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FIM ENDURO VINTAGE TROPHY

all’Isola d’Elba la seconda giornata di gara

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FIM ENDURO VINTAGE TROPHY
all’Isola d’Elba la seconda giornata di gara

DAY 2

Agonismo e passione al FIM Enduro Vintage Trophy.

Dopo lo strepitoso avvio di ieri che ha visto scendere in campo i migliori interpreti nazionali e internazionali della Regolarità, l’evento mondiale riservato alle moto d’epoca ha offerto un’altra giornata da incorniciare. 382 i partenti della gara odierna; introdotti dagli speakers Lorenzo Graziotti e Martina Riboni, il pluricampione d’oltralpe Stephane Peterhansel su Yamaha 250 (categoria C6), gli italiani Tullio Pellegrinelli su KTM 350 (C7) ed Enrico Tortoli su KTM 250 (A5) hanno aperto le danze dalla splendida spiaggia delle ghiaie. Dalle ore 9, l’ordine di partenza ha previsto al via, seguendo la classifica assoluta del giorno precedente, i piloti del Trofeo, seguiti dai piloti del Vaso e, infine, da quelli iscritti individualmente.

Tra i componenti degli 8 team nazionali partecipanti (Germania, Austria, Francia, Spagna, Svizzera, Polonia, Finlandia e Italia), sono stati costretti al ritiro il finlandese Veli-Matti Makinen e l’italiano Giorgio Grasso, proprio quando le tre punte di diamante della Maglia Azzurra stavano recitando un ruolo da protagonista principale girando tutti allo stesso ritmo. La squadra ben orchestrata dal team manager, Francesco Mazzoleni ha vissuto il ritiro di Grasso con dispiacere e rammarico, soprattutto perché era consapevole di poter fare bene in questa prima edizione del FIM Enduro Vintage Trophy.  

Il grande mattatore di ieri, Matteo Rubin (KTM 250, categoria C6) è partito a ridosso dei piloti schierati dalle Federazioni nazionali e ha concluso la prova odierna conquistando il quinto posto; dopo la piazza d’onore di ieri, Stephane Peterhansel ha fatto sua l’assoluta di giornata, mettendosi alle proprie spalle l’alfiere della Scuderia Fulvio Norelli, Paolo Giulietti su KTM 495 (secondo a 18,39 centesimi) e il Campione del mondo, Fausto Scovolo su Puch Frigerio 250 (terzo a 22.15 centesimi). Si sono confermati nella top ten, il pilota francese Nicolas Paganon (Husqvarna 250, C6), Maurizio Lenzi (Ancillotti 250, X3), Paolo Pellegrini (KTM 250, C6), Ivo Zanatta (Puch Frigerio 250, C6) ed Enrico Tortoli (KTM 250, A5), mentre al decimo posto si è piazzato Giuliano Morbidoni (Puch Frigerio 347, C7).

Sotto la direzione di gara di Paolo Buratti, con i track inspector Maurizio Micheluz (della Federazione Internazionale di Motociclismo) e Stefano Passeri (della Federazione Motociclistica Italiana), i piloti in bagarre hanno ammirato gli scorci panoramici offerti dall’Isola d’Elba prima di

tuffarsi a capo fitto nella conquista della propria rispettiva categoria; le Prove Speciali odierne, ovvero l’Enduro Test ‘Salicastro’, il Cross Test ‘Buraccio’ e l’Enduro Test ‘Elvetelba’, hanno messo a dura prova i protagonisti del FIM Enduro Vintage Trophy, reduci dalla prima giornata di gara e complice i tratti più lunghi in fuoristrada affrontati prima di sfidarsi in Prova Speciale. L’Accelerazione finale lungo il viale Zambelli, in Portoferraio, ha suscitato l’entusiasmo e l’apprezzamento del pubblico accorso per assistervi.     

Classifiche alla mano, il Trofeo resta saldamente nelle mani del team francese con i piloti Laurent Charbonnel (KTM 400, A5), Stephane Peterhansel (Yamaha 250, C6) e Thierry Viardot (SWM 250, C6), così come il Vaso vede confermato al comando il team A del Moto Club Pantera, con gli alfieri Luigi Mazzoni (KTM 250, A5), Maurizio Bettini (KTM 175, C5) e Mario Graziani (Gori 250, C6). Sale in classifica il team Germany 1 formato dai piloti Jens Oestreich (Maico 250, A5), Andreas Mosert (Kramer 250, C6) e Manuel Rueger (Kramer 400, C7), che dalla 52esima posizione si sono attestati al quarto posto.

Concludo con una nota di colore. Dopo il ritiro di Pierluigi Rottigni e Attilio Petrogalli, due dei quattro ‘Silver Boys’ tornati in sella all’Isola d’Elba per onorare la vittoria che ottennero nel Vaso d’Argento alla Six Days dell’Isola di Man nel 1975, in gara sono rimasti Gualtiero Brissoni e Pietro Gagni, seguiti con la stessa attenzione dall’allora tecnico FMI Enduro, Franco Bartocci: presente al FIM Enduro Vintage Trophy con i suoi ragazzi dell’epoca, Franco ha conservato l’abitudine di scriversi sul palmo della mano i tempi di percorrenza dei propri piloti. Oggi come allora… nulla è cambiato: stessa passione, stessa dedizione.

Un’altra nota di colore. Il briefing odierno è stato tenuto dal solo Maurizio Micheluz, perché Stefano Passeri era impegnato sul campo di gara della prova finale di Cross: per ovviare al problema polvere che potrebbe palesarsi domani, si è seduto a bordo dell’autobotte, accanto al conducente, per verificare l’opportuna innaffiatura del terreno di gioco. Come dire… quando il lavoro è una grande passione.       

 

Daniela Confalonieri
PH: Enzo e Andra Danesi