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L'OTTANTA IN TESTA

Accossato 80cc del 1983

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ACCOSSATO 80 DEL 1983 L’OTTANTA IN TESTA…

"L’Ottanta in testa… per Giorgio Volpi. Il portacolori del Moto Club Imperia ha sempre corso indossando i colori sociali del sodalizio che fino a pochi anni fa era presieduto da Luigi Sappia, figura storica dell’Enduro ligure. Attualmente Volpi ricopre la carica di vice presidente del Moto Club guidato da Maurizio De Luca"
 
 

CLASSE 1961, ORIGINARIO DI POMARETTO, IN PROVINCIA DI TORINO, GIORGIO VOLPI È STATO CAMPIONE ITALIANO E CAMPIONE REGIONALE LIGURE, CATEGORIA JUNIOR, SU ACCOSSATO 80: ERA IL 1983, QUANDO LA CASA MOTOCICLISTICA FONDATA DALL’INGEGNERE GIOVANNI ACCOSSATO ERA LA REGINA INCONTRASTATA DELLA REGOLARITÀ.

QUANDO A 9 ANNI SI TRASFERÌ CON LA SUA FAMIGLIA IN LIGURIA, GIORGIO INIZIÒ A MUOVERE I PRIMI PASSI IN SELLA A UNA DUE RUOTE. SU QUELLE ARTIGLIATE L’AVVENTURA INIZIÒ A 14 ANNI CON UNA GILERA 50, PROSEGUÌ A 16 CON UNA GABOR 75 E A 18 CON UNA AIM 50 PRIMA E UNA FANTIC 50 POI. NEL 1981 PASSÒ ALLA AIM 80 ‘BRUTTO ANATROCCOLO’, MA È DEL 1982 L’INCONTRO CHE SEGNÒ POSITIVAMENTE LA SUA CARRIERA AGONISTICA: GIORGIO CONOBBE L’ACCOSSATO 80 E DA QUESTA MOTO NON SI SEPARO’ PIÙ FINO ALLA FINE DELLA SUA CARRIERA, AVVENUTA NEL 1985.

L’OTTANTA IN TESTA… MA ANCHE NEL CUORE… TANTO CHE LA MOGLIE E IL FIGLIO ALESSANDRO (COSI’ CHIAMATO IN ONORE DEL GRANDE GRITTI) GLIENE REGALANO UNA IN OCCASIONE DEL SUO CINQUANTESIMO COMPLEANNO: DOPO 26  ANNI DALLA SUA ULTIMA GARA IN SELLA ALL’ACCOSSATO 80, QUESTA MOTO TORNA NELLA VITA DI GIORGIO VOLPI… ED È LA PROTAGONISTA DI QUESTO SERVIZIO

Testo: Franco Mazzoleni e Massimo Maini
Foto: Daniela Confalonieri e Giorgio Volpi

GIORGIO VOLPI E…

Una domenica mattina, una delle tante che scorrono sul calendario, per Giorgio avrebbe avuto un’importanza particolare. La settimana prima si era qualificato per le finali del Campionato italiano Cadetti e aveva buone possibilità di vittoria, ma si rese subito conto che non avrebbe combinato nulla di positivo in sella alla moto finora usata. La posta in palio, però, era troppo alta… tanto che quella domenica mattina, raccolto il coraggio a quattro mani visto il timore che suo padre gli incuteva, si recò in camera sua per avanzargli una richiesta. Mentre stava leggendo il giornale, tutto d’un fiato Giorgio gli disse che aveva bisogno di un mezzo nuovo perché il suo vecchio Fantichino era ormai un rottame. Gli chiese di prestargli i soldi per l’acquisto di una nuova moto e, in cambio, avrebbe lavorato in cantiere tutta l’estate per rimborsargli il prestito. Suo padre non fece una piega… Solo quando Giorgio finì di parlare, scostò leggermente il giornale e gli rispose con la sua solita frase: “Poi vediamo”, riprendendo la lettura come se nulla fosse accaduto. Dopo alcuni giorni, gli diede il consenso per acquistare la nuova moto: a Giorgio sembrava di toccare il cielo con un dito! Insieme andarono dal concessionario Fantic Motor Cordioli di Lavagna, dove fu ordinato un Fantic Polini 50 che lo stesso concessionario preparò in maniera eccezionale facendolo diventare un vero missile!

Nel mese e mezzo successivo che mancava alla finale di Recanati, Giorgio si allenò quasi tutti giorni, appena aveva un attimo di tempo libero, a volte anche saltando la pausa pranzo, andando a girare su una piccola pista vicino a casa. Si presentò alla prima finale dell’Italiano Cadetti vincendo tra lo stupore generale, non essendosi mai prima aggiudicato una gara. L’unico che non si stupì di questo risultato fu proprio Giorgio… Da quel giorno suo padre divenne per lui il primo tifoso, tanto da seguirlo in tutte le gare successive. Quell’estate, purtroppo, ebbe un infortunio in allenamento che gli procurò la frattura dello scafoide del polso sinistro: questo incidente lo costrinse a saltare la seconda finale, mentre alla terza partecipò levandosi il gesso in anticipo, terminando però la gara con il solo braccio destro, visto che si riacutizzò il dolore, insopportabile, alla mano infortunata. Una situazione, questa, che in parte lo condizionò per tutta la sua carriera motociclistica.


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1) Il Lato sinistro della moto mette in evidenza il motore da 80cc con la marmitta a espansione dedicata, prodotta dalla Fresco. Il serbatoio e copri radiatore sono prodotti in Piemonte con le nuove plastiche stampate molto più robuste rispetto ai primi modelli. Infatti i modelli fino al 1983 con serbatoio in plastica si scioglievano a causa della benzina, mentre fino al 1982 erano in vetroresina fatti dall'Accossato. Le pedane sono di tipo largo e moderno per uso nelle gare di oggi, così come le coprileve, molto bella la culla del telaio che avvolge perfettamente il motore su base Minarelli MR6Borg raffreddato ad acqua.

2) A Rufina, in Toscana, Giorgio Volpi è impegnato nell'ultima prova del Campionato Italiano di Enduro Junior del 1983 aggiudicandosi il titolo in palio.
 
 

Nel 1981 approdò nella classe 80 e partecipò a tutte le gare con una nuova moto, l’AIM chiamata ‘Brutto anatroccolo’ che secondo lui, però, era abbastanza inguidabile. Nel 1982 passò all’Accossato e dopo un anno di adattamento, nell’83 si aggiudicò il Campionato italiano Junior. Giorgio ci racconta come i ragazzi del suo Moto Club, l’Imperia insieme al grande Luigi Sappia vissero l’ultima prova a Rufina, in Toscana: “Avevo gli esami di maturità da sostenere… e Stefano Passeri, il mio diretto avversario, volava come un missile…  La tensione, quindi, era per me alle stelle! A quei tempi si comunicava ancora con i telefoni a gettone nelle cabine… e quando a Imperia arrivò la notizia della mia vittoria, si scatenò una reazione inimmaginabile! Perché decine di moto Accossato e AIM furono vendute in città, mentre la mia moto che vinse il Campionato Junior rimase esposta nella vetrina del concessionario ‘Motor Center’ per intere settimane… Era diventata come un oggetto di culto - ricorda Giorgio - e l’Amministrazione comunale fu costretta a prolungare l’accensione dell’illuminazione pubblica fino a tarda sera perché molte persone si fermavano ad ammirarla in vetrina!”.

Reduce da questo successo, l’anno dopo l’ingegnere Giovanni Accossato (fondatore dell’omonima Casa motociclistica) gli affidò una delle sue moto ufficiali,con cui partecipò sia all’Italiano che all’Europeo come seconda guida insieme a Chicco Muraglia, prendendosi le sue belle soddisfazioni. La stessa cosa si ripete nella prima parte del 1985, ma dalla metà dell’anno precedente, Giorgio era partito per il servizio di leva in Marina e gli mancava di fatto il tempo per allenarsi. Accadde poi un episodio, proprio durante il servizio militare, che lo costrinse a prendere la decisione di fermarsi con le gare: il Comando venne a sapere che era presente a una gara di Campionato italiano, fra l’altro senza nemmeno parteciparvi, mentre avrebbe dovuto essere a casa per infortunio a un ginocchio… Venne punito con 30 giorni di guardia fissa in caserma levandogli tutti i permessi successivi. Finì così l’esperienza nell’Enduro professionistico di Giorgio, anche perché, una volta finito il servizio di leva, nell’86 iniziò a fare qualche gara di Motorally e nell’87 disputò l’intero Campionato italiano aggiudicandoselo, in sella a una Gilera RC 125 affidatagli dalla concessionaria Marchald di Genova con assistenza diretta della Casa madre.

La storia più recente inizia nel 2010, quando nel Regionale Ligure istituiscono di nuovo la classe Ottanta: Giorgio torna in sella a una moto e da quell’anno partecipa anche alle prove del Campionato italiano di Regolarità, Gruppo 5, della FMI.

 


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 3) Cavalletto centrale con l'alloggiamento dell'elastico, per renderlo solidale con il forcellone tramite l'aggancio dell'elastico al perno fissato nella parte superiore del forcellone. Il perno del cavalletto è fissato nella parte posteriore della culla e incorpora il rullo tendicatena. Un robusto archetto si appoggia alla culla quando in azione e protegge i leveraggi quando in posizione di riposo. Il forcellone ha perno con ingrassatore.

4)Il particolare del cavalletto in posizione di riposo che, per non intralciare, rimane molto vicino al forcellone in trafilato d'alluminio, prodotto dall'Accossato. Da notare la raffinatezza dell'apposita battuta con rotella in teflon.

5 e 6) Volpi con il numero 26 si prepara da "ufficiale" la prova valevole per il Campionato Europeo che si tenne a Neunkirken, in Germania, sempre nel 1983. Nella foto 5 è accanto ad una AIM: sulla sua Accossato si nota l'obbligatorio contachilometri fissato sul fodero della forcella

 


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7) Particolare del motore preparato dall'Accossato nel 1983 su base Minarelli MR6. L'asta spingidischi della frizione è esposta e, quindi, protetta da un eventuale salto catena grazie a una protezione a mezzaluna. Il motore è raffreddato ad acqua mentre prima del 1981 il K6 aveva solo la testata raffreddata a acqua. Il carburatore è un Dell'Orto da 30mm montato elasticamente al cilindro.

8) Il pignone motore con catena di tipo moderno e la protezione dell'asta staccafrizione. La leva che lavora con una molla a spirale esterna è stata allungata per dare maggiore modularità alla frizione.

9) Fra una Rieju e una Simson, Giorgio Volpi con il numero 8 è alla partenza dell'Europeo del 1983 a Sitges in Spagna.

10) Per tenersi in allenamento, Giorgio Volpi partecipava anche a qualche gara del regionale di cross: Qui è in una prova disputatasi presso il campo di Bavari, sopra Genova, in sella alla Fantic 125 cross all'inizio degli anni ottanta

 

LA MOTO ACCOSSATO

Fu la regina incontrastata della Regolarità dal 1983 al 1986,
sia a livello italiano, sia a livello europeo.

 

L’azienda nasce a Carignano, in Provincia di Torino, nel 1969 su iniziativa dell’ingegnere Giovanni Accossato, che ne è tuttora il titolare. All’inizio si specializza nella produzione di moto da Cross motorizzate con motore Minarelli nella cilindrata di 50 centimetri cubi e con motore Sachs (successivamente Hiro) nella cilindrata da 125 cc. Nei primi anni Settanta ottiene numerosi successi sui campi di Cross del Piemonte e delle Regioni vicine, tanto che non c’è pilota piemontese che non abbia guidato o provato una moto Accossato. Con il mercato delle moto da Regolarità di piccola cilindrata che offre ancora volumi di vendita interessanti, negli anni a seguire l’ingegner Giovanni decide d’investire per produrre il modello da Regolarità motorizzato con il Minarelli K6. Nei primi anni Ottanta, le moto di piccola cilindrata non beneficiano di un’evoluzione tecnica di rilievo, ma nel 1982 la svolta tecnica significativa arriva con l’AIM, che realizza il modello chiamato ‘Brutto anatroccolo’ (in Liguria era noto anche con il nome di ‘Alien’, per la sua estetica futuristica) e con l’Accossato, che realizza il suo nuovo CR 50 e 80 (la stessa sigla veniva utilizzata sia per il modello da Cross che per quello da Regolarità). Questi due modelli rendono, di fatto, tutte le altre moto in circolazione fino a quel momento, vecchie e obsolete; con l’uscita poi del nuovo Minarelli MR6 totalmente raffreddato a liquido, AIM e Accossato danno il colpo di grazia a tutte le altre moto finora prodotte.

Dicevamo dei piloti in sella a una moto Accossato…

Quando si andava a correre in Piemonte, bisognava sempre fare i conti con Paolo Abbona che, in sella alla sua Accossato, dettava legge in tutte le gare cui prendeva parte. Anche fuori dai confini regionali che videro la nascita di questa Casa motociclistica, il connubio Abbona - Accossato dimostrava la sua superiorità; solo Giorgio Volpi, che in quel periodo guidava la moto AIM, riusciva a contrastarlo. A pochi andava giù che questo piemontese vincesse tutte le gare… tanto che provarono ‘a fermarlo’ con la verifica della cilindrata a fine gara… ma niente, tutto regolare! Lo fecero anche seguire per vedere se tagliava il percorso… ma niente di nuovo, tutto regolare! Nessuno riusciva quindi a contrastarlo, ma grazie a queste sue performance agonistiche, Paolo Abbona ha dato un grosso contributo per accrescere l’immagine della moto Accossato, specialmente in Liguria.

Regione, questa, in cui il noto preparatore di Sanremo, ma piemontese doc, Nino Benso colse la palla al balzo di fronte al crescente successo dell’Accossato, divenendone venditore e preparatore. Un aneddoto: quando Nino Benso andava nella sede di Moncalieri, lui e l’ingegner Giovanni Accossato parlavano tassativamente in dialetto. Al di là di questa curiosità, da quel momento la provincia di Sanremo divenne una fucina di piloti da Regolarità, tanto da assurgere al rango di ‘una seconda Bergamo’, dove venivano vendute decine di moto al mese. Accossato e AIM erano in pratica ovunque, detentrici di una sorta di monopolio, che la prima esercitava in modo particolare a Sanremo e la seconda a Imperia.


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11) Parrticolare dell'incasso nel serbatoio per ospitare la leva della messa in moto in modo che non sporga e il particolare fissaggio del rubinetto della benzina.

12) In sella alla Fantic 50 con il numero 21, Volpi è in piena azione nell'italiano senior del 1981 a Sanremo, nella classe 80. caviglia e menisco di teflon!

13) Vista da sotto senza scudo di protezione l'Accossato mette in mostra il compatto motore e il particolare della pompa del sistema di raffreddamento con il grosso tappo per lo scarico dell'acqua. Ci racconta Giorgio: In certe gare, tipo Sanremo, quando si partiva la prima prova speciale era "pronti via". In queste gare a fine giornata si svuotava il radiatore di tutta l'acqua prima di fare parco chiuso. La mattina a quei tempi, quando si usciva dal parco chiuso si andava in parco assistenza, prima di partire: qui Accossato si presentava con un thermos di acqua bollente e riempiva l'impianto in vista della prima PS.

14) Reduce da una caduta in cui ha rotto il parafango posteriore, Giorgio è alle prese con la sistemazione del cavalletto della sua Accossato 80, nella prova dell'italiano Senior del 1984 a Monghidoro, in provincia di Bologna. Questo il suo racconto: l'Accossato correva senza fermacopertoni dietro per cambiare più in fretta, ma solo con delle spine sul cerchio. Buco nel CO tirato e per fare le salite blocco la gomma al cerchio con il cavo di scorta dell'acceleratore. Andando, però, il cavo si è sfilacciato e frustando è andato a spaccare il parafango. Riparato di fretta al CO dimenticandomi di fissare il cavalletto, dopo mezzo giro di sbattimenti, il cavalletto è completamente rotto e in questa foto sto cercando di smontare quello che ne rimane.

 


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15) Il serbatoio separato a pressione d'aria dell'olio dell'ammortizzatore mono Corte e Cosso fissato con due fascette al telaio. 

16) Il coperchio cassetta filtro di facile smontaggio con una sola vite autobloccante. Tutte le plastiche erano prodotte in Piemonte. La cassetta filtro dell'Accossato era un punto di forza del motore. Furono fatti esperimenti con lo stesso motore montato su una AIM che però non girava come quando era sull'Accossato. I fori di presa dell'aria erano ingeniosamente posizionati nella parte posteriore del sottosella, una zona ottimamente riparata.

 

Dal 1983 Benso iniziò a seguire tutti i piloti di Sanremo, su moto Accossato, nei vari campionati: fra questi, Pavone, Dunnebache, Melighetti, Cottali e Zulberti, che oltre a togliersi delle belle soddisfazioni nel Regionale ligure, nelle prove più importanti fungevano da uomini zaino dei piloti ufficiali. A Imperia si distinsero, in modo particolare, Ameglio, Biettola, Marcuzzi e Chierico, mentre a livello nazionale emersero soprattutto Lumina, Salvi, Bombardieri e il grande Stefano Passeri, allora pilota emergente che fu battuto proprio dal ‘nostro’ Giorgio Volpi: come già scritto sopra, il portacolori del Moto Club Imperia, diventato ufficiale Accossato, si tolse la soddisfazione di battere Passeri nel Campionato italiano Junior del 1983.

Fra i piloti in sella a una moto Accossato…

Nel 1982 la Casa motociclistica piemontese fece il colpaccio mettendo sotto contratto il forte pilota emergente, Pier Franco ‘Chicco’ Muraglia, insieme a Lorenzo Botto, ex pilota ufficiale AIM. Tre anni dopo, il connubio Muraglia - Accossato si aggiudicò il Campionato del mondo di Enduro alla Sei Giorni internazionale, il fiore all’occhiello nel prestigioso palmares della Moto Accossato, che annovera anche i tre Campionati europei vinti, nell’83 e nell’84, con Chicco Muraglia e nell’85 con Stefano Passeri, nonché i 12 Campionati italiani che l’Accossato ha messo in fila nella sua carriera agonistica.

Per concludere sull’Accossato…

Una curiosità che riguarda il modello del 1982 - 83… o meglio, il problema riscontrato nella plastica del serbatoio, che tendeva a sciogliersi con la benzina… Una volta fu lasciata una moto in officina, alla sera, con il pieno di benzina nel serbatoio: la mattina seguente fu trovata con il serbatoio e i fianchetti letteralmente fusi… solo il tappo si era salvato. Un’altra volta, durante una gara, una moto prese letteralmente fuoco… e il pilota se la cavò con una leggera ustione alla gamba. A questo punto, in azienda corsero ai ripari e il modello successivo del 1984 si presentò completamente rinnovato: fu cambiata soprattutto la qualità delle plastiche, che risolse definitivamente il problema di scioglimento del serbatoio. Questa moto ebbe un successo enorme.

Nel 1985 venne modificato il serbatoio con l’aggiunta di un’appendice in zona tappo così da aumentarne l’autonomia, mentre tutta la moto venne raffinata con tante piccole modifiche: con Stefano Passeri alla guida, nell’85 questa moto vinse tutto ciò che c’era da vincere, Italiano ed Europeo.

Nel 1986 la Casa piemontese realizzò il modello KR 80, sempre più simile a una 125, che non ebbe però il successo dei modelli precedenti, anche a causa del mancato sviluppo del motore Minarelli MR6 80. Senza contare poi che iniziò l’era della TM e di Gian Marco Rossi, che monopolizzò la classe 80 per diversi anni.

Per l’Accossato arrivò, quindi, il momento di smettere con la produzione completa di moto da fuoristrada: la massima realizzazione è stata di 800 esemplari all’anno, divise nelle cilindrate di 50 e 80 cc, e nell’ultimo periodo di attività anche di 125 cc. Oggi l’azienda, che ha due stabilimenti entrambi situati a Villastellone, sempre in provincia di Torino, si dedica alla costruzione di telai, componenti e accessori per il settore motociclistico, come primo fornitore di Aprilia e del gruppo Piaggio. Al timone c’è ancora lui, il fondatore Giovanni Accossato.


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Nel maggio 2017 si è svolto il primo Accossato Day, al quale hanno preso parte, fra gli altri, i piloti Chicco Muraglia, Stefano Passeri, Giorgio Volpi, Paolo Abbona, Lorenzo Botto, Fabio Pavone e Fulvio Furlani, insieme a tutti gli attuali dipendenti dell’Accossato: è stata una grande rimpatriata, dedicata soprattutto alla storia gloriosa della Moto Accossato, vincitrice di un Mondiale alla Sei Giorni internazionale, tre Europei e dodici Titoli italiani. Per l’occasione, dopo una trentina d’anni d’inattività, è tornato a farsi sentire il rombo delle moto di proprietà dell’ingegner Giovanni… ed è esplosa la festa! L’evento, a detta degli organizzatori, si ripeterà ogni anno.

 

 

17) Particolare dell'attacco del leveraggio del monoammortizzatore Corte e Cossofissato con un dado e una coppiglia di sicurezza. Il forcellone era in trafilato d'alluminio ridotto e saldato. Il perno del forcellone passa nello scatolato reggimotore, chiamato in casa "Pipa" e utilizza delle teste a brugola di grosse dimensioni d'ambo le parti per una facile operatività e ben protette nei loro alloggiamenti nel telaio.

18) L'ingrassatore dei leveraggi è posizionato in corrispondenza del perno del monoammortizzatore. Anche qui sono da notare le coppiglie di sicurezza per evitare l'allentamento accidentale del dado.

 

19) Un ultimo primo piano dell'Accossato 80 di Giorgio Volpi che, gentilmente, ci ha messo a disposizione per questo servizio. Si vedono le forcelle Italia da 36mm e l'impianto frenante a disco Grimeca dell'anteriore, dietro invece il classico conico sempre della Grimeca

20) Scheda tecnica

 

Articolo gentilmente concesso da
Fuoristrada e Motocross d'Epoca - Settembre Ottobre 2017