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BERGHEM R

La Berghem R Camoscio da mulattiera

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 300 cc



Lunedì mattina, arrivo a Riva del Garda e mi fermo difronte alla concessionaria di Sembenini, cazzarola è chiusa! Prendo il telefono e chiamo Andrea. Ridacchiando mi dice che è all'interno, in officina e di non temere la moto è li e gia pronta. Entro dal retro e la Bèrghem è li.
Andrea mi presenta Pietro Sembenini, Pietro è stato Campione Italiano Trial nel 1984 con la Fantic 50, campione italiano Junior 125 con Beta nel 1986 e nel 1988 campione Junior con l'Aprilia e altro ancora. Pietro mi introduce alla Bèrghem, mi spiega come l'ha settata e come usarla. Mi dice che la moto va capita e di resettare il modo di guida salendoci. Non è un enduro pura come non è un trial. Guida arretrata e sempre in piedi. La moto mi viene consegnata con gomme da enduro e mi consegnano anche un treno di gomme da trial.

Prima uscita

La moto parte subito, senza un filo di gas, fa tutto lei. Il motore è un 300 cc Honda a iniezione senza batteria, l'alimentazione viene data da un alternatore che si autocarica con i giri del motore, prima pedalata carica, seconda pedalata parte subito, bella cosa. Parto per il giretto di riscaldamento e ho subito problemi con l'utilizzo del motore da trial, non mi ci trovo, faccio fatica a capire la trazione e le marce. Seguo l'indicazione di Sembenini, RESETTA !!!
Mi fermo un attimo e riparto, mi alzo in piedi, ginocchia flesse e cerco di muovermi sopra, ci gioco e ascolto la moto. Se dovessi descrivere la moto nella prima ora di utilizzo di certo non ne direi bene. Causa lo step mentale della guida di enduro ho faticato a capirla . Il motore è spaventoso! Tira,...e tira da matti. Il primo impatto con la mulattiera e imbarazzante, devo stare attaccato al manubrio perchè altrimenti mi perde, si arrampica in maniera disarmante e appena appoggio il sedere sulla sella mi trovo a gambe all'aria. Lo zio Piero si scompiscia dalle risate, mi ha visto decollare come un missile sopra un pietrone, ma nulla di grave ho solo accartocciato la povera targa. Pian piano comincio a prendere confidenza, la guida in piedi viene naturale e non stanca come una enduro di razza se non sei più che allenato. Incomincio a divertirmi. L'assetto per me e troppo morbido e l'affossamento delle sospensioni mi da problemi sui passaggi a gradoni, ma non voglio toccarre nulla per il momento. In discesa è un missile amche se la morbidezza delle sospensioni si sente (d'altronde io e Sembeneni abbiamo 40 kg di differenza). Arrivo a sera che non vorrei più scendere, ho un giocattolo tra le mani. Per la prova due avrei da sistemare due tre cose, manubrio, sospensioni e Gomme trial. Prima di fare queste modifiche aspetto Aldo Canale e Poldo per il loro Test, ma so gia che in un ora non potranno capirla sino in fondo. Credo che molta meno fatica la farà Willy Zoppellaro, che come me ha il tempo di portarla in giro per un paio di giorni.

Seconda uscita

Gomme da trial Manubrio leggermente avanti e Forcelle sfilate e indurite, il mono purtroppo grazie ai miei Kg in eccesso non riesco a sistemarlo (Sembenini, vedi di ingrassare un poco và)..
L'impatto e subito migliore, più scorrevole, Si avvicina di più alla mia guida da enduro, sotto paletto riesco a star seduto in avanti e farla scorrere di più, (non aspettatevi grandi velocità) le gomme da trial su questa moto sono fantastiche. Sulla pietra viscida la moto non scarta e va su diritta, una bella macchina da estremo. Ormai la conosco e ci gioco come voglio, la sento leggera e scorrevole. A fine giornata nonostante la pioggia la fanghiglia, fogliame e le lastre di pietra viscida mi sono divertito da matti senza faticare oltre, con una enduro avrei sudato sette camice. Rimane una pecca il cambio, quarta troppo distante dalla quinta, le pedane io le arretrerei ancora un pelo e il manubrio lo vorrei più alto. Dove collocare una moto del genere? La moto bassa ne farebbe una perla per le ragazze, il motore corposo ne fa un mezzo per chi come me vuole arrivare anche senza un allenamento esagerato, La seconda moto per un endurista che si vuole allenare per affrontare posti impensabili.....




Test di Willy Zoppellaro
Concordo pienamente con Enzo. Non è una moto da testare in un ora, ci vuole una giornata per capire le sue potenzialità e i suoi difetti. Io l'ho provata con le due gommature, il primo giorno con gomme da enduro e il secondo con quelle da tria e assetto modificato e devo dire che con l'assetto 2 e le tassellate da trial diventa inarrestabile. Esteticamente ha una linea abbastanza moderna, pregevole il colore nero del telaio così come il forcellone, anche se a contatto con le pietre si graffia inesorabilmente.. la posizione della mascherina faro anteriore, l'avrei montata più aderente alle piastre, per una soggettiva visiva più ampia e gradevole. Preferirei delle manopole meno trialistiche e più nervate, ma è questione di gusti. La triangolazione sella-pedane-manubrio non è male, non so se sia un bene arretrare le pedane, si accentuerebbe ancora di più il lato trialistico che già è preponderante..
La piega del manubrio mi è piaciuta, anche se lo ridurrei di almeno un paio di cm di larghezza. Non ne cambierei la posizione sulla piastra, qui è soggettivo però più avanzato andrebbe a caricare maggiormente sulla forcella anteriore nelle discese, forcella che non ha un gran sostegno, in ottica puramente racing, avrei quantomeno indurito la seconda metà di escursione, più di una volta ho tamponato in discesa (mio peso vestito 86 kg), anche In salita a media velocità contro ostacoli piu che modesti tende a chiudersi molto, cosa risolta abbastanza mettendo una taratura più rigida per la mia guida. Rimane buona nel copiare le minime asperità e sincera nella risposta senza mai scartare. In generale, e nello specifico percorrendo lunghi tratti in discesa (di tutti i tipi, dai ghiaioni scavati alle tipiche mulattiere di sassi piantati e anche quelli smossi..), la moto dona grande sicurezza, ed una ottima propensione alla velocità sullo sconnesso!


Peccato che quest'ottima propensione venga parecchio smorzata da un mono ammortizzatore decisamente non all'altezza. Grande trazione nel lento brutto, ma già con la terza marcia affonda e tampona ad ogni gobba anche se modesta. Capisco che l'assetto è stato fatto da un Campione di trial come Sembenini e quindi molto, molto personale e tecnico ma io preferirei un carico decisamente maggiore sul posteriore, unito ad un comando del gas con una corsa piu rapida in modo da accorciare il tempo morto che intercorre dal ruotare tutta la manopola originale.. alla risposta del motore. Gli manca proprio quel guizzo! Anche la postura che si va ad assumere quando devo dare tutto gas non è naturale, se in contemporanea devo anche tirare verso di me il manubrio per superare un ostacolo è un problema col comando a corsa lunga.. La frizione denota un lievissimo trascinamento ma è accettabile, molto modulabile, fin troppo, preferirei un filo di modulabilità in meno in cambio di uno stacco un po più marcato, per la classica sfrizionata quando la trazione lo permette, per quel guizzo in più.. Buono il freno ant. Buono e molto modulabile il freno post, perfetto per i percorsi "bagnati", anche se preferirei un pochino piu di mordente a così tanta modulabilità. Il motore dà tutto sotto, sempre molto pacatamente, poi mura quasi subito. Buono dove c'è da "trialare", dove con la terza marcia si fa tutto, e con la seconda si fa l'impossibile.. Il bello del motore purtroppo finisce qui. La terza marcia finisce presto ed agganciare la quarta (anche in leggera salita) risulta difficile con la potenza a disposizione, la quinta marcia è lontana anni luce, tipico dei motori da trial.


Adotterei un quarto rapporto molto più vicino alla terza per un buon aggancio e per completare l'opera avvicinerei pure la quinta. Buono l'avviamento, parte sempre alla prima o seconda pedalata. Bello lo scarico e discretamente silenzioso. Ho notato che la ventola di raffreddamento è praticamente sempre accesa anche con questa stagione fredda. Pur non avendo mai bollito, prenderei in considerazione l'ipotesi di griglie di passaggio aria nel parafango anteriore, per le gare senza fango eccessivo e temperature più alte. Quindi, tirando le somme. Questo prototipo mi è piaciuto e se fosse in commercio sarei tentato di prenderlo, avere in garage una moto che ti permette di arrivare dove vuoi quando il meteo fa diventare orribile quello che è già difficile è il sogno di molti.

Willy