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BETA RR300 MY 2017

Test in gara RR300

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 300 cc



Test Beta RR300 in gara

Gara 1

Portico di Romagna, ridente paesino dell’entroterra Romagnolo in provincia di Forlì Cesena, è stato il palcoscenico della V prova del campionato Italiano Motorally domenica 2 ottobre.

Organizzato dal Motoclub Trivella prevedeva un totale di 185 km così suddivisi, prima parte di km 50 divisi tra liesone e prima prova speciale su fettucciato;

Seconda parte di km 92 di cui 16 della seconda prova speciale e successivamente di nuovo in fettuciato per la terza PS. Infine altri 43 km per poi affrontare l’ultima prova speciale di 33 km.

A causa delle avversi condizioni meteo, che hanno flagellato la zona con una bomba d’acqua nella notte tra sabato e domenica, le Ps e qualche tratto dei trasferimenti sono stati tagliati per problemi di sicurezza. La PS2 è stata ritenuta valida, ai fini del crono per il campionato, solo i tempi di percorrenza registrati dalla nota 145 (km 6.36) all’arrivo, mentre la PS1, prova speciale completamente da svolgersi nel fettucciato preparato dai ragazzi del Moto club Trivella,  è stata annullata completamente in quanto il fango era davvero eccessivo.

Durante l’arco della giornata di gara però le cose sono volte al meglio ed il meteo, con un pallido sole mattutino, ha lasciato spazio al sereno permettendo al terreno di asciugarsi tanto da considerare le altre PS come sicure.

Infatti dal primissimo pomeriggio il fettucciato, teatro della PS1 e PS3, è stato reso accessibile anche grazie alla modifica ed al taglio dello stesso accorciando di poco la prova, e nonostante il fango ancora presente in grande quantità ha permesso ai politi di divertirsi parecchio, compreso il sottoscritto che ha saggiato il terreno per ben due volte!

Il tracciato della tappa di Portico di Romagna, nonostante il fango fosse presente in grandissima quantità un po’ ovunque aumentando il livello di difficoltà, è stato davvero bello e divertente. Tratti in sottobosco ed in single trak si alternavano a brevi mulattiere ed a tratti veloci su strade bianche. La navigazione per la maggior parte della prova è stata scorrevole in quanto il tratto più complesso e fitto di note è stato tagliato per via delle condizioni del terreno come già detto. Spesso, personalmente, mi trovavo in terra senza capirne il motivo, la moto ti scappava da sotto il sedere senza preavviso, il terreno era a tratti molto viscido e fangoso dove non c’era modo di prendere confidenza e a volte umido il giusto da poter spingere un po’ di più sulla manette del gas.

Se considero che questa prova l’ho affrontata con una moto mai provata prima, mi ritengo soddisfatto per come sia andata rispetto alle condizioni del tracciato, anche perché con una Beta così è difficile trovarsi male.

Sì, proprio così, perchè mi son presentato alla V prova dell’italiano con una Beta 300RR 2t messa a disposizione dalla casa madre con l’assistenza e la collaborazione del “Team Dirt Recing” di Machetti Paolo, “il ciccio toscano dell’enduro”.

La moto all’inizio della prova aveva 2KM, praticamente appena uscita dalla fabbrica con musse nuove, appena montate e sospensioni  “illibate”.  Dunque partivo da zero…. ma non per questo preoccupato…!

 

Inutile parlare di peso per questa moto, che arrivando dal 4 tempi, ti accorgi subito di quanto sia leggera e dunque anche maneggevole. L’avantreno risulta direzionabilissimo molto fluido e per niente nervoso complice anche il manubrio che a sensazione ha una piega bassa e un filo avanzata verso l’avantreno, ciò consente una maggior leva sullo sterzo e minor fatica nella guida.

Nonostante la sua leggerezza la moto è comunque stabile sia su terreni molto bucati che sulle mulattiere, nel veloce non tende mai a sbacchettare e questo aiuta parecchio la confidenza.

Pur avendo le musse nuove così come le sospensioni Sachs, che non avevano mai lavorato, dunque piuttosto durine, la moto mi è sembrata davvero valida anche sul terreno così viscido e fangoso.  Dopo i primi chilometri però ho preferito mollare di circa 5/6 click il freno idraulico della forcella così da copiare meglio le asperità del terreno e scongiurare lo scivolamento dell’avantreno in compressione. Nessuna modifica invece sull’estensione, non troppo rapida che consentiva all’avantreno di non scivolare in rilascio, così come al mono che copiava egregiamente ogni buco senza arrivare mai a fondo corsa. Nell’arco della prova comunque, sarà stata la mia maggior confidenza sul mezzo, ma l’impressione era di un pieno miglioramento delle sospensioni che sentivo via via sempre più scorrevoli.

Tutta la prova, a parte i primissimi KM l’ho fatta con la mappatura da bagnato, che per l’occasione è stata “manna dal cielo”, nonostante questa BETA sia un 300 di ultimissima generazione, è pur sempre un due tempi bello arzillo al quale bisogna comunque portare rispetto e la coppia che ha non perdona l’eccessiva confidenza.

Con questa mappa infatti non vengono tagliati i cavalli, bensì sono resi più docili e la curva di coppia è resa più lineare, ciò consente una progressione più pulita quando si affrontano tratti molto viscidi ed il rischio di perdere repentinamente il posteriore diventa più raro.

Il bello di questo motore è il range di utilizzo, in qualsiasi marcia non ti abbandona mai ed anche al minimo dei giri la spinta è piena e consente di sfruttare un sottocoppia grintoso che girando tutta la manopola del gas si trasforma in un ruggito a valvola aperta chiedendo marce a non finire. L’allungo non è poderoso, ricordo che la cubatura di questa RR non consente allunghi da record, e si è costretti a salire di marcia spesso.

La posizione sulla sella è comoda, anche se rispetto ad altre moto ho trovato la sella un filo troppo sostenuta, la leva del cambio e del freno sia durante un tranquillo trasferimento che nella speciale a tutto gas (nel limite del mio poco potenziale) risultano funzionali ma la cosa che mi ha lasciato davvero sbalordito è la maneggevolezza del telaio che se guidata in piedi bisogna far attenzione a quanto forza si mette nelle gambe. E’ così maneggevole e direzionabile che la troppa pressione sulle pedane ti porta ad esagerare nella correzione della giuda o della curva, è davvero facile portare questa beta dove si vuole.

Cambio molto preciso e trovare la folle è un attimo, anche se ad onor del vero solo nella prima ora di utilizzo la frizione puntava un pochino e rendeva il cambio un filo più duro. Buona anche la rapportatura, marce ben spaziate l’una dall’altra con una sesta di allungo di tutto rispetto.

La frizione ha un buon comando idraulico che consente una ottima modulabilità e questa sensazione non scompare mai nemmeno per lunghi utilizzi, stesso dicasi per l’impianto franante che però all’anteriore inizialmente, prime ore di utilizzo, risultava un filo troppo sensibile.

Ottima la carburazione, nonostante il cambio di temperatura e di umidità durante l’arco di tutta la prova, questa non è risultata mai eccessivamente grassa, sebbene nel serbatoio avessimo aggiunto circa l’1% di olio dato il motore ancora in rodaggio.

Nel complesso questa moto merita a  pieno  la sua sigla Racing RR, maneggevole e facile da usare per chi non è troppo avvezzo all’enduro, meno docile con la mappatura da asciutto ma gestibile e progressiva nella mappatura da bagnato, ma attenzione comunque cattiva se si vuole alzare l’asticella e spingere a pieno. Ottimo comportamento in ogni situazione, anche nei tratti trialistici con gradoni di roccia in discesa incontrati durante la tappa, , la moto non mi ha mai affaticato consentendo il pieno divertimento nella guida, tanto che per la tappa successiva del campionati Italiano Motorally la RR300 l’ho affittata io.

 

Gara 2

Il primo appuntamento in genere regala sensazioni che difficilmente si riescono a ricreare come ansie, timori, emozioni ect. Non è questo però il caso, perché con la Beta 300 RR 2T la cosa si è ripetuta anche questa ultima tappa di Motorally disputata nel fantastico scenario offerto dalla città di Rapolano Terme  Natura Travertino (SI) al Memorial Fabio Ferrotti organizzata in maniera impeccabile dal Moto Club Ama Aretina in collaborazione con la realtà locale TNT Corse.

Grazie all’assistenza del Team Dirt Racing Beta, con il supporto di Paolo Machetti il “Ciccio capo toscano”, ed i suoi collaboratori, ho potuto anche questa volta saggiare il gusto della Beta, i panorami Senesi e perché nò anche la torta al cioccolato (azz… che buona….) ed il banchetto che ogni tappa il team mette a disposizione dei politi.

Il totale della gara prevedeva 191 km così divisi:  Prima parte km 153 - PS 1 fettucciato – PS 2 linea km 28; seconda parte post assistenza  km 38 - PS 3 linea km 23 – PS 4 fettucciato.

Anche il tempo è stato dalla nostra parte, nonostante l’autunno inoltrato, la giornata di domenica è iniziata con un cielo uggioso e un leggero vento frizzante che però nel corso della tappa si è calmato lasciando spazio ad un timido ma caldo sole. Certo nulla a che vedere con la giornata primaverile del sabato che ha visto i concorrenti in maniche corte durante le fasi preliminari di iscrizione, un fantastico sole ed un cielo terso.

Come è ormai di moda ci viene consegnato un bel RoadBook fitto di note, più di 400 da colorare e disegnare come fanno i bambini con i pennarelli, che per far stare nel porta RoadBook è necessario dividere in due o più parti, qualche nota da correggere e siamo pronti per il via.

Fortunatamente il territorio offre un terreno molto drenante e nonostante l’acqua caduta nei giorni precedenti il tracciato risulta pulito senza il fastidioso fango della precedente gara di Portico di Romagna, merito anche del M.C. Ama Aretina che ha disegnato il tracciato realizzabile anche in caso di acqua. Molte e abbastanza lunghe le mulattiere che si sono succedute nel corso del primo trasferimento, tantissime note (spesso una ogni 250mt), cambi repentini di direzione e di terreno dal sottobosco alle pietre alle mulattiere e ancora in salite e veloci discese, tratti sulle crete Senesi da far venir voglia di fermarsi e di scattare qualche foto ( personalmente l’ho fatto in …… barba al cronometro). Ho visto tanti bei posti che se avessi avuto un blocco note l’avrei coperto tutto di luoghi e posti da visitare, agriturismi, ville, oliveti, vigneti c’era da perdersi, ma grazie al RB abbiamo mantenuto la giusta rotta.

Con questa Beta non posso far altro che confermare quanto già scritto nella precedente prova, moto davvero fantastica, più la usi e più ti rendi conto di quanto sia facile e gestibile. Questa volta però la prova è stata affrontata quasi tutta con la mappatura da asciutto più decisa e nervosa ma anche la più “godereccia” in termini di polso.

La prima parte di gara prevedeva un lungo trasferimento sino alla prima PS in fettucciato e a seguire una altra PS in linea da 28 KM, mentre la seconda, dopo la pausa dell’assistenza, prevedeva un corto trasferimento, la PS3 di 23KM ed un’ultima PS4 di nuovo sul fettucciato. Come detto il tracciato si districava nella zone delle crete Senesi, città come Asciano, Buonconvento, Monteroni d'Arbia con panorami mozzafiato, sottobosco fatato e “cattive” mulattiere …!

 

Il difficile della navigazione, oltre al primo trasferimento lungo e fitto di note, è stato dovuto al fatto che per alcuni KM tra la prima e la seconda parte il tracciato si incrociava su tratti già percorsi dunque facile confondersi con le tracce precedenti. L’unica via d’uscita in questi casi è aver un occhio in più al Road Book, diminuire la velocità ed essere certi della nota e del chilometraggio, meglio rallentare si perde sempre meno tempo che a sbagliare nota.

Dando qualche manata in più sulla manetta, grazie al tracciato pressoché asciutto, ho avuto la necessità di frenare appena il ritorno del mono che su qualche mulattiera più accentuata tendeva a scalciare perdendo di aderenza e di guidabilità. Nessuna nota sulla forcella che ritengo molto buona anche quando si alza l’asticella del livello e delle velocità.

Anche nel fettucciato delle due PS, circa sotto i 3 minuti,  la 300 si è comportata egregiamente e sui salti, dove mi aspettavo un comportamento più scomposto a causa della morbidezza delle sospensioni da enduro, devo dire che non ho sofferto per niente. In totale ci saranno stati 5 piccoli panettoni con rampe semplici, non troppo verticali, ma che se presi ad una certa velocità ti lanciavano abbastanza in aria da rendere necessaria la guida come quella di una moto da cross, ovvero gestire il corpo come contrappeso per poter disegnare meglio la parabola del salto. Nulla da eccepire nemmeno sui canali, ingressi precisi e lineari, nessuno scompenso di sospensioni soprattutto al posteriore che in uscita di curva non allargava per nulla la traiettoria.

Sempre allegro e poderoso il motore di questa due ruote toscana, facile da direzionare anche sulle pietre più smosse ed ottima la trazione in ogni condizione, con una rapporta tura ben distanziata sia per il misto stretto che per il lunghi tratti di strada bianca.

Peccato sia finito il campionato perché un’altra tappa me la sarei fatta più che volentieri, così come per la torta al cioccolato di Machetti ..!

Un Grazie particolare ad Assirelli, per tutti gli sforzi che ogni anno, nonostante le difficoltà e la crisi, fa per organizzare tutto al meglio, un decoroso e doveroso complimento per tutti i Moto club ed il loro Staff che si impegnano al massimo per rendere le tappe sempre indimenticabili e ben organizzate.

 

Grazie personalmente a Paolo Machetti e Team Dirt Racing Beta, per avermi ospitato sotto il suo tendone come fossi un pilota ufficiale, al M. C. Team Cubo (www.teamcubo.it) ed a tutti gli sponsor che mi permettono di professare dilettantisticamente questo fantastico sport ed ovviamente a Soloenduro.it per lo spazio dedicatomi.

… dimenticavo dove trovo il modulo di iscrizione per la prima tappa del 2017….?