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DAKAR 2021

David Castera fa il punto della situazione

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Dakar 2021: David Castera fa il punto della situazione

Sul tavolo di lavoro di ASO per il 2021, la DAKAR (voci di corridoio) avrebbe potuto aprire a qualche paese confinante l’Arabia Saudita, paesi come gli Emirati e la Giordania, escluso da questa opzione il Qatar, che non giova di grandi rapporti amichevoli con l’Arabia Sauduta. Voci poi confermate qualche giorno fa ai microfoni di AutoSport dal direttore del rally raid David Castera.

Questa decisione è legata all’evolversi della pandemia e potrebbe essere accantonata. Comunque, Castera parla di possibili diverse opzioni e la più accreditata rimane ancora quella del singolo paese ospitante e che tutto dipenderà dall’evoluzione legata alla diffusione del virus, ecco perché al momento nessuna decisione è stata presa, spiega il direttore della DAKAR

Considerata la pandemia, una soluzione del genere potrebbe essere scartata, ma lo stesso Castera parla di «diverse opzioni» sul tavolo, tra cui quella di un singolo Paese ospitante per la prossima edizione. Tutto dipenderà ovviamente da come si evolverà la situazione legata alla diffusione del virus.

«Al momento non abbiamo preso nessuna decisione finale», spiega Castera. «È chiaro che “la pandemia” ha complicato un poco i negoziati, in special modo per quanto riguarda le misure che dovremo prendere in seguito. Penso che se ogni Paese ci dovesse chiedere cose diverse ai valichi di frontiera, nei bivacchi sarebbe un complicare le cose, ed inoltre, in questo momento le misure di contenimento cambiano quasi ogni giorno in ogni nazione». Ogni paese infatti, ha imposto le proprie regole per arginare il contagio, oltre a chiudere i propri confini. Per questa soluzione, si spera perciò in una riapertura delle frontiere il prima possibile.

Ecco perchè l’Arabia Saudita come unica nazione ospitante rimane la soluzione più gettonata per il 2021

Nei prossimi quindici giorni dovrebbe essere presa una decisione definitiva su come sarà la Dakar 2021.
Vista la vastità della regione, Castera sa di poter contare su un territorio molto vasto e diversificato e perciò di poter mettere a disposizione dei concorrenti un tracciato inedito al 100%  

“Possiamo creare un rally completamente diverso (ci dice Castera) rispetto allo scorso anno e partendo da zero, cosa che in Giordania o negli Emirati è impossibile. Con un Paese quattro o cinque volte più grande della Francia, nel caso peggiore in cui non potessimo visitare nessun’altra nuova location, sono sicuro che avremo ancora un’ottima Dakar».

Castera infine conclude: «abbiamo otto mesi per continuare a lavorare. Sono tranquillissimo riguardo la nostra capacità di organizzazione, anche se dovremo applicare misure sanitarie speciali. Dovremo trovare misure sicure affinché eventi come la Dakar possano avere luogo, ma su questo non ho dubbi.

Una novità interessante inserita nel regolamento, sono i percorsi dedicati solo a camion e auto storiche. Per tenere viva l'attenzione sul Rally Raid nato nel 1978, gli organizzatori hanno infatti comunicato che la prossima edizione sarà aperta a veicoli costruiti prima del 2000 ma che abbiano partecipato (quel modello) alla Dakar. Per i “veicoli storici” il tracciato sarà dedicato e meno insidioso, la partenza anche per loro sarà assieme a tutti gli altri partecipanti.