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4°APPUNTAMENTO TROFEO HUSQVARNA

A Enego il nostro MAX nuovamente sul gradino più alto

pubblicato


Trofeo Husqvarna Round 4 Enego. Lassù sulle montagne!

 

Archiviata con orgoglio personale e della redazione di SoloEnduro.it, la terza prova del Trofeo disputata il 14 luglio nella meravigliosa location di San Marino, extra confine, conclusasi con il successo nella Classe Super Iron, è già tempo per me di affrontare il 4º round. Anche in questo frangente, l’organizzazione del Trofeo, orchestrata magistralmente dal Responsabile Marketing di Husqvarna Motorcycles Lello Tasca, ci sorprende nuovamente proponendoci una perla del territorio nazionale: la montana Enego.
Paesaggi mozzafiato e sentieri in altitudine, sapientemente tracciati dal Motoclub Civezzano, offrono ai partecipanti una gara di altissimo livello, al pari di una prova del campionato italiano di categoria.

44 chilometri la lunghezza del giro da percorrere (per noi delle Classi Iron e Super Iron due volte) con due PS. Cronometrate : un cross test in un prato scosceso e con numerose pietre piantate, da tener ben presenti nella guida, situato sull’altipiano della Marcesina, al confine tra Veneto e Trentino, che mostra ancora le cicatrici della tremenda alluvione dello scorso anno, ed un Enduro Test davvero selettivo ed impegnativo che si inerpica nel bosco adiacente ad Enego con micidiali cambi di direzione tra pietre smosse e radici dove la guida precisa è fondamentale per ottenere delle prestazioni vincenti. La parte conclusiva prevalentemente in discesa impervia e su ciottoli smossi, aggiunge ulteriore difficoltà alla speciale.
Il passaggio migliore in assoluto su questa prova è stato quello del Pro Diego Nicoletti, appena sotto I 7 minuti nel suo terzo passaggio, ma lui è uno vero, come diciamo nell’ambiente enduristico, mentre io ho fatto segnare, in entrambi i passaggi, tempi intorno ai 9 minuti e 30 secondi. Una speciale “tosta” come l’ho definita al termine della gara, perché vi assicuro che guidare al mio limite, per così tanto tempo in una prova è davvero dispendioso in termini fisici e mentali. Ho preso ugualmente un paio di rischi che mi hanno lasciato per parecchi istanti senza fiato. Fortunatamente o miracolosamente non sono mai finito a terra e sono riuscito a portarle entrambe a termine. Il merito va in gran parte ovviamente alla Husqvarna Fe 450, che utilizzo per proseguire il mio Long Run Race Test per la testata giornalistica web SoloEnduro.it ( a proposito, il Long Ride Test è nato nel lontano 2004 da una felice intuizione mia e di Enzo Danesi, allora moderatore del Forum di Soloenduro, grazie a Marco Tognoli che ci mise a disposizione la Husaberg 550, utilizzata in gara da Giovanni Gritti, per fare un test di durata, utilizzandola in più uscite in percorsi diversi, facendo manutenzione presso la loro Factory e documentando tutto con un report dettagliato n.d.r.) che ha assorbito alla grande le tante insidie della speciale .

Questa volta voglio scendere un po’ più nei dettagli tecnici del Test, partendo dalla procedura di primo avviamento una volta ricevutala dalle mani di Tasca al paddock di Enego.
Vincenzo Cacciatore, titolare della concessionaria Hunter Motorcycles di Firenze che mi segue nel Trofeo, preme il pulsante dell’accensione ed il 4t parte immediatamente con un regime un poco alto di giri e viene tenuta accesa per un paio di minuti per dar modo alla centralina dell’iniezione di regolarsi all’altitudine notevole del luogo. La giusta terminologia suggeritami da Vince è: “autoapprendimento del sistema di iniezione elettronica”. Regolazioni a sospensioni e mono con verifica del sag, con i dati rigorosamente trascritti sul foglietto per non dimenticarli, rapido controllo generale visivo con applicazione del supporto portatrasponder meticolosamente “fascettato” per non perderlo e dei numeri gara (questa volta mi è toccato il #522) e la Husqvarna FE 450 my 2019 è pronta per essere portata in parco chiuso, mentre il forte temporale che si è abbattuto sul luogo a fine mattinata, si va esaurendo.
La mattina seguente arriva in un attimo ed è nuovamente tempo di partire per la mia gara, con tanta voglia di guidare in fuoristrada, una voglia che davvero mi ringiovanisce ad ogni step, come scherzosamente mi era stato detto da Lello e Lorenzo (Tasca e Graziotti) a San Marino, facendomi dimenticare gli acciacchi dell’età che ogni tanto fanno capolino. Inoltre, per comprendere appieno quanto abbia affrontato molto seriamente questo impegno di Tester, ad Enego ho completato il mio percorso di miglioramento delle condizioni fisiche, culminate con la perdita totale di 18 kg di peso corporeo dalla prima prova di Rivanazzano.
Il percorso è molto bello, grazie ai paesaggi via via incontrati e senza particolari difficoltà. In un paio di tratti è fatto obbligo di spegnere il motore e fare alcune decine di metri a spinta per evitare ogni possibile lamentela dei residenti e dopo una ventina di chilometri è tempo di Cross Test.

Per questo primo passaggio opto per la mappatura 2, con il Traction Control attivo, anche se mentre mi avvicino allo start seguo con lo sguardo i piloti impegnati nella speciale.
L’erba, ancora viscida per la pioggia della notte precedente, non consente elevate andature di percorrenza e non si sono ancora formati solchi in appoggio da sfruttare perciò, preso dal sopravvento di “coniglite” acuta, premo il pulsante per ritornare a mappa 1, lasciando attivo il traction.
La FE 450 mi asseconda in pieno e, con questa configurazione, riesco a spingere a fondo per quelli che sono i miei limiti di guida e termino la speciale senza incorrere in grossi errori. Le Michelin compiono alla grande il loro dovere e l’anteriore nuova, sostituita dopo le tre gare precedenti, mi assicura il grip necessario per restare bene in traiettoria una volta impostata la curva. La maneggevolezza di questa Husqvarna è davvero efficace ed il telaio consente una grande stabilità nella guida, trasmettendomi sensazioni positive in termini di sicurezza.
 
Finito il cross test, altro trasferimento in direzione Enego e dopo un paio di incantevoli paesaggi montani con annesse mucche al pascolo, arrivo all’inizio dell’Enduro Test 1.
Nessun dubbio su quale mappa utilizzare perché, viste in ricognizione a piedi nel giorno precedente, ci sono troppe curve con radici esposte in uscita e nelle salite veloci credo di non lasciarci troppi secondi. Nella prima parte della speciale si percorrono una serie di curve unite da brevi rettilinei e la #522 si inserisce stupendamente, grazie al lavoro delle sospensioni WP USD Xplor 48 e del mono WP Monoshock con leveraggi che assorbono le asperità con la giusta fluidità, per poi assicurare la massima direzionalità nel brutale ciottolato in salita che ci proietta all’interno del bosco. E qui si deve fare attenzione, perché è tutto un continuo susseguirsi di brevi salite e discese che ti tolgono il respiro e ti fanno aumentare a dismisura i battiti cardiaci. La risposta al dosaggio del comando del gas è perfetta e riesco a guidare bene sino all’inizio del lungo tratto in discesa. Qui bisogna affidarsi ai potenti freni della moto ed alle risorse, in termini di energie, che ancora mi rimangono. Preso dalla foga agonistica, butto 4 delle 6 marce di cui la #522 dispone e la velocità mi proietta a mach1 verso la prima curva a sinistra sul fondo di ciottolato e pietre smosse.

Incrocio da lontano lo sguardo del commissario di percorso del M.C.Civezzano, che sicuramente si starà domandando se mai ce la farò a curvare, mi aggrappo ai freni ed al cambio riuscendo ad effettuare la ‘staccata perfetta’, lasciando peró almeno 10 anni di vita per lo spavento. In piena trance agonistica, e visto che la prima staccata è andata bene, la ripropongo anche nel secondo tratto molto simile al precedente. Non riesco ad inserire bene la moto e, a velocità ancora troppo elevata, entro nella controcurva a destra, dove, in mezzo alle due traiettorie praticabili con un leggero dislivello sottostante, si trova un tronco tagliato con degli arbusti. In un lampo, visto che non avevo più possibilità di scegliere l’appoggio, opto per il tronco e, per non ribaltarmi in avanti, do d’istinto un leggero colpo di gas.

Perdo le pedane e vengo proiettato in alto insieme alla moto, per poi ricadere a peso morto dando una botta con il casco al manubrio, fortunatamente protetto dal voluminoso paracolpi Husqvarna che compie benissimo il suo lavoro. Sopravvivo e non cado, fortunatamente, ma da quel punto in poi, fino al termine della speciale devo far scendere le pulsazioni e riprendere fiato. Concludo con un tempo intorno ai 9’minuti e 40 secondi, intorno alla 90ª posizione assoluta, ma con la soddisfazione di aver lasciato alle spalle una settantina di Trofeisti, sicuramente molti dei quali molto più giovani dei miei 62 anni.

Una linea davvero molto tosta e, anche se non ho mai amato le radici bagnate e viscide, questo è il vero Enduro con la E maiuscola che amo praticare. Complimenti allo Staff del Trofeo e del Motoclub per aver proposto a noi Trofeisti questa tracciato veramente da Assoluti.


Finita la speciale è tempo di assistenza con abbondante anticipo al C.O. Pertanto, come solitamente accade, Vince si prende cura della moto impedendomi perfino di fare benzina. Scambio due parole con Daniele Giacometti (Responsabile Vendite Italia di entrambi i marchi made in Austria) circa prova appena conclusa e sulla bellezza di questo Trofeo Husqvarna, veramente molto ben organizzato.
Il secondo giro scorre via senza particolari insidie e dopo aver utilizzato Mappa 2 sul secondo fettucciato molto meno scivoloso del primo giro, ho mantenuto Mappa 1 e Traction per il mio secondo passaggio sull’ Enduro Test, dove tutto va via liscio fino a tre quarti della salita quando dopo un’impegnativa curva tra le radici, che imposto passando radente ad un albero aiutandomi con le mie lunghe leve per avere maggior trazione, mi trovo ostacolato da qualcosa che si infila tra la mia gamba destra e la sella restandovi incastrato . Immediatamente penso ad un ramo ed instintivamente metto la mano per toglierlo dalla scomoda posizione, accorgendomi che non è un ramo ma bensì il fianchetto laterale destro che con il brusco ed innaturale movimento compiuto dalla gamba destra e dallo stivale devo aver fatto uscire dalla sua sede. Panico.

Provo a spostarlo verso il basso ma subito ritorna a darmi fastidio infilandosi nuovamente tra sella e gamba. Primo pensiero: lo strappo via e penso a concludere al meglio la speciale. Secondo pensiero: la moto mi è stata affidata in perfette condizioni e la mia priorità e quella di riconsegnarla ogni volta nel miglior stato possibile. Opto per la seconda opzione e, facendo attenzione a non far danni e guidando seduto con la parte più stretta del fianchetto in posizione verticale ben incastrato, termino la speciale. Il cronometro non ne ha in verità sofferto molto, alzando di una decina di secondi il primo passaggio, ma al mio avversario diretto non va meglio e complice una scivolata in prova, fa segnare un tempo superiore al mio. Questa volta non ho aspettato le classifiche per sapere la mia posizione, ma ho tenuto sotto controllo i tempi guardando il tabellone al termine di ogni speciale ed informandomi all’ assistenza del primo giro. Dannazione, dovrebbe essere solo divertimento e Test, ma la situazione mi sta sfuggendo di mano …… vincere la propria Classe, seppur in un Trofeo, fa indubbiamente piacere, ma ottenere questo tipo di risultato in gare di questo livello tecnico così elevato, alza e di molto la propria autostima.

Prima di raggiungere il paddock per consegnare ai commissari di gara la mia tabella di marcia, mi fermo da Vincenzo per ripristinare il fianchetto parzialmente divelto ed una volta inserito nel suo naturale attacco, riporto la #522 nelle mani di Lello Tasca, nelle stesse impeccabili condizioni di quando mi è stata affidata.

Rientrato, ovviamente soddisfatto a Bergamo, e dopo una giornata di assoluto relax per recupera le energie, ho iniziato a scrivere questo report, cercando nella taschina dello smanicato il foglietto con le mie regolazioni: giacchino già uscito dalla lavatrice e foglietto distrutto. Smarrimento. A parte la misura dei reiser che ricordo, tutto il resto assolutamente no e quindi? O tralascio di metterli nel report, lasciando però un vuoto tecnico che sarebbe potuto risultare interessante, oppure chiedere aiuto a chi in Husqvarna Motorcycles si occupa della moto che mi è stata assegnata? Arnaldo Nicoli è nel suo meritato periodo di ferie, mentre Nicholas Minne è appena rientrato. Oso, inviandogli un messaggio vocale con la richiesta di controllare le mie regolazioni sulla moto: passano 10 minuti ed il telefonino vibra.  Messaggio da Nicholas, con foto del foglietto dove ha scritto tutto, compreso il sag.

Grazie Nicholas, anche da questi dettagli si comprende la grandissima professionalità di un’azienda e del personale che ne è parte attiva.

 Le mie regolazioni utilizzate a Enego: 

-distanziale manubrio +9 mm dallo standard;
-forcella: compressione 11 click, ritorno 12 click; precarico molla +3 mm.
-ammortizzatore: compressione bassa velocita 10 click, ritorno 14 click / comp. alta velocita 1 giro
-sag statico 37 mm.

 

 

Grazie Husqvarna Motorcycles, ci vediamo a Viverone il 13 Ottobre per il gran finale.

Max Segale (Dogger x SoloEnduro)