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La carica del 501-Day 1

Viaggio Test Husky 501 - dal Garda al Gargano

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LA CARICA DEL 501

“Scappo dalla città” è la parte del titolo di un film, ed in fondo è quello che fanno molti enduristi che abitano nei grandi centri urbani, prendono la moto, la mettono sul carrello e via verso quelle poche ore di libertà, che solo la natura sa farti provare.
Fossati, De Andrè e De Gregori cantavano che fin da Pavia si pensa al mare e fin da Alessandria si sente il mare…quella nostalgia di un posto che sa darti forti emozioni. Anche noi del Garda, pur godendo di un clima mite, della distesa d’acqua del lago e dei luoghi meravigliosi a due passi da casa che questo posto ci offre per endurare, ogni tanto soffriamo di queste nostalgie per altri luoghi. Nostalgie maggiormente accresciute dalla voglia di rivedere amici lontani…di condividere con loro questa nostra passione che, se fossimo bambini, potremmo chiamare gioco…
Tutto ciò, unito ad un vecchio sogno e ad una grandissima opportunità, ha fatto si che nascesse “La carica del 501”

Per noi uomini del fango, è abbastanza normale partire da casa ed andare a trovare vecchi amici che abitano lontano per un endurata.  Ma questa volta la moto, un Husquarna FE501, non la carico sul carrello, mi ci porta lei dagl’amici in Puglia.
Ho fatto un abbozzo di viaggio, due tappe e tre giorni di strada, un poco di asfalto e un poco di sterrato, poi durante il viaggio si vedrà quale strada prendere.

Prima di iniziare il racconto del viaggio un piccolo accenno sulla moto che gentilmente Husqvarna ci ha dato in uso.
Husqvarna FE501, praticamente di serie e con soli 60 Km all’attivo. Unico accorgimento apportato la rapportatura, per il viaggio abbiamo usato pignone del 14 e corona del 45, bella lunga insomma. Il serbatoio ha una capienza di 9 lt, e come gommatura anteriore/posteriore abbiamo usato delle Michelin Desert con camere d’aria.  Per l’endurata in Puglia invece abbiamo messo, pignone da 14 e corona del 52 e gommatura posteriore Michelin Enduro con mouss.

Pronti, via!
Martedì 29 settembre, che non è il titolo di una canzone di Battisti, ma il giorno della partenza, partiamo da Portese e precisamente dal Bar Fourius , il locale di proprietà di Andrea, il ragazzo che farà il viaggio con me. Portese è un paesino a 2 Km da Salò, la mini carovana è composta da me (moto) e Andrea (Auto). Sull’Ulysse abbiamo caricato due gomme e i rapporti che poi metteremo quando saremo a destinazione per un uso prettamente enduristico, tenda e saccoapelo… (non si sa mai) e una tanichetta di benzina per emergenza. La prima tappa è strada mista, Statale e sterrato fino a Desenzano e da li autostrada fino a Mantova, Andrea prosegue per l’Autoban mentre io mi faccio sterrati e provinciali fino a Carpi, rientro in autostrada e esco Modena Nord dove mi ritrovo con Andrea. Direzione Maranello, almeno da fuori la Ferrari la dobbiamo vedere.
La Fabbrica del Cavallino si trova proprio sulla statale dell’Abetone. Ci fermiamo davanti al cancello d’entrata e ci sembra di essere a Tokio, sono più i giapponesi che gli italiani ci sono tre pulman del sol levante. Foto di rito davanti allo stemma e si riparte. Cominciamo a salire ed è quasi ora di pranzo, dopo una cinquantina di chilometri si decide di fare pausa. Una trattoria e una moto da turismo fuori, ci si ferma.
Entriamo e nella saletta dove troviamo un signore e una signora (i motociclisti) ci sediamo distanti due tre tavoli.
Lui, il motociclista, ci chiama e ci dice; venite qui ragazzi venite vicino a noi, non li, dopo vi spiego e ridacchia. Io e Andrea ci guardiamo e ci avviciniamo, ci sediamo praticamente al loro tavolo.
Lui continua a ridacchiare, Boh!  Nella sala c’è un tavolo da biliardo coperto da un telo verde, proprio di fianco al tavolo dove ci eravamo seduti. Il motociclista ci fa segno di guardare sul biliardo.
Ci saranno una cinquantina di mosche morte! A bassa voce ci dice; Hanno spruzzato il flit un quarto d’ora fa, quelle per terra le hanno appena scopate via. Io e Andrea ci guardiamo in faccia e ci mettiamo a ridere. Quello ci fa… guardate sopra i listelli di legno delle finestre… Ossignore! Un dito di polvere.
Non ridiamo più. Con calma e tranquillità il nostro commensale ci dice; però si mangia da dio, la sua compagna annuisce, e ci dice, vi consiglio le tagliatelle con il ragù, sono davvero buone E fresche.
Da bravi Enduristi accettiamo il consiglio.

Una signora anziana si avvicina al tavolo e ci dice, mangiate? Si rispondo. Ci fa l’elenco di cosa ci potrebbe servire.
Tagliatelle con ragù, diciamo. A…quello che hanno mangiato loro, ci dice la signora.  E come secondo? 
Il tizio vicino a noi ci guarda e scuote la testa facendoci intuire che è meglio di no. Ci pensiamo dopo, diciamo alla signora. Lei se ne torna in cucina spolverandosi con le mani il grembiule nero sporco di farina.

Il tizio si piega di lato verso Andrea e dice; le tagliatelle le fa fresche al momento ecco perché è sporca di farina. Andrea non sa se ridere o piangere, ma va bene cosi, ci sta anche questa. Comunque le tagliatelle erano davvero buone. Dimenticavo, all’uscita mentre stavamo pagando l’occhio è caduto sulla leva della spina della birra, era una cozzaglia di polvere e qualcosa di nero indescrivibile. Li abbiamo capito il consiglio del signore; Vino in bottiglia mi raccomando, niente birra. Non vi racconto il resto, anticorpi a iosa! Prezzo? almeno quello era giusto, ventidue euro in due, con grappa abbondante, naturalmente come disinfettante, non come digestivo.  

Ripartiamo continuando a ridere, che divertimento sui tornanti, arriviamo sul passo dell’Abetone, fa freddino, sei gradi. Dieci minuti di pausa, per me e il mio didietro ci vuole. La sella di una enduro non è proprio comoda comoda per un viaggio così. 
Si scende verso Pistoia il telaio della Husky è divertente anche sull’asfalto e le gomme Desert di Michelin non sono male. Ovvio, un giudizio non lo si può dare, una moto tecnica non nel suo ambiente naturale come si può giudicare? Ma un abbozzo di sensazioni e di piacevolezza si, anche il motore spinge davvero bene e risulta docile e governabile, naturalmente se non si apre di botto l’acceleratore, altrimenti penne a tutto spiano! Durante l’avvicinamento a Prunetta un temporale ci precede e quando ci affacciamo sulla vallata toscana il sole splende e Pistoia è ormai a due passi. Riprendiamo l’Autostrada e si esce a Firenze Sud, mancano una quarantina di chilometri alla fine della tappa, Montrespoli è ormai vicina.
Una telefonata per avvisare del nostro arrivo, e Federico ci attende all’incrocio della strada che porta alla sua Casavacanze la Betulla, un bellissimo agriturismo all’interno della vallata che sta a metà strada tra Montrespoli e Castel Fiorentino. Federico, (FedeK) è uno della vecchia guardia di Soloenduro e anche se non lo conoscevo di persona è come se fossimo amici da sempre, Enduristi, strana gente!
l’ospitalità sua e di sua moglie è davvero splendida e grazie a Dio, dopo l’avventura di pranzo, la sera si mangia maledettamente bene! Alla cena si unisce a noi un amico livornese di Andrea, anche lui scrive nel Forum di Soloenduro. E’ arrivato fin li per ritirare il motore di una Yamaha TT che ci è stato dato per farlo recapitare a lui. Questo metodo di consegna noi lo chiamiamo “Corriere Soloenduro”, una sorta di passamano tra persone del forum, un modo per risparmiare i soldini della spedizione. Andiamo a dormire sazi, stanchi ed io con il culo quadro.

Dimenticavo, la prima giornata è stata di 380 Km.

 

 

Enzo Danesi (eennzo)
Soloenduro.it