Solo Enduro - la casa degli Enduristi italiani

sei in:  test  |  Beta RR390 racing 2017

BETA RR390 RACING 2017

La cattiva dolcezza

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 390 cc



Sembra che Enzo, quando organizza un test, voglia mettere alla frusta più il pilota che la moto. Si perché durante questo test, svolto sulle colline moreniche vicino a Gavardo (BS), c'erano si è no 4º di temperatura e la mulattiera era un misto tra ghiaccio e sassi viscidi. 

Ritirata la moto messa a disposizione da Betamotor, attraverso le sapienti mani di Alberto Bertoldi titolare della BMS MOTO SPORT, fatta qualche foto di rito al lucente e splendente mezzo, siam subito passati al dunque. 

Il tratto di mulattiera del sentiero dove abbiamo effettuato il test, come già detto, era completamente in salita su sasso smosso, quel tipo di sasso rotondo che in qualunque posizione cada a terra rotola all'infinito, figuriamoci l'effetto che fa sotto le gomme della moto! Già il difficile clima e lo stato del terreno consigliavano di rimanere davanti ad un bel camino sotto un bel piumone, ma noi siamo motociclisti e il meteo non ci scalfisce nemmeno di striscio.

Così, scaldata la belva, nuova e ancora da rodare, con zero km nel banco, ho ingranato la prima e sono partito per scaldarmi un pó.

Il sound è davvero bello, sembra quello della sorella maggiore e per niente fastidioso sotto al casco. Nonostante sia ai suoi primi km di percorrenza, la moto sembra esser per nulla legata.
subito mi dà l'impressione di esser molto fluida con una progressione davvero morbida e gestibile, anche a marce basse. 

Questa versione Racing della 390RR è dotata di una bellissima forcella Sachs a cartuccia chiusa da 48 mm di diametro. L’aumento di interasse e corsa su questo modello 2017, in effetti ha permesso di migliorare la stabilità e aumentare la precisione di giuda, cosa che si sente anche nell'immediato.

Ovviamente, come ho detto già nell'intervista, il motore 4 tempi dà l'impressione di un maggior peso all'avantreno, che spesso viene controbilanciato da una rigidità maggiore della forcella rispetto a quella del due tempi. Rigidità che ho potuto subito constatare sin dalle prime pietre della mulattiera dove, senza toccare nulla di regolazione, la moto tendeva ad alleggerire l’avantreno ad ogni pietra toccata.

Decido allora di fermarmi dopo qualche giro per verificare quanto fosse stata la compressione ed il ritorno idraulico della forcella, per cercare di ammorbidirla un pò, o almeno quando fosse bastato per compensare la rigidità di una forcella nuova nuova che, anche se di poco, di rodaggio ha bisogno. In effetti ammorbidita la forcella di qualche click è subito migliorata, immagino che con qualche ora in più di utilizzo la cartuccia chiusa renda ancora meglio!

L'inerzia del motore nel rilascio del gas dà l’impressione di una certa pesantezza dell'avantreno ed è per questo che il 390 va guidata sempre con un filo di gas, quel filo che gli consente di alleggerire l’anteriore e affrontare nel modo migliore qualsiasi ostacolo.

Se guidata con fiducia e azzardando anche con il gas, la moto consente una guida davvero scorrevole e precisa, copia molto bene anche le pietre più sconnesse ma il difficile, per i meno esperti, è appunto dargli confidenza.

Nulla da eccepire sul mono, che, con la doppia regolazione alle alte e basse velocità, ha davvero una marcia in più, dunque nessuna scusa nemmeno per i più pignoli.

La frizione idraulica come sempre nei Beta,  è un gran bell'aiuto. La si gestisce con due dita, molto morbida e costante nell'utilizzo durante tutto il test.  I primi 5 minuti tendeva a puntare un filo, effetto scomparso molto presto, probabilmente per l'assestamento dei componenti meccanici.

Cambio ben distanziato, innesti precisi e veloci, nessuna difficoltà nel trovare la folle nonostante, e mi ripeto, la moto fosse a zero km. 

Ma parliamo del cuore di questa tenera cattiva, si perché l'impressione è proprio questo quando ci si sale sopra. 

Una bella schiena, che all'occorrenza è sempre pronta in qualsiasi marcia, è la caratteristica di questa 390Racing. L'iniezione da al motore la giusta morbidezza e fluida e usando una marcia in più, spesso rende più scorrevole qualsiasi tracciato. Sotto coppia, a giri molto bassi, il motore risente un po' di quella pesantezza del pistone, di cui parlo spesso sui 4 tempi, comunemente chiamata, la pistonata.

La possibilità di scegliere la mappatura è stata molto utile. Nel test ho usato quasi sempre la soft, in quanto la condizione del tracciato rendevano la hard di difficile utilizzo.
Certo, ai top rider non servirà a nulla, ma a chi spesso cavalca qualche mulattiera per andare a farsi una bella mangiata in agriturismo a fine giornata, sicuramente aiuta. La mappa in versione asciutto rende la moto più grintosa, con una maggior reattività sin dai primi giri motore, ma di contro si perde una parte di quella fluidità che rende la moto semplice.

Buona la componentistica a corredo, come tutta la gamma, pompa freni Nissin disco wave anteriore da 260mm con pinza flottante a doppio pistoncino, sempre wave al posteriore ma da 240mm con pinza flottante a mono pistoncino, impianto che consente una frenata sempre modulabile.

Rimane, secondo il sottoscritto, la particolarità della sella dura dei Beta, la gomma è moto spigolosa e sostenuta. Non che sia una pecca, anzi mi trovo meglio con una seduta che ti sorregge anzichè collassare su se stessa, ma per i miei gusti in una lunga endurata o in un Motorally è meglio dotarsi di un paio di pantaloncini da ciclista con un bel fondello medio! 

Già che c’ero, ho anche testato l’avviamento a pedale, ma, sarà stato il freddo e/o gli stivali molto scivolosi o la moto davvero nuova, che non sono riuscito a metterla in moto; la compressione è davvero tanta.

Morale? Beh, ho apprezzato molto questa cilindrata intermedia, sicuramente con qualcosa in più del 350, ma di certo non fa rimpiangere la 430. Di sicuro non è una  moto da neofita o da prima esperienza, ma anche se fossi un principiante la pazzia la farei...!

Nicola Quinto

Foto e video Danesi Enzo

in allegato il pdf dei dati tecnici