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DAKAR 2023

L’Italia lancia la palla

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L’Italia lancia la palla

Dieci giorni dopo la presentazione del percorso della Dakar 2023, si è finalmente svolta la prima tappa del Dakar Tour dopo il lungo periodo di Covid che ha impedito questo tradizionale appuntamento tra organizzatori e candidati alla gara regina dei rally-raid.

In Italia, conosciuta per la sua passione per il motorsport, questo ritrovo si è tenuto presso la sede originaria Cagiva, un luogo che è parte della storia della Dakar. Per l'inizio del tour della 45° edizione, oltre 200 persone si sono radunate sulle sponde del lago di Varese in un'atmosfera da bivacco che ha simulato in anteprima il prossimo Sea Camp di Dakar.

Sei mesi dopo l’edizione 2022 e quasi sei mesi prima della partenza per la prossima avventura in Arabia Saudita, il primo appuntamento del Dakar Tour si è svolto in un momento cruciale. Tra ieri e domani, come il bivacco allestito in grande stile proprio nello stabilimento MV AGUSTA dove venivano prodotte le Cagiva della Dakar degli anni '90 e dove per l’occasione sono state esposte le nuove Lucky Explorer ispirate proprio alla Dakar e presentate ad Eicma.

Le quattro vittorie di Edi Orioli e le due di Fabrizio Meoni facevano parte dell'atmosfera e continuano ad inspirare preparatori come RS Racing, che ha schierato la sua struttura di assistenza. Per le quattro ruote, questa tradizione per l’attenzione all’estetica della meccanica e il servizio clienti "su misura" la ritroviamo anche da RTeam e con le loro Mitsubishi e Nissan degli anni '90 che sono state rispolverate grazie alla Dakar Classic. Il palcoscenico era pronto, tutta l'energia e l'iconografia italiana erano presenti. Seduto sul bordo di un camion di assistenza, a chiacchierare con i candidati alla Dakar, David Castera, il direttore della Dakar, ha goduto dell'atmosfera: "È nostro dovere uscire e spiegare come e perché facciamo le cose.

Quando ho detto che ci saranno solo 120 posti aperti per le moto, ho visto sguardi preoccupati. Ma se A.S.O. riduce i numeri, è per offrire a chi parte un servizio di qualità, con orari di partenza che garantiscano il comfort e quindi la sicurezza per tutti. I motociclisti restano la priorità, la nostra selezione è rigorosa. Non ti alzi una mattina e dici che stai per scalare l'Everest, devi imparare ad avere pazienza e prima di partire capire le necessità con l'esperienza."

Un percorso verso la Dakar già intrapreso da concorrenti come Francesco Puocci, un aspirante "esordiente" che si allena dal 2020 passando dal programma Road to Dakar, avendo gareggiato nel Rally dell'Andalusia e nel Rally del Marocco dove tornerà questo autunno per provare a qualificarsi per il 1° Gennaio 2023. O Paolo Lucci, un motociclista conosciuto, che lo scorso anno ha vinto la sua iscrizione vincendo in Marocco il Road to Dakar Challenge. O Rebecca Busi, una giovane donna che ha debuttato alla Dakar Classic e che si prepara a tuffarsi nella Dakar con un equipaggio tutto al femminile. "Ogni concorrente è un caso speciale che va ascoltato", ha insistito David Castera che, per un'ora, ha dato la parola ai concorrenti della scorsa edizione che hanno condiviso con gli altri la loro esperienza.

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