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GAMMA HONDA JOLLY RACING

Honda Le abbiamo provate

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 250 cc



PROVA HONDA UFFICIALI JOLLY RACING 2009

La gamma

Tramelli di Piacenza.Jolly motors..un nome un marchio una garanzia per un reparto corse enduro. Gestisce il team per la Honda nel Mondiale enduro. Piloti: Balletti Mossini e Ahola. Moto Honda: 250, 450 e 490. "Ancora???" Domando" Ma se le abbiamo appena povate!" "Si, ma queste sono millesimate 2009" 
Capisco e mi adeguo con entusiasmo, anche perchè la moto campione del mondo 2008 è stata provata sotto l'acqua torrenziale di inizio dicembre e voglio l rivincita. Il luogo del delitto, questa vota, si trova tra le colline del piacentino, tra una cava dimessa e una pista clandestina. Splende il sole, caldo a picco per essere maggio. "Finalmente si provano le moto senza l'inconveniente della pioggia" Giornata assolata, giornata fortunata: abbiamo Balletti, si, quello vero, che prova una frizione automatica fornita dalla Innteck. Arriviamo e già le prove della frizione sono in corso. "Questo non va, quest'altro va daddio, lasciamo che trascini un po' da fermo ma che faccia sentire i freno motore in discesa" E scopro una cosa: che le riparazioni al volo si fanno con la moto buttata per terra (così non esce l'olio) e si buttano le viti e il coperchio del carter in mezzo alla polvere. Si eseguono le regolazioni e si rimonta tutto passando il bordo del carter con un pezzo di carta. Come ai tempi del Sachs: bruci una frizione a giro e la cambi con i pochi minuti di anticipo che hai. Lì sul posto facendo attenzione a mettere un foglio di carta per terra e non far cadere le viti nella polvere. Balletti continua a provare fino a che è soddisfatto delle regolazioni: la moto da ferma con la marcia innestata e la leva della frizione lasciata, trascina un poco, ma in compenso in discesa il freno motore funziona alla grande. In realtà la frizione automatica ha vari step di rodaggio da passare e Balletti ogni mezz'ora deve fermarsi per far "serrare" i dischi. Una volta finito il rodaggio non c'è più la necessità di regolazioni. Però mi ha fatto tenerezza vedere la moto buttata su un fianco e col carter aperto.

Si sale in moto

A questo punto il signor Tramelli ci dice:"Tocca a voi, adesso Non sarete mica venuti a far le belle statuine, andiamo là dietro: vi faccio vedere la pistina dove provare le moto." Siccome io sono di bocca buona prendo quella che rifiutano gli altri: manco a dirlo Poldo acchiappa la 250 di Ahola e Dogger quella di Mossini. Va beh, faccio questo sacrificio: mi adatto a quella di Balletti. Seguo Tramelli in sella ad una quarta Honda, la sua di lui, e ci mostra il giro della pista. Lo seguo …o almeno cerco di seguirlo. Tramelli, sarà perchè è del mestiere ed è na bella manetta, sarà perchè conosce il posto come le sue tasche, ma ad ogni curva si invola e posso così aprire il gas alla cieca tra i cespugli….lui va sicuro, io a banderuola. Tanto che, non sapendo cosa mi aspetta, mi trovo anche a fare un doppio carpiato. Chiudo gli occhi e per fortuna la Honda sembra dirmi:"Tranquillo…tieni il manubrio diritto che a tutto il resto penso io." Questa storia delle moto ufficiali che fanno tutto loro comincia a darmene una pelle. Presa visione della pista, le cose si fanno serie. Ci si scambia le moto, Dogger, Poldo ed io e si cercano le differenze tra una e l'altra. Per quanto mi riguarda la differenza tra le due grosse è data dall'iniezione e dalla frizione automatica. Per il resto, il risultato è demoralizzante. soprattutto con un Balletti presente che inanella giri di pista per provare le sue regolazioni. Si, ve lo devo confessare: ormai per quanto mi riguarda, una moto 450 oppure 490 di cilindrata sono ampiamente fuori dalla mia portata. Benchè siano molto facili da guidare, benchè siano perfette di motore, benchè siano la kermesse dell'endro facile, necessitano di una guida veloce, molto veloce, per poter far lavorare la ciclistica a dovere. Di motore ce n'è quanto se ne vuole e vi dico una cosa: ho visto Balletti stracciare il gas in discesa tra le buche e le carregge. La moto non fa una grinza: sembra che le buche e le carregge spariscano, ma io non me la sento. La velocità e il ritmo di guida sono troppo alti per me: non ho più i riflessi per certe andature. Ecco perchè il risultato è demoralizzante: la moto è lì, a tua disposizione e aspetta solo che il pilota ci dia dentro. E' cambiato tanto l'enduro in questi anni e le velocità sono aumentate tantissimo. L'unica cosa che ho osato è stato provare a dare piccoli colpetti di gas in discesa. Una quasi mezzo litro ti butta in avanti di un paio di metri ad ogni scoppio. Risultato? Sei sempre lungo nelle curve, perchè non hai il fisico per frenare, per tenere la moto e buttarla giù tenendo il gas in tiro. Of course, a forza di usare moto vecchie non ho l'abitudine a questi ritmi.

La differenza tra le due è data dalla frizione idraulica: in discesa e nelle staccate puoi anche bloccare la ruota dietro e la moto non si spegne, opure puoi cambiare marcia senza tirare la leva senza che gli ingranaggi del cambio risentano delle scarpate. In salita la guida va molto meglio: il motore ti aiuta tantissimo: puoi tranquillamente guidare con la ruota davanti che tocca terra raramente mentre quella dietro assorbe le asperità in modo egregio e ti manda su con una una facilità incredibile. La dura realtà è che per godere di una mezzo litro devi essere allenato tanto, di fisico e devi essere giovane e scapestrato. Alla mia età apprezzi un motore sempre pieno, soprattutto sotto, perchè sopra si decolla e non è più roba per chi non si allena mai. Un discorso a parte per la piccola di famiglia. Nel 2008, avevo provato una moto in fine stagione, sotto l'acqua torrenziale e dura di sospensioni come un sasso a causa di una scorrevolezza ormai finita. Questa, del millesimo 2009, è fresca, prima di essere usata in gara. Il motore non si spegne mai, nemmeno a pugnalarlo e finalmente posso aprire e far cantare le valvole. Potenza? si ce nè d'avanzo, ma qui la cavalleria è più fruibile. Più insisti e più ti diverti. La ciclistica? Ingannevole: la forca e il mono partono subito, belli scorrevoli per poi indurirsi di colpo. Come dire: per gli sterrati viaggi in Rolls, ma poi è tutto regolato per un campo da cross. La differenza di peso con le sorelle maggiori è notevole e sembra un giocattolino. Con questa oso, sia nei bob che in discesa e in salita, va beh, basta tenere aperto e cambiare le marce. La ciclistica fa il resto. Molto divertente, in tutte le situazioni.....tanto che un pensiero si affaccia alla mente:"Se ne facessero una copia...quasi quasi...sarebbe una delle moto da avere in garage." Finale in officina dove Tramelli ci ha mostrato tutto senza segreti, come se le moto fossero assolutamente normali. Probabilmente si, sono moto normali alle quali vengono apportate piccole modifiche che le rendono particolari. Ciliegina finale: Una piccola serie di Ahola "replica" sono disponibili già da subito, per chi si cimenta nei vari campionati. Il kit racing comprende: taratura e messa a punto delle sospenzioni in base alle caratteristiche del cliente, scarico Leovince artigianale, testa lavorata nei condotti, pistone Vertex e frizione idraulica. Idraulica, ho detto, non automatica. 


L'OPINIONE DEL TEST TEAM 

Le moto del Jolly sono sempre curatissime nei dettagli e esteticamente semplicemente meravigliose.Sono moto da mondiale e pertanto "devono "essere cosi'.Te le aspetti con parti speciali in ogni centimetro di telaio ,nel reparto sospensioni ,nel motore ed in ogni accessorio che non sia superfluo.Invece non è proprio cosi'.Si parte sicuramente da una eccellente base e poi una serie di lavori di affinamento fatti nella sede della Factory di Piacenza.Interventi fatti dai tecnici del Team,ciascuno con la sua specializzazione, seguendo le ottime esperienze di 25 anni di competizioni da poco compiuti dal Jolly Racing. La moto campione del mondo è stata minimamente rivista con il comando idraulico della frizione (montato anche sulle altre due moto del Team)ed è per noi particolare nell'impostazione di guida che utilizza Ahola.

In particolare è stata apprezzatissima da Poldo (deve averci fatto fuori un paio di pieni!!)che non voleva saperne di scendere e di scambiarla con le altre a disposizione del test.Motore godibilissimo ,trazione anche dove non ti aspetti e sospensioni che più vai forte più rendono. Per accontentare i numerosi appassionati è stata messa in vendita il modello replica Ahola che centralina a parte ricalca fedelmente la moto del mondiale ad un prezzo competitivo. Abbiamo avuto la fortuna di avere con noi durante il test il pilota Ufficiale del Team Oscar Balletti (impegnato nel test della frizione automatica Rekluse. Con gli uomini della Innteck disponibilissimi a dare indicazioni anche a noi del Test Team e gentili inoltre ad aver acconsentito che anche noi la potessimo provare una volta terminato il testing di Balletti)che ci ha deliziato con passaggi tecnici e velocissimi e dimostrandoci ancora una volta quale distanza ci sia tra un pilota professionista e gli amatori come noi.....sigh! e proprio la sua moto ,quella derivata dalla cross 09 con l'iniezione al posto del carburatore e con le nuove geometrie di telaio era quella che maggiormente in noi creava attesa. Leggera per essere un quattroemmezzo,facile da inserire in curva,un motore gestibilissimo e tanta linearità di erogazione fanno di questa Honda cre f 450 R una prestazionale moto da speciale.

Riferimento nella categoria e con potenzialità ancora da scoprire in termini di prestazioni con interventi dedicati all'iniezione.... Novità anche sulla moto di Mossini .la 490 x (ma lui la vuole senza avviamento elettrico)Il motore preparato consente di avere un'incredibile curva di potenza con una coppia davvero godibile tanto che puoi girare tranquillamente con una sola marcia nel tratto test e che ha entusiasmato i nostri tester dedicati alla grosse cilindrate(Dogger e Romanetta)oltr che per il motore anche per le particolari tarature delle sospensioni volute dal Moss(che libidine premere leggermente la mano sulla sella s e sentire la scorrevolezza del mono che lavora....).Unico particolare inusuale per i nostri due tester da oltre un metro e ottantacinque riguarda la posizione di guida arretrata utilizzata dal Mos (abbiamo avanzato il manubrio per adattarlo alle misure necessarie ,ma al nostro ritorno al reparto corse Toni il meccanico di Mossini ci ha subito beccati e gli abbiamo promesso seduta stante che non lo faremo più!!) Si nota in questa moto la differenza di ergonomia con la 450 di nuova generazione e siamo curiosi di vedere quale direzione prenderà la X nel prossimo futuro.

Tutti infine abbiamo provato la moto di Balletti con la frizione automatica Rekluse e per tutti è stato necessario un breve periodo di assuefazione alle sensazioni che questa frizione regala.quelle che maggiormente ci hanno sorpreso p sono la sparizione del freno motore in discesa ,la possibilità di stare fermi con la marcia inserita e ripartire solo dando gas , oltre alla sicurezza di non incorrere più in quei "ciuff"che spesso accompagnano le performance amatoriali di molti enduristi.... Sicuramente positivo il primo impatto e ci piacerebbe provarla in condizioni ancora più estreme.(Innteck possiamo disturbarvi?) Grazie ad Alessandro Tramelli ,al Teti (paziente responsabile tecnico del team Jolly ) ad Oscar Balletti,ed ai nostri tester Poldo (mi raccomando firmaci l'esclusiva prima che una nota rivista del settore ti metta sotto contratto dopo il test che hai fatto per loro!)Popol,Dogger e Romanetta. 


Soloenduro Test Team