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BETA 400 RR

La prova a Recetto

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 400 cc



 

 

Prova Beta RR 400 m.y. 2013 di Bacillo

 

La location, Recetto

Pista enduro: di recente realizzazione con fondo morbido tendente al sabbioso. Percorso tortuoso con tronchi piantati e pochi (e bassi) dislivelli

Pista cross: fondo come sopra, ben tenuto. Salti impegnativi e 2 lunghi rettilinei dove poter mettere tutte le marce. Curve con alti appoggi per pieghe mozzafiato.

Da fermi….

Cominciando da una analisi statica direi che questa RR è molto, molto bella. E’ uno riuscito mix tra l’aggressivita’ donatale dal rosso e l’eleganza donatale dal bianco. Anche senza la B di Beta sui convogliatori  si capirebbe in un istante che è una moto italiana, è sexy ed elegante!

Tra i dettagli che colpiscono l’osservatore ci sono il terminale di scarico davvero bello ed efficace (sara’ dura per gli accessoristi farlo ancora piu’ bello!) , i cerchi neri con i lucidissimi mozzi ripresi a macchina utensile e il forcellone bicolore nero/alluminio. Bella anche la compatta strumentazione a fondo azzurro, molto luminosa e con un buon contrasto. Per mio gusto personale non condivido la nuova tendenza in auge tra i costruttori di usare tabelle portanumero laterali molto risicate anche se hanno il pregio di snellire, all’occhio, il posteriore. In definitiva emerge come ogni dettaglio non sia frutto del caso ma sia stato scelto per donare all’insieme un aspetto armonioso, elegante e funzionale.

In movimento, enduro

Colpetto al bottoncino e bruuummm, subito in moto. Colpisce la silenziosita’ sia di meccanica che di scarico. Frizione tirata, con durezza nella norma, e via, dentro la prima marcia. Il motore ha una erogazione molto dolce, lineare, che non stanca e non allunga le braccia, sotto questo aspetto reputo la cilindrata di 400c.c. molto azzeccata non dando quell’impressione di “spompato” delle 250 ma neanche quella sensazione di volerti scaraventare in orbita delle 450/500.

Ho avvertito una certa inerzia di volano con un freno motore che si sente ma per converso ti aiuta a non far spegnere il motore anche facendolo calare (fin quasi al minimo dei giri) in salita.

(n.d.r. infatti in tutto l’arco del test non l’ho spenta neppure una volta, davvero insolito per me ;-)))

Spostandoci sull’argomento ciclistica faccio una premessa, a me piacciono le moto con l’anteriore ben piantato che non mi diano quella sensazione, sgradevole, di voler “prendere sotto”. Riesco ad usare anche moto “meno piantate”  ma necessito di tempi di adattamento piu’ lunghi e all’inizio non mi sento sicuro nel far scendere la moto in piega. Chiarito questo la ciclistica Beta mi ha dato fiducia fin da subito, l’ho trovata maneggevole e agile nello scendere in piega, sia nei canali (che mantiene bene) sia sul piatto. Si riesce a far chiudere bene la traiettoria in uscita di curva girando, se necessario, in un fazzoletto. Riguardo alla forcella l’ho trovata, per così dire, a “2 tratti” con un primo tratto scorrevole nella norma, libero,  ed un secondo tratto (che credo di aver fatto lavorare solo in pista da cross) che ha quel duro che consente di non arrivare facilmente a fine corsa. La pista enduro di Recetto ha alcuni tronchi abbastanza alti, per superarli dovevo arrivarci sotto, comprimere la forcella fino a che non si indurisse e dare di gas altrimenti non riuscivo a passarli. Temo che questo sia dovuto, per un verso, all’erogazione molto lineare che non avendo quel “colpo di gas” ben marcato non aiuta, ma darei parte della colpa anche al mono (un po’ tenero per la mia stazza) che si siede un po’ troppo nel trasferimento di carico.

Per il comparto freni (full Nissin con bei dischi wave) devo dire che la potenza c’è ma va’ cercata in fondo alla leva, questo per entrambi ma piu’ marcato al posteriore. Uso molto il freno posteriore  come un “timone” per facilitare l'inserimento in curva, qui non ci riuscivo, davvero poco aggressivo. Vorra’ dire che i fondi scivolosi non spaventeranno piu’.

In Pista
L’erogazione lineare, dolce e prevedibile, mi ha consentito di rimanere in pista per una trentina di minuti filati pur con lo  scarso allenamento dovuto alla non  frequentazione di  piste da cross da circa tre mesi. Nelle curve con alti appoggi mi sono davvero divertito e confermo quanto gia’ detto prima, se serve chiudere la traiettoria in uscita di curva si riesce molto bene, anche in spazi ristretti. Le sospensioni, ovviamente ottimizzate per un uso diverso dalla pista, si sono comportate  complessivamente bene mettendomi in leggera difficolta’ solamente in un paio di punti dove, non arrivando a velocita’ sufficiente, cercavo, invano, la spinta necessaria per andare oltre….

Da segnalare che pur su una pista con molti salti come Recetto sono arrivato a fine corsa del mono solamente all’atterraggio di un piccolo doppio da sesta marcia mentre non ricordo botte sui polsi dovute al fine corsa  della forcella.

Un appunto devo farlo al cambio che se nell’uso enduro non aveva evidenziato problemi  nell’uso in pista, quindi con motore usato a regimi piu’ elevati, mi ha qualche volta rifiutato l’inserimento della marcia superiore e mi sono imbattuto un paio di volte in sfollate fasulle tra una marcia e l’altra.

 

Coclusioni 

Questa RR400 è un prodotto maturo, equilibrato poco stancante ma prestazionale. Sul piano tecnico l’unico appunto che si puo’ muoverle e la mancanza dell’iniezione (sempre che qualcuno ne sentisse la mancanza pero’)

 

 

 

Albertash


Test semiserio  SoloEnduro Beta 400 RR 2013

 

Non ho ne grandi doti, ne grande sensibilità o esperienza per giudicare obbiettivamente una moto, quindi posso riportare solo delle sensazioni in base al mio stile di guida amatoriale da escursionista, con qualche sporadiche “chiusura di vena” subito sopita dall'allenamento nullo.

Quello che mi interessa di una moto, è che sia divertente in ogni situazione, senza affaticare e che non dia problemi, la preferisco maneggevole nello stretto, piuttosto che stabile nel veloce (tanto andrei piano comunque).

Solitamente uso un leggero 2T, quindi la Beta 400 RR mi è subito apparsa un po' pesante negli spostamenti da fermo.

Partendo da casa per un'uscita, o alle cavalcate, non voglio avere l'assillo di cercare un distributore, qui non ho verificare l'autonomia in pochi giri di fettucciato, posso solo immaginare che un serbatoio da 8L sia il minimo indispensabile, comunque con il bel trip è facile tenere sotto controllo i km percorsi, diversamente il serbatoio nero non aiuta.

Il fanale sembra offrire una buona illuminazione, ma occorrerebbe un'uscita in notturna di conferma
Il clacson, sempre utile con i doppiati e nei “tappi”, mi è sembrato un po' latitante, così come le frecce...

Il porta targa è bello rigido, bisognerebbe fare qualche salto con la targa montata e appesantita dal fango per vedere l'effetto che fa.

Salendo in sella ho trovato tutto in ordine, comandi e leve al proprio posto, mancano solo i paramani e una protezione sugli attacchi del manubrio. Mi è piaciuta un sacco la sella a sgancio rapido, che ho trovato comoda, restando allo stesso tempo consistente, anche le maniglie sotto alla sella sono pratiche. Gli ingombri delle plastiche sono contenuti e nulla interferisce la guida, ne in piedi ne seduti.

L'avviamento a freddo è ok (faceva molto freddo e la moto avevo percorso 50km sul carrello), a caldo invece il motorino d'avviamento ha dovuto fare qualche giro in più, comunque la presenza della leva d'avviamento infonde sempre sicurezza.

Bello esteticamente il silenziatore, con un tono di voce discreto e piacevole.

La frizione è morbida, dentro la prima e via, la “pistonata” ai bassi si fa sentire ben scandita, tanto che in un paio di occasioni ho pensato si spegnesse e invece dopo una frazione di secondo, ecco un'altra pistonata! Anche il freno motore si fa sentire, così posso fare a meno del freno posteriore. Mi ricorda una moto di cilindrata superiore. A me piacciono questi effetti 4T, sono le differenze che mi aspetto da una moto a benzina rispetto al 2T. 

Attenzione non vorrei far sembrare la Beta una moto con solo bassi, tipo 4T anni '80, questa è stata la mia prima impressione ad andatura lenta per prendere confidenza con la moto e scaldare le braccia. Incominciando a tirare, la moto sembra perdere peso, la pistonata si sente meno e il comportamento diventa regolare e fluido, pronto sotto e con un buon allungo, ma sempre facile da gestire. Anche l'effetto freno motore si sente meno, e ora i freni servono! A proposito di freni, non ho capito se il posteriore è modulabilissimo, al punto da rendere impossibile spegnere il motore per sbaglio, o se le pastiglie sono troppo ecologiche, tanto che per bloccare la ruota ho dovuto pigiare a fondo!

Le sospensioni in un primo momento mi sono sembrate rigide, forse anche per via della bassa temperatura, più adatte alla pista di cross.  Ho provato ad ammorbidirle agendo sui registri, andando per tentativi perchè ne sul mono ne sulla forka compare il senso di regolazione.

Nelle curve con appoggio scavato, sia lente che veloci, la moto si inserisce facilmente in piega, e si esce veloci, aprendo il gas senza pensarci. Ho fatto invece più fatica a controllarla all'uscita delle curve veloci, dove senza sponda e con fondo smosso, perdevo trazione, volevo provare una diversa frenatura di ritorno, ma non avevo un cacciavite...  Pazienza, non fa nulla, appena mi raddrizzata ritorna stabile. L'altezza culla mi è apparsa buona, su tutti i tronchi incontrati ho toccato solo sul più alto, circa 40 cm, e le pedane non si sono mai impuntate nelle pieghe in curva e dentro canali profondi.

Nello stretto del sottobosco e tra le piante, dove la guida è di braccia, il peso si sente, ma resta      comunque una moto maneggevole. Il peso invece l'ho sentito tutto quando sono riuscito a piantarmi in uno strappetto in salita facendo lo stupido tra la verdura, del resto se è un test, la moto va provata in diverse condizioni, quindi anche a spinta!

A fine giornata ci siamo accorti che la ruota posteriore ha toccato la zona di fine parafango verso il filtro, qualche fondo corsa in pista deve aver lasciato il segno, ma di sicuro non sono stato io... oppure è stato il passeggero!

 

Ciao

 

Albertash