Lo Zio alza ancora il livello di difficolta.

Ci infiliamo su una mulattiera ripida e mi pianto in un tratto di sassi smossi con canali di fango viscido.
E’ arrivato il mio momento, qui in queste situazioni io sono il più esperto. Quali situazioni vi chiederete? La spinta e lo zampettare. La 350 ha un’altezza, sella-terreno, decisamente umana, perciò tocco abbastanza bene a terra, quindi la mia specialità, spingere sgambettando da sopra la moto mi riesce bene e supero l’ostacolo. Poco dopo però mi pianto definitivamente, la moto slitta nel viscido esagerato, scendo al volo e in un impeto d’orgoglio misto a “VE LO FACCIO VEDERE IOOO SE SONO UN FERMONEEE”, risalgo in sella deciso, mi metto in equilibrio con un piede sulla pedana per caricare il peso mentre con l’altro do una spinta, gioco con l’acceleratore e ….miracolosamente la moto si muove! Spettacolare! Se non fosse che ho poco fiato mi verrebbe di gridare, “CAMPIONE DEL MONDOOO!” Ma non esagero altrimenti lo Zio mi prende per matto. L’iniezione è davvero ottima, il motore non ha buchi e la linearità d’erogazione e grandiosa, buono anche l’allungo.

Arriviamo sulla sommità della montagna, un attimo per riprendere fiato e via, iniziano le discese.
La cosa che odio di più nell’enduro sono le discese, se viscide poi peggio ancora, le odio.

Qui l’impressione è davvero positiva, la moto è molto stabile, sembra scorra su un binario e la guida mi viene davvero naturale, il freno a motore non è eccessivo e se non fosse perché io ho una 2t non l’avrei quasi notato.

Dopo pochi Km arriviamo alla trattoria. Sedermi con gli amici a tavola e raccontare di endurate e improbabili campionati del mondo persi per un soffio, davanti a piatti succulenti, è la cosa che amo di più dell’enduro! Naturalmente si parla dei pareri sulla moto che sto provando. Spettacolare questo test, una giornata piena per provare una moto e cercare di capirla, altro che quindici minuti stringati come di solito si fa.

Finito di mangiare si riparte e finalmente lo Zio mi porta s’un percorso con pietre piantate.
Lastre di pietra non proprio liscia e scheggiate per traverso; parto deciso, mi piacciono questi passaggi.
Il primo lo passo indenne, sto in piedi sulle pedane, sono sincero mi sto gasando, mi sento un professionista, moto nuova e stile impeccabile.
La seconda lastra mi riporta inesorabilmente alla realtà, mi ci spalmo sopra come un pivello.  La pietra bresciana mi ha castigato. La moto non centra nulla, ho affrontato l’ostacolo alla velocità sbagliata per superare il gradino, perciò rimane il fatto che io sono un fermone. Altre discese veloci e ci avviciniamo a casa, il sole sta calando. Mi chiedono di tirare le somme sulla 350 EFi.

Dopo una giornata non riesco a riscontrare grossi difetti, mi sono trovato davvero bene, anzi.
Dopo un inizio di affiatamento devo dire che mi sono proprio divertito. Consumi nella norma, sensazione di agilità più che buona, sospensioni di serie giuste per me. L’unico problema che ho riscontrato è un fastidio che viene provocato dalla fiancatina vicino alla sella, dove la gamba urta appena sopra la fine dello stivale, non so se questo è dovuto alla mia postura di guida oppure se è un problema comune anche ad altri e Il manubrio lo vorrei un poco più alto per me. Tirando le somme posso dire con cognizione di causa, promossa a con ottimi voti!

Prima di ripartire per casa, due fette di salame sono di dovere.  Riprendere le forze dopo una giornata di enduro è la cosa principale.
Ringrazio Soloenduro per avermi dato questa occasione e un grazie allo Zio Piero per avermi fatto da guida sui suoi sentieri.

Nicolò Crippa (Cippa)