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LC8 MEONI vs LC8 CAPRIONI

Sabato16 a Pomposa manifestazione benefica

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GRANDE EMOZIONE SENTIRE IL ROMBO DELLA MOTO DI FABRIZIO MEONI

La LC8 che Giole Meoni ha portato a Comacchio, sul circuito di Pomposa, a due passi dal Mare Adriatico è un prototipo che Fabrizio Meoni aveva a casa sua, a Castiglion Fiorentino. Una Ktm che in realtà era stata costruita per testare nuove soluzioni, come un telaio più corto per esempio, anche se solo di pochi centimetri, ma che in realtà non ha mai corso in gara. Vederla però è emozionante perché Fabrizio ci si allenava con questo ‘gigante’ grigio e arancione e ‘Ferro’, Bruno Ferrari, il capo progetto dell’operazione LC8 all’interno della Casa austriaca quasi si commuove quando la vede. Di questa moto lui sa tutto: il peso a secco di circa 180 chili, il peso con il pieno di carburante che da regolamento doveva superare i 200 chili, la velocità di punta, 208 sulla ruota anteriore e 235 sulla posteriore per effetto del pattinamento.

Gioele Meoni, figlio di Fabrizio, ha portato questa moto caricandola non si capisce bene come sul cassone di un pick up. Quando arriva al circuito tutti lo guardano con curiosità ponendosi la stessa domanda e quando lui apre la portiera e scende, prima ancora di dire buongiorno esclama “Sì, non è stato facile caricarla sul cassone”. Gli occhi stupiti si piegano in un sorriso e lui aggiunge: “Se non fosse che papà aveva costruito una rampa enorme proprio per ovviare a questi problemi. Da quella rampa si può caricare uno shuttle”.

La scarica con l’aiuto dell’amico Paolo Lucci, pilota anche lui, alle prese quest’anno con il campionato motorally e in preparazione, seria, per la Dakar 2020 e la posa a terra sotto gli occhi di tutti, più impegnati a riprendere con i propri smartphone che non a rendersi conto di quanto stia accadendo.

Fabrizio era geloso delle sue moto e raramente le faceva guidare a qualcun altro, e da dietro le nuvole che addensano il cielo di Comacchio non so mica se ci guarda convinto di quello che stiamo facendo. Ma Giole è diverso. Ha lo stesso fisico di Fabrizio e anche la stessa posizione in sella, e quando sale sulla LC8 è impossibile trattenere l’emozione. Si muove come lui, ha la stessa piega degli occhi, la stessa calma nella parlata toscana.

Quando arriva Giovanni Sala, colui che guiderà entrambi i mezzi e li sottoporrà a questa comparativa, accanto a lui c’è anche il Ferro, come dicono a Bergamo, e l’emozione aumenta e per un momento non sembra più di essere in Emilia, bensì in un qualsiasi bivacco della Dakar, con gli stessi personaggi di sempre.

La comparativa metterà di fronte la vecchia LC8 della fine degli anni Novanta e la Ktm bicilindrica LC8 di Paolo Caprioni, l’ultima creata dal pilota del Team Kapriony, con la quale ha affrontato a gennaio 2019 l’Africa Eco Race. E mentre Giovanni Sala si veste e si prepara a girare  Caprioni e Giole Meoni scaldano i motori e le gomme delle rispettive belve.

Quando finalmente si accende il motore della moto di Fabrizio la mente vola via. Torna ai bivacchi delle 4 di mattina quando il Ferro, svegliando praticamente tutti, accendeva la moto di Fabrizio sentenziando – in risposta a chi gli indirizzava tutta una serie di improperi - che questa moto va scaldata per almeno mezz’ora. E gli urli della LC8 si sentivano e rimbombavano per tutto il bivacco, esattamente come accade adesso quando da ferma si gira la manopola del gas. Ricordo che Fabrizio spesso era sotto il tendone del bivacco a fare colazione quando Ferro accendeva la moto e appena sentiva il rumore del motore sorrideva e diceva ‘devo andare’ affrettandosi verso i camion della Ktm.

La comparativa è stata organizzata in attesa di sabato 16 marzo, quando le due moto saranno sotto gli occhi di tutti gli appassionati, proprio sul Circuito di Pomposa (non lasciatevi ingannare se Maps vi dice che è un kartodromo, è esattamente quello il posto dove dovete andare), in un evento denominato ‘LC8 Heavy Weight – The Legend and the future’ aperto a tutti, anzi più siamo e meglio sarà, visto che l’incasso della giornata – un’offerta simbolica di 5 € l’entrata – sarà ovviamente devoluto in parte alla Fondazione Meoni.

Appuntamento sabato 16 marzo alle ore 13,00

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

Elisabetta Caracciolo

 

Intervista a Giò Sala

Intervista a Gioele Meoni e Paolo Caprioni