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Fantic Motor 2 parte

1978-1981


1978 
Il motore in quell'anno venne rivisto, anche il 50 subì migliorie tecniche come il gruppo termico ma mantenne il basamento Minarelli, i cilindri prodotti della Fantic  venivano cromati dalla Gilardoni e poi essere assemblati nuovamente in Fantic che per questa operazione aveva fatto costruire un ambiente a temperatura controllata.
L’enorme investimento richiesto per allestire l’intera linea di produzione, consentì alla Fantic di raggiungere immediatamente ottimi risultati, ma fu purtroppo alla base delle difficoltà economiche che portarono alla definitiva chiusura del Reparto Corse, alcuni anni più tardi. Nel 1978 venne portato in gara il 125 terzo tipo, il Fantic 125RC TX 150 era dotato di un nuovo telaio a doppia culla con tubi d'acciaio al cromo molibdeno, forcelle Marzocchi a perno avvanzato parafanghi Preston, portafaro Acerbis e ina vistosa sella rossa. Il nuovo cilindro in alluminio adotto delle misure innovative per l’epoca, con un alesaggio x corsa 55,2 x 52; e una sola fascia elastica, un carburatore da 32 mm, abbinato ad un rapporto di compressione da 13,5:1, il motore raggiunse una potenza di 26 cv a 10.500 g/m. E come a tutte le Fantic venne montato anche un nuovo collettore di scarico più lungo con uscita a destra e l’espansione che correva sotto il serbatoio per uscire sulla sinistra con il silenziatore sul finale. All’inizio le modifiche interessarono solo la 125 mentre la 50 rimase invariata all’anno prima. Le moto ufficiali si evolsero velocemente durante l’anno agonistico, introducendo via via, le forcelle con maggiore escursione, il forcellone a banana, il portafaro integrato, il carburatore Mikuni da 26 mm, il telaio color rosso, e molto altro ancora. Queste migliorie portarono a dar vita al 50cc 3 tipo che venne poi messo in produzione nel 1979. Oltre al 50 e al 125 si aggiunsero il 75cc e il 100cc rispettivamente di 74.89cc e di 99.55cc. Ma mentre il 100 era stato sviluppato dal basamento del 125 il 75 cc derivava dal 50 e questo per il 75cc fu un handicap, Con la crescita delle potenze, la ciclistica e il basamento del piccolo 50 non erano adeguati a sopportare la spinta prodotta da 75 cc, il cambio, in particolare, fu il suo vero tallone d’Achille. Tutte le Fantic, sia quelle ufficiali che quelle di serie vennero rafforzate dalle “Fantic-Polini” queste moto erano direttamente modificate in casa Polini.

Il rapporto fra la Fantic e i Fratelli Polini non fu sempre idilliaco e non mancarono naturalmente, momenti di conflittualità anche accesa da entrambi le parti, ma non ne soffrirono certo i risultati che migliorarono ulteriormente, spinti dalla rivalità sportiva. L’allestimento tipico di una Fantic Polini, nel 1978, era il seguente.
FP 50 cc, potenza 12 cv a 14.400 g/m, cilindro preparato Polini, carburatore Mikuni, marmitta Polini Special, portafaro anteriore, parafango anteriore Nava professional e tendicatena a molla.
FP 75 cc, potenza 15,5 cv a 12.000 g/m, termica Kit 75 Polini special, frizione a denti dritti rinforzata, carburatore 26/27mm, marmitta Polini Special, portafaro anteriore, parafango anteriore Nava professional e tendicatena a molla.
FP 100 cc, potenza 20,3 cv a 11.800 g/m, termica Kit 100 Polini special, carburatore 30mm Dell’Orto, marmitta Polini Special, portafaro anteriore, parafango anteriore Preston MX, Nava professional e tendicatena a molla. I modelli Fantic-Polini venivano venduti direttamente dai Fratelli Polini, che li consegnavano completi dei pezzi tolti e sostituiti, in modo tale che potessero sempre ritornare all’origine, e non ci fossero problemi per la rivendita dei mezzi. Il modello da 100 cc, ad esempio, era accompagnato dalla termica originale Fantic da 125 cc. La Polini fece anche un suo Team ufficiale con piloti come, Pietro Gagni, Giò Sala, Giorgio Poloni, Fabio Fasola, Gaiardoni e Meroni. Fantic per verso suo potenziò la sua squadra e affiancò a G.Signorelli Giampaolo Marinoni nella 125. Nella Valli di San Pellegrino del 3 e 4 Giugno i primi quattro posti della 50cc furono delle Fantic. Gianni Tomasi, Angelo Signorelli, Carlo Zenoni e Roberto Gaiardoni stravinsero la loro classe ed ottennero un risultato sbalorditivo, che non ha eguali nella storia della Valli.

La Fantic si piazzo anche al 3° posto nella classe 75, con Paolo Magri, e rispettivamente 3° e 7° nella classe 125 con Giuseppe Signorelli e Gianpaolo Marinoni.
Nel Campionato Europeo, Angelo Signorelli e la sua Fantic salirono sul podio, cogliendo la 3° piazza, ma le Fantic ritornarono a primeggiare alla Sei Giorni svedese di High Chapparral (4/9 settembre) sempre per merito di Angelo Signorelli che si aggiudicò la classe 50, seguito da Carlo Zenoni 4° e Roberto Gaiardoni 5°.
Nella classe 125, Giuseppe Signorelli e Gianpaolo Marinoni occuparono la seconda e la terza piazza, dando piena prova dell’ormai raggiunta maturità dell’intero Team. Il 50 di Signorelli era al massimo della sua evoluzione, e alla sei giorni si presentò con le tabelle porta numero arretrate per via dei nuovi regolamenti. Il buon piazzamento di Signoreli permise alla squadra Italiana di aggiudicarsi il Vaso d’argento, la squadra era composta da Perego (Sachs 50) Medardo e Scaburri su Puch 75. Nel 1978 la Fantic vinse quasi ovunque, anche in Francia nel campionato Junior dove le prime tre posizioni erano occupate dalle 50 cc di casa Fantic. Il Francese Yann Cadoret nel 1979 vinse la classe 125 davanti a Husqvarna e KTM replicando la vittoria nel 1980.


1979
In quell’anno la novità principale fu il nuovo modello da 50cc 3° tipo denominato Regolarità Competizione MIK TX 160 che sintetizzava tutti i progressi fatti nell’anno precedente. Il motore, che confermava il basamento Minarelli P6, con cambio a sei marce e frizione a dischi multipli in bagno d'olio, accensione elettronica Dansi, e la cilindrata di  49,65 cc (38,8 x 42 mm), segnava un rapporto di compressione di 15:1, utilizzava un carburatore Mikuni VM 26, e vantava  ben 12 cv, a 12.750 g/m. Forcelle Marzocchi con un’escursione di 170 mm. ed ammortizzatori a gas Marzocchi, regolabili in 5 posizioni, con  un’escursione di 124 mm. Cerchi Akront, mozzi conici Grimeca da 124 mm, a perno sfilabile, e pneumatici Metzeler "Six-Days" 2,50 x 21"  ant., e 3,50 x 18" post. L’estetica, a causa dell’arretramento delle tabelle porta numero, andarono a coprire l’ammortizzatore posteriore, l’adozione del nuovo carburatore diede la sigla MIK 26. Una grossa novità fu l’adozione delle forcelle con maggiore escursione e il nuovo forcellone a banana. Il telaio di color rosso e il faro integrato nella tabella porta numero. Sulle moto ufficiali fecero la loro comparsa gli ammortizzatori Hydrocross della Sachs, in voga in quel periodo, che rimasero in dotazione fino alla fine del 1981. I medelli 100 e 125 a causa del telaio più largo avevano le fiancatine più larghe e di conseguenza le tabelle non avevano la bombatura del 50cc. In quell’anno arrivò in squadra Fantic anche Pietro Gagni.
A Brioude (campionato europeo 12/13 maggio), Gagni arrivò secondo nella classe 50cc, seguito da Angelo Signorelli 4°. Giuseppe Signorelli vinse la classe 75 cc, mentre Natale Noseda arrivò 2° nella classe 125, seguito dal francese Yann Cadoret 7°.

Alla Valli Bergamasche di san Pellegrino (campionato europeo 19/20 maggio), Pietro Gagni vinse la classe 50cc, seguito da Angelo Signorelli 4°, e, nuovamente, Giuseppe Signorelli vinse la classe 75 cc.
Gianpaolo Marinoni e Natale Noseda si classificarono rispettivamente 2° e 3° della classe 125.
Ottimi risultati anche nel Trofeo Junior, con Gianluigi Barcella 3° e Mario Bombardieri 4° della classe 50cc, mentre Giorgio Poloni e Luciano Marchesi arrivarono primo e secondo nella classe 100 cc.
Alla fine delle sette, combattutissime, prove di Campionato Europeo, la Fantic si aggiudicò la classe 50, con Pietro Gagni, seguito da Angelo Signorelli, 3°.
Nella classe 75, Giuseppe Signorelli occupò il primo posto sino a metà stagione per poi cedere il passo alla Simson del polacco Stanislav Olszewski, ma il suo secondo posto rappresentò comunque un risultato più che soddisfacente. In quell’anno la Fantic conquistò anche due classi del campionato Italiano, la 50 con Signorelli e la 75 con Alberto Ferretti (Fantic-Polini).
La Fantic ormai aveva raggiunto ottimi livelli e alla Sei Giorni tedesca di Neukirchen (10/15 settembre), i piloti che si affidarono ai colori Fantic erano molti.
Nella classe 50, Peter Vogel, Roberto Gaiardoni, Lucio Sandrinelli, Angelo Signorelli e Pietro Gagni.
Nella classe 75,  Giuseppe Signorelli ed Adriano Micozzi. Nella classe 100, Walter Bettoni.
Nella classe 125, Natale Noseda, Gianpaolo Marinoni, l’astro nascente dell’enduro francese, Yann Cadoret (Team Trofeo Francese) e Juan Soler (Team Trofeo Spagnolo).
Tre dei quattro piloti che rappresentavano l’Italia nel Vaso d’Argento (Gagni ed i due Signorelli) erano uomini Fantic, ma la fortuna non arrise alla squadra e i risultati migliori furono il 2° posto di Angelo Signorelli, seguito da Pietro Gagni, 8°, mentre Walter Bettoni arrivò 9° nella 100.


1980
Il 1980 per Fantic fu un anno negativo, prima la scomparsa del Giovane pilota Natale Noseda a causa di un malore il 28 Gennaio 1980 e poi la decisione di eliminare tre classi di cilindrata inferiori, proprio le classi dove Fantic coglieva i maggiori successi abbassò il morale della squadra e anche i modelli non ebbero ulteriori sviluppi Anche quell’anno la Fantic colse la vittoria nel campionato Italiano nella classe 75 con Signorelli e nella 100 con Bettoni.
In occasione della Valli Bergamasche, 4° prova di Campionato Europeo, Clusone (6/7 giugno), ottennero un risultato ancora migliore, aggiudicandosi ben quattro classi, la 50cc, con Gianni Tomasi, la 75cc, con  Angelo Signorelli, seguito dalle Fantic di Giuseppe Signorelli e Fabio Fasola, la 100cc, con Walter Bettoni, mentre nella 125cc Franco Gualdi arrivò secondo.
Il risultato finale del Campionato Europeo non fu, però, altrettanto netto e le Fantic si dovettero accontentare di una lunga serie di secondi posti e quattro Vice Campioni:
Pietro Gagni, nella classe 50, Angelo Signorelli, nella classe 75, Walter Bettoni, nella classe 100, e Franco Gualdi, nella classe 125. Nella classe 75, la Simson del polacco Olszewski, si aggiudicò la vittoria finale con solo tre vittorie parziali, contro le otto vittorie di Signorelli, che però perse il titolo a causa di tre ritiri dovuti ad un cambio ormai troppo fragile. Nel 1980, fece la sua comparsa sui campi di gara, uno splendido gioiello generato dalla strettissima collaborazione Fantic Polini.
La Polini mise in commercio il Kit per la 75cc raffreddata a liquido, il quale riscosse un ottimo successo tra gli appassionati. Alla Sei Giorni di Brioude la squadra Fantic si presentò con Signorelli, Bettoni e Gualdi rispettivamente con 75 100 120cc nel Vaso d’Argento e i Francesi Dellavault e Cadoret 50 e 125. Gualdi si ritirò per un guasto e il miglior risultato lo ottenne Dellavaul, con un secondo di classe. In quella sei giorni partecipò un'altra Fantic “special”, un prototipo assemblato in Inghilterra motorizzato Hiro 250cc e portato in gara da G.Hasting.


1981
Quell’anno cambiarono molte cose nel mondo della Regolarita, l’eliminazione della 75 e della 100cc e i nuovi regolamenti con le potenze dei motori in aumento, portarono cambiamenti radicali nel mondo della regolarità, le moto assomigliavano sempre più al Cross sia per telaio che per potenza e i piloti avevano uno stile di guida diverso dal passato. Fantic quell’anno presento la nuovissima 80 cc e una rivisitata 125, un nuovo telaio a doppia culla continua, più alto e più stretto e di conseguenza anche le plastiche cambiarono forma, ammortizzatori più linchi e i corte e cosso posteriori affiancarono gli ormai classici Hidrocross rendendo la nuova Fantic veramente corsaiola. Forcelle anteriori a perno avanzato per entrambi i modelli, ma la novità più consistente fu il nuovo motore da 80cc, alesaggio 47,5mm x corsa 45mm (pari ad una cilindrata di 79,74 cc), rapporto di compressione 14:1, con il carburatore Mikuni VM 26, era in grado di erogare 17cv a 12.500 giri/min (coppia max: 1Kgm a 11.000 giri) Il motore aveva un nuovo basamento adeguato alla potenza del motore. Il 1981 fu l’anno per eccellenza della Fantic. Con l’arrivo di Brissoni strappato alla SWM, la Fantic trovo in lui anche un ottimo collaudatore. Gualtiero Brissoni assecondato dal reparto corse testò diversi forcelloni posteriori, lavorando anche sull’inclinazione dello sterzo, anche il cilindro venne modificato, la cromatura del cilindro dava una maggiore resistenza e affidabilità al propulsore. Anche Polini presentò due novità, la 80 e la 125 raffreddate ad acqua affidate a Gagni e Poloni


La Fantic con Angelo Signorelli (80cc) e Gualtiero Brissoni (125cc) nella stagione 1981 vinse praticamente tutto, una stagione strepitosa dove i due piloti vinsero sia Campionato Italiano che Campionato Europeo, Brissoni vinse anche la classifica assoluta dell’Italiano. Alla Sei Giorni dell’Isola d’Elba la Nazionale Italiana conquistò il titolo mondiale a squadre con Gualtiero Brissoni Fantic 125, Gianangelo Croci SWM 500, Alessandro Gritti Kramer 250, Franco Gualdi SWM 250, Luigi Medardo SWM 175, Augusto Taiocchi KTM 501) e anche che il Vaso - Titolo Mondiale a Squadre under 23 (Cesare Bernardi Puch 175, Gianpiero Findanno KTM 250, Andrea Marinoni Zündapp 125, Angelo Signorelli Fantic 80. Dove Brissoni vinse la sua categoria e Fantic si aggiudicò anche la speciale classifica Squadre d’industria.
Nonostante le vittorie conquistate Fantic cambiò strategia a causa delle difficoltà che l’enduro stava attraversando in quel periodo e a fine stagione l’intero team venne sciolto i piloti e i tecnici furono lasciati liberi.


 


Si ringrazia Roberto Bizza  Marcello Grigorov per averci concesso di attingere info e fotografie dawww.six-days.org