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LA MIA PRIMA GARA

Questo è il racconto dell’avverarsi di un sogno

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“LA MIA PRIMA GARA”

Qual è il motore che spinge e ravviva ogni uomo?
I sogni. Ecco, questo è il racconto dell’avverarsi di un sogno.
Alcuni ce li portiamo in tasca dall’infanzia, altri li incontriamo lungo il cammino.
Soloenduro vive da 20 anni grazie ad un sogno. Paolo ha tenuto il suo in un cassetto da un po'.
Walt Disney disse: “La differenza tra un sogno ed un obbiettivo è solo la data”…beh, ecco in quella data Soloenduro e Paolo si sono incontrati…e si sono capiti subito.
I ragazzi sono il nostro futuro, non c’è cosa più gratificante che riuscire, seppur in piccolo, a dargli un opportunità.

Soloenduro.it

 

Ci sono talmente tante cose da raccontare che non so neanche da dove cominciare.

Partiamo da qualche mese fa... quando io ed Enzo, così per gioco, abbiamo deciso che avrei partecipato al campionato regionale enduro Lombardia

Ma fermi tutti, io chi sono?
Beh la risposta è semplice: mi chiamo Paolo, ho 19 anni, studio e lavoro, ma soprattutto ho sempre avuto la passione per il fuoristrada.
Fino a qualche mese fa giochicchiavo con un Fantic 300 e prima ho avuto altre moto, ma ho cominciato a fare enduro da circa un anno... purtroppo con poca costanza a causa dei vari impegni.
Poi la svolta e la decisione di cominciare a fare questo tipo di gare, così come primo passo ho cambiato moto ed acquistato un 125, data la poca esperienza ed il fisico... ehm da fisico.

Dopo diverse settimane di ricerca battente, abbiamo trovato una Yamahina, che sembrava fare proprio al caso mio, a qualche centinaio di km da casa e siamo partiti a razzo per andare a prenderla.
Ho trascorso i tre mesi successivi a testa bassa, provando ad allenarmi il più possibile, tanto che il tempo è veramente volato e mi sono trovato “all’ultimo minuto” con una marea di cose da fare e con la paura di non riuscirci. In cosa mi ero infognato! Cambiare il cilindro (montava un 144 con cui ovviamente non avrei potuto correre), mettere delle mousse, far revisionare le forcelle, prendere la licenza FMI e cose di questo genere, dalle burocrazie ai lavori sulla moto. Giusto due cavolate insomma! Come dite? In quanto tempo?
Come da prassi ho fatto tutto nella settimana della gara...  in pratica? Un vero casino!

In sostanza durante il giorno lavoravo, durante le pause andavo a prendere i vari ricambi per la moto (cilindro nuovo, guarnizioni varie e così via) e durante la notte montavo la moto nel mio garage.
Fondamentali, per arrivare ad avere tutto pronto il giorno della gara, sono stati gli aiuti di Soloenduro.it, da cui è nato tutto e che mi ha supportato in ogni cosa, di quel sant’uomo di mio padre che mi ha dato una mano non indifferente e di tutti quelli che mi hanno supportato con il materiale, quindi: WDS Racing che mi ha fornito le mousse; Forma per gli stivali; Just1 per il casco; EGO industries per l’abbigliamento; Savoldi Suspension per la preparazione delle forcelle e l’MC 3 Laghi per essere riuscito a farmi avere la tessera FMI in soli 3 giorni!!!

Perché ricordate che, si corre da soli è vero, ma senza un buon team alle spalle, non si va da nessuna parte. Sono un pazzo, lo so.

Sono arrivato dunque al giorno di gara con tanto tanto sonno da recuperare, una moto praticamente nuova, stravolta nella ciclistica e nel motore, con le classiche preoccupazioni della prima competizione e forse con un pizzico di spavalderia, pensando ad un più che buon piazzamento in classifica, cosa che ho dovuto rivedere in corsa, ma d’altro canto se non si parte un po’ convinti…non si parte nemmeno.

Arriviamo però al sodo e parliamo di come funziona una gara di campionato regionale, in modo che chiunque si voglia avvicinare al mondo delle corse sappia come muoversi… ovviamente a tempo debito e non come me, se volete arrivarci vivi! Tre giorni prima della gara si possono andare a vedere le prove speciali, che ovviamente vanno percorse a piedi. Lo fanno tutti, avendo tempo, dai campioni agli amatori come me.

Ti studi il percorso, in modo da tentare di “vedere” dove potrai mettere le ruote in gara e poi te lo “ripassi”
nella testa, prendendo anche appunti scritti sul percorso. Nella maggior parte dei casi, come questo, si tratta di una linea, cioè si parte da un punto A per arrivare ad un B distanti km tra loro, detta enduro test (ET)
ed un fettucciato, cioè un circuito chiuso, chiamato cross test (CT). Entrambe le prove, chiamate prove speciali (PS) vengono corse, in alternanza, 3 volte durante la giornata.

Fra una prova e l’altra c’è il trasferimento, cioè un tratto di collegamento tra i due luoghi dove avvengono i test, che va comunque completato entro un tempo prestabilito,  altrimenti si rischiano delle penalità e consiste in un percorso solitamente misto, con tratti in fuori strada ed alle volte alcuni asfaltati.
Come partecipare? Solitamente si effettua l’iscrizione on line,  ma spesso lo si può fare direttamente sul luogo della gara, dove vengono consegnati un foglio da compilare con alcune generalità ed i numeri da
attaccare sulle tabelle della moto.
Fatto ciò si porta il proprio mezzo alle verifiche tecniche, dove vengono controllati alcuni componenti della moto per vedere se sia idonea ( e qui non mi sto a dilungare, ma su internet potete trovare il regolamento completo in modo da presentarvi pronti).
Una volta passate le suddette, la moto viene portata nel parco chiuso, una zona recintata, dove resta, senza poter essere più toccata da nessuno, fino alla partenza.

Prima dello start viene fatto un briefing in cui un tecnico spiega come sarà il percorso (qualora non lo aveste visto prima vi sarà sicuramente utile), se c’è qualcosa a cui prestare particolare attenzione, cambiamenti del tracciato (tagli o varianti dovuti per esempio al maltempo) la durata prevista per il giro e informazioni simili.
Al campionato regionale c’è un solo controllo orario (CO) che è tra la fine di un giro e l’inizio di quello successivo.
Esempio: il giro ha una durata prevista di 1:30h (sosta ai paddock compresa), se lo si sfora ci sono delle penalità, ovviamente.

Io parto alle 10:30, dovrò quindi correre le due prove speciali e finire il trasferimento entro le 12:00.  Se io arrivo ai paddock alle 11:30 allora avrò 30 minuti per mangiare qualcosa, bere, fare benzina alla moto e così via.  Alle ore 12:00 però dovrò essere pronto per la partenza al CO (ovviamente meglio arrivare qualche minuto prima per essere tranquilli) e così via fino all’ultimo giro.

Come è andata la mia gara?

Partito dal parco chiuso, dopo pochi km di trasferimento sono giunto alla prima prova speciale: un cross test.
Il fettucciato era lungo, con un bel terreno solido e non scivoloso... finché asciutto. In alcuni tratti c’erano enormi pozzanghere che hanno creato difficoltà a diversi piloti, tra cui io, che per esempio sono caduto due volte durante il primo giro.

Il primo trasferimento è stato impegnativo, poiché non avevo idea di come fosse e come se non bastasse in alcuni punti stretti ho trovato dei tappi causati da dei piloti in difficoltà.
Arrivato all’enduro test sono partito dando il meglio di me, stavo mantenendo un buon ritmo finché… eh, finché non sono scivolato perdendo la moto... Questo inconveniente mi ha fatto perdere tempo, ma soprattutto energie perché recuperare la moto e ripartire è stato sfiancante.

Nella parte finale della prova, che si concludeva con una curva in discesa, sono caduto nuovamente andando a finire con la faccia contro una parete di terra. Diciamo che non mi aspettavo affatto un primo giro così! Sono arrivato al paddock stanco morto e abbastanza amareggiato per l’esito delle due prove. Ho avuto però il tempo di riposarmi, dissetarmi e mangiare uno snack prima della partenza del secondo giro. Mi sono motivato ed ho ripensato ai punti critici del percorso, agli errori svolti e a come affrontare il resto della gara.
Al secondo giro ho deciso di prendere meno rischi e questo mi ha fatto guadagnare molto tempo rispetto alle prove precedenti, ho affrontato i trasferimenti con più calma risparmiando le forze per i tratti meno facili e sono riuscito ad arrivare in fondo nonostante la stanchezza.

L’ultimo giro è stato il più impegnativo, perché stavo letteralmente scoppiando, ho affrontato l’ultima speciale con il solo obiettivo di arrivare in fondo. Il piazzamento in classifica non è certo stato dei migliori ma la mia vittoria personale è stata quella di arrivare fino in fondo, aver dato tutto ciò che potevo ed essermi veramente divertito alla grande.

Sicuramente alla prossima gara cercherò di arrivare con una forma fisica e mentale migliore, magari con qualche ora di sonno in più e qualche preoccupazione in meno.

Come definirei la mia esperienza?
Una figata. Le emozioni che ho provato durante la gara sono difficilmente descrivibili: vanno dal timore alla felicità e tanta adrenalina. La partenza dal parco chiuso, la tensione che si prova quando si entra per la prima volta in una prova speciale... la sfida, non tanto contro gli altri ma con se stessi cercando di migliorare ad ogni giro. I mille pensieri sul percorso, del tipo “la prima curva la prendo tutta  tretta, la seconda la allargo il più possibile... in quel punto ci sono  dei canali enormi, se mi fermo lì dentro non ne esco più, meglio tenermi ai lati...”e poi lo sforzo per liberare la mente da qualsiasi distrazione”.
Conoscere gente nuova mentre si è in attesa di entrare in PS, guardare li altri per capire come migliorare o cosa evitare di fare...

È un’esperienza bellissima, che consiglio a tutti gli appassionati di fuoristrada e di moto in generale. Si conosce gente nuova, che poi avrai il piacere di incontrare ad una gara successiva. Ci si mette alla prova, è una passione salutare e soprattutto ci si diverte un  mondo!

Tengo a ringraziare di nuovo Enzo Danesi, Soloenduro.it e mio papà Cristian per tutto ciò che sono riusciti a fare, con la speranza soprattutto che mi potessi divertire ed appassionare in modo ancor diverso a questo sport.. e direi che ci siano riusciti. Su un podio diverso, abbiamo vinto!

Paolo Bellasich,
Soloenduro.it