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SWM 1 parte



 


SWM Parte prima: La nascita e il 1971/72


Alla fine degli anni sessanta si verifica un’inversione di tendenza nel campo dei motori, le aziende dirottano la produzione motoristica sui più performanti due tempi, e in particolar modo se di produzione tedesca.
Agli inizi negli anni settanta molte nuove case costruttrici si lanciano sul mercato in crescita.
Durante una cena d’inverno, Piero Sironi e Fausto Vergani, amici e appassionati di Regolarità decidono di far nascere un nuovo progetto, la SWM.  Nella primavera successiva si mettono al lavoro e nel garage di Vimercate di Vergani e prende corpo il progetto di una moto motorizzata Sachs 125, telaio al cromo molibdeno, doppia culla, unico montante centrale nella parte superiore, forcellone posteriore a sezione rettangolare…. una vera innovazione per quel periodo, tabelle porta numero e parafanghi ispirati ai modelli Morini e Gilera, ammortizzatori posteriori Marzocchi come  le forcelle da 32mm, comandi Tomaselli, cerchi Redaelli e tamburi in alluminio come i mozzi della Campagnolo. La soddisfazione spinse Sironi e Vergani a mettere in cantiere anche un 50 e un 100 cc oltre al già progettato 125, denominati Regolarità e con la caratteristica del telaio color amaranto e le sovrastrutture in argento.


L’azienda nasce ufficialmente l’11 luglio 1971 con sede legale a Palazzolo Milanese e fabbrica a Rivolta d’Adda.  La sigla SWM significa Speedy Working Motors la sigla SWM viene preferita a SVVM che riprendeva le iniziali di Sironi Vergani Vimercate Motor. Franco Acerbis, Renato Anesa e Pasquale Bernini guidati dal team manager Alfredo Manfardini furono i primi collaudatori sul campo.


In questo primo periodo la produzione limitata fece si che ogni moto prodotta fosse un vero e proprio laboratorio di ricerca componenti e soluzioni, a fine stagione in occasione del salone del ciclo e motociclo di Milano venne presentata la serie Regolarita nonostante la produzione fosse ancora artigianale.


Nel 1972 l’azienda iniziò l’attività produttiva e agonistica a pieno ritmo, piloti del calibro di Vergani, Redrezza, Signorelli, Rottigni, Brissoni erano i rappresentanti ufficiali della nuova azienda, partecipando a prove di campionati Italiano ed Europeo con ottimi risultati. A differenza dei modelli precedenti Regolarità le soluzioni adottate migliorarono decisamente la robustezza del telaio, irrobustite anche le forcelle passando da 32mm a 34mm. La 50 aveva lo stesso telaio delle sorelle maggiori e differenziava solo nel forcellone posteriore che era in lamiera anziché in alluminio e le forcelle da 30mm. In questa fase  di produzione limitata non ce da meravigliarsi se tra un modello e l’altro so riscontrano tante piccole differenze. Nella primavera viene aggiunta una nuova versione denominata Six Days, identica nella ciclistica ma con motori più potenti. Il debutto nel campionato Europeo a Segovia in Spagna (30 Aprile 1 Maggio) fu caratterizzato per la SWM da disguidi e ritardi nella consegna dei motori preparati direttamente da Sachs, che arrivarono solo il giorno prima della partenza, montati in fretta e furia, ma nonostante la disavventura iniziale e il ritiro di Vergani la squadra SWM usci a testa alta dalla sua prima gara Europea. In occasione della terza prova di C.E. a Isny (9/10 giugno), a fianco di Pierluigi Rottigni, Antonio Redrezza e Giuseppe Signorelli venne schierato anche il giovane, ma già temibile, Gualtiero Brissoni, nella classe 50.


 


Antonio Redrezza 5°della classe 50
Giuseppe Signorelli 3° della classe 100
Pierluigi Rottigni 2° della classe 125.


Nella Valli Bergamasche del 24/25 Giugno l’ordine di partenza vedeva ben 18 SWM  e i risultati arrivarono.


Nella classe 50 Gualtiero Brissoni arrivò 2° seguito da Franco Tura 8°
nella classe 100 Giuseppe Signorelli si classificò 4°
nella classe 125 Pierluigi Rottigni raggiunse la 3° piazza e Pasquale Bernini la 6°.
Renato Anesa, con la sua SWM 140, si classificò 8° nella classe 175.


A fine stagione, il miglior piazzamento nel Campionato Europeo lo colse Pierluigi Rottigni, 3° nella classe 125. L’SWM collezionò molte ottime prestazioni anche nel Campionato Italiano, come ad esempio il 2° e 3° posto nella classe 50 cc di Gualtiero Brissoni e Antonio Redrezza, o il 3° posto di Pierluigi Rottigni nella classe 125 cc,  e nella categoria cadetti, il Trofeo FMI, è da ricordare il 2° posto di Franco Tura nella classe 50, il 2° di Mazzoleni nella 100cc, ed il 3° di Renato Mingolla, nella classe 125cc.
In occasione della Sei Giorni Cecoslovacca di Spindleruv Mlyn (1/16 settembre) il team Italiano per il Vaso d’Argento era composto dai quattro piloti della SWM, Vergani, Brissoni, Signorelli e Bernini, a dimostrazione di quanto credito la SAWM avesse nell’ambiente. A  la fine della sei Giorni la squadra italiana mon ebbe molta fortuna ma l’SWM conquistò tre medaglie d’oro con Mercatelli Bernini e Laureati e una d?argento con Brissoni. A metà anno ci fu anche una grossa novità sul fronte commerciale, fu presentata alla stampa di una nuova versione che racchiudeva un anno di collaudi ed esperimenti. Rispetto alla produzione precedente, si potevano riscontrare numerose modifiche, come ad esempio, i due tubi di raccordo sotto il montante superiore del telaio. La nuova conformazione della scatola filtro rese inutile la patella para spruzzi anteriore, che venne eliminata, e cambiarono anche gli attacchi posteriori del motore, saldati a due traversini, e quelli anteriori, formati da una grossa piastra ad U. A Il motore Sachs 6 marce, nelle sua più recente versione con l’accensione elettronica, rimase immutata tutta la componentistica.
Con l’occasione venne effettuato anche un restiling estetico mediante l’adozione di un parafango anteriore dalle forme più morbide e avvolgenti e la rivisitazione di quello posteriore, anch’esso ammorbidito nelle linee; il telaio color argento e il serbatoio di tre diversi colori, a seconda della cilindrata (verde per il 50, rosso per il 100 e blu per il 125) costituirono una vera e propria sfida nei confronti delle rivali/amiche KTM.

Anche nella nuova versione commerciale venne mantenuto l’allestimento doppio, con fasce differenti di prezzo. La versione più economica era denominata Regolarità, mentre la versione più corsaiola e più costosa fu denominata Six Days. Il successo commerciale arrivò non a sorpresa visto la qualità e l’anno si concluse con una produzione record che sfiorò i 2.000 esemplari contando anche i modelli da cross, furono prodotti 522 modelli da 50cc, 187 modelli da 100 e 880 modelli da 125 cc. La SWM cercò di offrire da subito al suo pubblico una produzione di alta qualità, mettendo a disposizione sin le migliorie e le modifiche testate in gara dai suoi piloti. Per questo motivo l’evoluzione fu costante e i vari modelli si susseguirono senza soluzione di continuità rendendo la loro classificazione per anno sempre molto incerta e non bisogna meravigliarsi di imbattersi in differenze in modelli sello stesso anno di produzione.  La rapidità del suo sviluppo fu probabilmente alla base dell’altrettanto rapida affermazione nelle gare, dove divenne immediatamente una delle protagoniste, capace di mantenere le posizioni per molti anni a venire. La stagione agonistica fu coronato da un’importante affermazione sportiva, che consolidò l’immagine vincente delle SWM: Afro Rustignoli vinse il Campionato Italiano di Cross, classe 125cc


 


Fine 1 parte


 


Si ringrazia Roberto Bizza  Marcello Grigorov per averci concesso di attingere info e fotografie da  www.six-days.org