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KTM EXC 450F my 2019

La prova in mulattiera

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Test KTM EXC 450F my 2019

Cosa potrebbe mai rovinare una giornata di test perfetta, con una delle moto più potenti e performanti sul mercato in una località da sogno per qualsiasi endurista? Beh avrei un paio di idee, dato che il nostro test della nuova “K” EXC 450F non è proprio iniziato nel migliore dei modi.

Per prima cosa dimentico la maglia da tester, errore imperdonabile considerando che sia io che Enzo ci trovavamo a circa 30-40 min dalle rispettive case. In più il casco preso era, a causa di qualche incomprensione, di 1 taglia più grande per cui quasi inutilizzabile, mettiamoci anche due ganci degli stivali che purtroppo avevano problemi, beh forse era meglio tornarcene a casa dato l’inizio positivo della giornata.

Nonostante tutto Enzo con tanta pazienza mi ha lasciato da solo in compagnia della piccola belva arancione mentre andava a prendere gli oggetti mancanti. Non potevo sicuramente aspettarlo senza far nulla…

Per cui mi trasformo per un ora in un semplice moto turista dotato di giacca stradale e casco un pò ondeggiante, mentre mi inoltro in qualche strada sconosciuta vicino al punto base.

Anche per la sorella maggiore della EXC-F 250 (qui il link con il nostro test: TEST KTM EXC-F 250 ) ci siamo infatti recati in quel di Lumezzane (BS), luogo in cui i sentieri e le mulattiere non mancano mai.

Partiamo però con un piccolo appunto sulle modifiche apportate al nuovo modello 2019.

Forcella e mono sono stati modificati per andare a stabilizzare l’assetto fornendo un buon sostegno senza andare a compromettere il comfort alle basse velocità.

La forcella resta una WP Xplor da 48mm dotata di nuove molle più dure, nuovi passaggi dell’olio e nuovo piedino forcella. Il mono, il cui corpo idraulico risulta completamente nuovo, è sempre creato da WP ed utilizza il sistema PDS privo di leveraggio inferiore; una scelta che si è spesso rivelata vincente nella regolarità.
Altra novità di rilievo, soprattutto per la gioia degli occhi, è il telaio in acciaio arancione Factory, unito ai cerchi neri di serie. Sono nuove anche le grafiche che danno un look davvero Ready To Race alla nuova gamma KTM.

E’ inoltre disponibile anche la versione speciale SIX DAYS caratterizzata da grafiche dedicate e qualche “chicca” tecnica extra, come il para-motore e lo switch mappatura a manubrio.

Ricordo che questi accessori, insieme a innumerevoli altri, sono acquisibili anche per il modello di serie tramite il catalogo Power Parts.

Mi metto quindi in viaggio alla volta di sentieri sconosciuti con molta calma, dato che alla prima buca potevo trovarmi il casco in posizioni poco piacevoli. Prima cosa che mi lascia di stucco è il rumore della moto, davvero pochissimo se consideriamo la cilindrata importante. Già questo è un ottimo segnale per una moto specifica da regolarità dove il sound del motore non è mai ben accettato dai “non appassionati”.

In sella la moto è identica a quella dell’anno scorso e ai diversi modelli della gamma già provati, per cui caratterizzata da un assetto morbido, sella comoda e molto performante, comandi di tutto rispetto a manubrio (freno e frizione idraulici). Anche il cambio e il freno dietro rispondono benissimo agli stimoli, garantendo una guida davvero piacevole, anche su strada.

Per provare la moto anche a velocità ridotte mi sono avventurato lungo un piccolo sentiero facile e divertente, caratterizzato da una linea abbastanza stretta ma comunque ben tracciata e pulita con tante curve che godevano anche di piccoli appoggi. Inserisco quindi la mappa standard unita al Traction Control (la moto provata era dotata di Switch al manubrio, Optional) e procedo a passo tranquillo, giusto per la gioia di godermi il paesaggio.

Credo non ci sia nulla di più bello.

E’ una vera goduria guidare una moto cosi in queste condizioni. Il telaio, come detto a più riprese anche gli anni passati, è davvero stretto e il peso percepito è davvero pochissimo (peso a secco di 106 kg.); la posizione di guida in sella, nonostante la natura abbastanza racing non è mai troppo restrittiva garantendo un comfort notevole anche per soggetti più alti di me (175 cm.)

La caratteristica più bella resta a mio avviso il motore, lineare e gestibile in modo disarmante. La mappatura standard fornisce infatti tanto tiro ai bassi, molto piacevole e sicuramente di rilievo, mentre il cambio a 6 rapporti tiene sempre sveglia la guida giocando con le marce. Se poi si vuole tenere la terza/quarta, la coppia generosa lo consente favorendo la classica guida da cilindrata grossa. Le vibrazioni inoltre sono davvero poche per una moto da Fuoristrada.

Se poi togliamo il T.C. la differenza si sente parecchio: la risposta del gas pare più rapida e la potenza risulta sicuramente di più. Che poi si faccia meno strada, è un altro discorso.

La mappa Racing non è stata mai inserita in questo frangente perché francamente, non serve se si vuole passeggiare con la propria moto in mezzo ai sentieri. Basti sapere che ho “spalancato” solo 1 volta per paura di finire giù da qualche scarpata.

Cito ancora una volta anche i comandi che favoriscono una guida davvero piacevole grazie al minimo sforzo necessario per azionare frizione e freno.

Per chiudere questa piccola prova turistica potrei dire che la 450 di Mattighofen se usata da passeggio può essere paragonata alle grandi moto Enduro-Stradali che hanno conquistato il mercato negli ultimi anni. Un telaio che minimizza gli sforzi e un motore che, detto tra noi, non verrà mai sfruttato al 100% ma regala tante gioie quando ci si appoggia al gas e la potenza erogata e percepita stampa un bel sorriso sui volti.

Dopo poco più di un ora termino il mio piccolo test da esploratore ed Enzo mi raggiunge con tutto il materiale: casco, maglia e tutto ciò che potevo aver dimenticato a casa. Ci avviamo quindi insieme al passo del cavallo, famosa area di Lumezzane dove si è sempre tenuta la fatidica  Extreme. Qui era presente un piccolo anello davvero bello, guidato e abbastanza tecnico ma anche con tratti molto veloci caratterizzati da qualche gobba un pò in stile supercross americano.

In queste condizioni il 450 si rivela un giocattolo per pochi. La potenza quando ci si vuole divertire e si insiste un pò con la manopola destra è davvero tantissima nonostante la mappatura Standard e il T.C.

Il tiro ai bassi di rilievo però aiuta anche quando non si vuole esagerare con il gas garantendo un ottima percorrenza e una buona velocità. Per cui se per voi non è un problema parzializzare un pò, vi troverete sicuramente a casa su un mezzo del genere.

La mappa Racing è davvero Racing. Sembra quasi togliere un poco di schiena per andare ad aumentare la potenza massima che è davvero tanta ma mai troppa. Anche in questi caso se usata sapientemente e con un poco di rispetto la quasi regina in termini di potenza (non dimentichiamo il 500) regala tante soddisfazioni.

Il Traction Control fa sempre il suo dovere anche se, rispetto ad altri modelli, ne ho sentito meno il bisogno, probabilmente per la coppia davvero esagerata che garantisce un ottima trazione.

Tralasciando per un attimo il propulsore, il telaio in questo caso è bellissimo, intuitivo quanto quello del piccolo 250 e di poco più pesante, si è rivelato agile come una gazzella e molto, molto divertente.

A mio parare il PDS rimane la scelta migliore per quanto riguarda l’Enduro soprattutto in salita dove la trazione non manca mai, ma anche nei tratti più stretti dove la moto risulta ben incollata a terra e al tempo stesso sollevabile con le gambe in qualsiasi momento, per aiutarsi in qualche svolta a gomito. Anche la guida in piedi rimane facile e davvero gratificante. Le modifiche all’assetto si sentono parecchio sopratutto sui sassi rotolanti dove la moto non si scompone quasi mai e permette di spingere senza impensierire. A livello fisico, nonostante un telaio ed un motore molto gestibile, il 450 è sempre abbastanza impegnativo ed “allunga-braccia”.

Per ultimo parlo alla parte più interessante, il test lungo le mulattiere, o in questo caso, LA mulattiera. Parlo al singolare perché non volendo allontanarmi troppo ho percorso un solo sentiero stretto per un paio di volte, giusto per provare come se la cavava la 450 nei percorsi più tecnici (lo stesso sentiero del test della EXC-F 250). Nonostante le mie aspettative non fossero alle stelle data l’inerzia importante del mezzo e la sua fama di moto un pò troppo impegnativa per le mulattiere mi sono lanciato nel sentiero molto “gasato” e reduce da una strada bianca dove il 450 può sprigionare tutta la sua potenza.

Nei tratti più impegnativi la 450 la fa davvero da padrona, facendo sembrare anche i fatidici scalini di roccia delle semplici buche. Una sensazione che davvero non mi aspettavo ma che mi ha dato una sicurezza incredibile, di fatto non mi sono mai fermato davanti a nulla (e di solito io rifletto sempre prima di un ostacolo) procedendo come un treno fino alla fine del sentiero. 

In questi casi basta dimenticarsi della prima marcia e fidarsi della coppia, quest’ultima vi porta davvero dovunque. Persino la frizione va usata pochissimo dato il minimo del motore che, seppur basso, riesce a tenere il propulsore sempre sveglio e pronto ad affrontare ogni ostacolo.

Il telaio è sempre ottimo, anche in discesa dove con la sorella più piccola avevo avuto qualche problema.

Nel complesso il nuovo KTM 450 quando usato per l’Enduro più “Racing” si rivela una macchina da guerra letale. Potenza e telaio ai massimi livelli, che mi hanno saputo sorprendere nonostante fossi già un amante delle cilindrate grosse.

Contro ogni mia aspettativa infatti ho trovato la moto utilizzabile un pò da tutti, dall’amatore che vuole solo fare un giretto, all’agonista che cerca performance di rilievo già dalla moto di serie.

Sicuramente resta impegnativa in quanto ad inerzia e potenza ma posso garantire che anche quando si vuole spingere, con il giusto allenamento, questa moto è davvero divertente e permette tanti piccoli giochetti che non ci si aspetterebbe da un mezzo di tale cilindrata, sopratutto considerando che stiamo parlando di sentieri stretti e dal fondo sassoso. 

In fondo, considerando come è finita, questa giornata di test non è andata cosi male…

Un grazie di rito ad Enzo di SoloEnduro per tutto, sopratutto per essersi fatto più di un ora di strada a causa mia e a KTM Italia, sempre disponibilissimi.

 

Alla prossima,

Michele Canella

DETTAGLI TECNICI

MOTORE
1 cilindri, motore a 4 tempi
CILINDRATA - 449.3 cm³
ALESAGGIO - 95 mm
CORSA - 63.4 mm
AVVIAMENTO - Starter elettrico
CAMBIO - 6 marce
FRIZIONE - DDS multidisco in bagno d’olio, comando idraulico Brembo
EMS - Keihin EMS
EMISSIONI CO82.3
CONSUMO DI CARBURANTE - 3.55

TELAIO - Telaio a traliccio centrale in acciaio 25CrMo4
SOSPENSIONE POSTERIORE - Ammortizzatore WP Xplor PDS
ESCURSIONE ANTERIORE 300 mm
ESCURSIONE POSTERIORE - 310 mm
FRENO ANTERIORE - Freno a disco
FRENO POSTERIORE - Freno a disco
DIAMETRO DISCO FRENO ANTERIORE - 260 mm
DIAMETRO DISCO FRENO POSTERIORE - 220 mm
CATENA - X-Ring 5/8 x 1/4"
INCLINAZIONE CANNOTTO DI STERZO - 63.5 °
ALTEZZA MINIMA DA TERRA - 355 mm
ALTEZZA SELLA - 960 mm
PESO READY TO RACE (SENZA BENZINA) 106 kg

Foto e video Enzo Danesi