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Corso Motorally da Paolo Ceci

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Io credevo.....si, voglio cominciare così. Io credevo di essere bravino a navigare. Ed invece no! . E mi sono pure perso la nota il secondo giorno e sono tornato alla base con una libera interpretazione del percorso, con benzina finita e scampagnata tra i colli dell’Appennino!

Ma andiamo per ordine. Si sa, noi enduristi amatori della domenica nasciamo “imparati “, ma alla parola “corso” alla fine non resistiamo, soprattutto se è tenuto da una stella del Motorally come Paolo Ceci. Così, complice un compleanno irrinunciabile il venerdì sera, alle sei del mattino sono già in viaggio per Prignano sulla Secchia, paese arroccato dell’Appennino Modenese, sede del Motoclub “Il Monte”. Dopo 4 ore, un caffè, 168 euro di multa della Stradale ed alcune parole che hanno cancellato in un sol colpo le poche buone azioni compiute in vita mia, arrivo a casa di Ceci, in agriturismo, a lezione teorica iniziata. Siamo pochi, e sarà una della carte vincenti, e Paolo inizia dall’ABC del RoadBook.

ABC. Quello che ascoltiamo sbadigliando convinti che non ci serva, ed invece non è così. Alcuni trucchi sulla preparazione del Rb non li conoscevo, da come evidenziare determinate note complesse a come legarle, a come posizionarle legando anche i chilometraggi parziali  e progressivi. Forse vado talmente piano che non me ne sono mai accorto, ma alla prova pratica in realtà funziona , eccome ! Paolo ci consegna una busta con alcuni regali degli sponsor comprese delle ottime calze tecniche da enduro e proviamo  l’intimo della Xbionic, con alcuni capi a disposizione . Scendiamo nel garage e finiamo di montare la strumentazione sulle moto, accurata taratura del Trip, e meno male perchè i bivi saranno tantissimi e ravvicinati, e ci troviamo a pranzo per un breve spuntino.

Per me. Per alcuni altri, come Mirko, non sarò nè breve nè spuntino! Il cibo è ottimo,è uno dei punti di forza della zona e della Ceci School, e rifiuto il Lambrusco perchè sono già confuso dalla nascita!

Alle due si parte: la formula è semplice e molto efficace. Paolo parte prima e gira sul percorso per controllare gli allievi, noi partiamo uno alla volta distanziati di 3 minuti, per evitare di seguire , anche inconsciamente, chi ci precede e Lele, aiuto di Paolo e sublime meccanico, parte per ultimo e fa da scopa tipo Dakar. In due giorni riusciremo a fare di tutto peggio di una tappa della Dakar ed il paragone, nel senso della scopa, credetemi, è azzeccatissimo ! Parto tranquillo, troppo tranquillo e dopo poche note sono già fermo; si scende in un campo semi vergine solo con il trip fino ad un 90 gradi a sinistra e l’indicazione del RB “ poco visibile “ qui trova una sua nuova applicazione. Molto, molto poco visibile ! Pascolo un pò insieme a due mucche che mi guardano con compassione,  trovo il segno e mi butto nel bosco. La navigazione è davvero complessa, Paolo l’ha voluta così ed ha ragione, è una scuola per imparare,  ed i miei compagni Jaco, Walter e Mirko se la cavano benissimo .  Alcuni campi sono stati tagliati il giorno prima e nel briefing ritroviamo le modifiche, che spesso si sottovalutano anche in gara, con risultati disastrosi. Un dosso è un dosso, anche se nascosto dall’erba alta, può far cadere ed è un ottimo controllo RB. Una casa prima del sentiero fa capire quale delle due stradine vicinissime scegliere, un segnale di frana significa rallenta , il posizionamento delle strade in un quadrivio nel bosco va interpretato e così via. Sembra banale ma non lo è. Nella fretta di andare forte spesso si sottovalutano le indicazioni aggiuntive e si commettono errori che costano confusione e soprattutto minuti preziosi in gara. Paolo va avanti ed indietro sul percorso e ci controlla senza aiutarci, ognuno interpreta e si diverte.

Walter dà il primo colpo a quello che sarà un lungo we di risata e sudore. Dico sudore perchè tirare su da una ripa scoscesa un KTM Rally 450 non è impresa nè facile nè leggera, ed infatti cuocerà la trasmissione del quad che useremo come muletto!

La nota dice “ attenzione alla pietra in mezzo al sentiero”, Walter arriva distratto, la moto si scompone ed inevitabilmente cade per una decina di metri nel fosso erboso più ripido che la storia ricordi ! Ci vorranno le corde per risalire a piedi, e molte braccia ed un quad per riportare su la povera KTM. Lezione numero uno. Leggi le indicazioni RB !

Torniamo alla base , cambiamo RB e partiamo per il secondo giro, diverso, che incrocia in alcuni punti il primo, tanto per confondersi un pò di più, e con molti bivi in canaloni secchi. L’Appennino modenese è bellissimo e poco popolato, incrociamo qualche trattore che si arrampica in posti impensabili, passando tra sentieri di fango solidificato dal sole a sottobosco umido con tracce appena visibili . Tre minuti di distanza tra di noi sembrano pochi, ma ci incontriamo raramente, mentre Giuseppe, arruolato fotografo scatta immagini la cui distruzione mi è costata tre stipendi ! Arriviamo la sera, io riesco a scivolare a 10 KMH e schiacciarmi una caviglia con molto dolore ma senza danni permanenti, se non l’orgoglio, e per finire bagno in piscina e aperitivo. Stavolta si, a basa di Lambrusco fresco !

La sera cena con ottimi prodotti tipici, lo dico per amore dell’informazione pur sapendo che l’endurista è notoriamente non interessato al cibo ma si eccita solo con l’olio motore e vive di amore e tassello, tranne Mirko ovviamente :) e , confesso, Lambrusco o no, mi addormento quasi subito !

E’ domenica, fa caldo , ma alle nove siamo pronti . Colazione e partiamo per il primo giro di 70 km , molto navigati , le difficoltà sono progressivamente aumentate, ma me la sto cavando bene. Questo almeno fino al momento in cui non entro praticamente in casa di due ignari contadini, dopo aver scorazzato con leggerezza nel loro giardino. Senza scomporsi mi offrono del Lambrusco e magicamente ritrovo la strada. Costeggio una frana, entro un un pratone di erba alta, rimbalzo su un dosso nascosto, taglio un pascolo incolto  in contropendenza verso l’albero sbagliato, controllo otto volte il trip mentre Paolo sorveglia dall’alto ed alla fine trovo il fiume indicato nel RB.  Stavolta va bene, tutto torna e incontro Walter fermo, con la moto in panne, in un posto in verità davvero bucolico. Scatto qualche foto, il rally è anche questo e torno alla base mente il solito quad sta tornando a trainare il KTM . O meglio, questa era l’intenzione! Infatti poco dopo, mentre mangio prosciutto e melone nel patio, il KTM rientra. In moto, con tre loschi figuri sopra, senza quad. Lui, il quad, dopo i numeri da circo di ieri, ha ceduto, Il KTM si è ripreso , con una curiosa inversione di ruoli e l’ingresso a tre è degno di un trionfo alla Giulio Cesare !

Caldo, piscina fresca ma partiamo per gli ultimi 18 km pomeridiani . Bellissimi , guidati, un sottobosco da trial e con qualche nota infernale. Infatti a 2 km dalla fine , pur essendo nel posto giusto , mi perdo. O meglio, so che c’è, so che il dannato sentierino tra gli alberi in discesa è lì, ma non lo trovo. Così, io che credevo di essere capace cerco una strada alternativa, finisco la benzina, ne scippo un litro a due anziani in quad vestiti da pellegrinaggio a Padre Pio e rientro, in silenzio colpevole . Fine di un rallysta in erba.

Beh, siamo sinceri, credo proprio che tornerò al prossimo corso. C’è ancora molto da imparare, da sperimentare e da comprendere. Difficile non vuol dire infattibile, ma vuol dire  “da capire”. Ed è il bello del Rally. I trucchi, le difficoltà di navigazione, i tranelli del Road Book sono davvero preziosi , anche per chi ha già un pò di esperienza; é inutile andare forte se si sbaglia strada, la perdita di minuti è esponenziale.

Grazie Paolo, grazie Sara, grazie ai miei compagni di corso. Mi sono davvero divertito!

 

Andrea Revel