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X TRAINER VS RR350-I

la strana comparativa di soloenduro

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: n.d.



Un sabato insolito nella Pista Enduro di Vestone (BS), scenario che ha ospitato questa comparativa davvero particolare e a dir poco azzardata.

Nonostante il tempo, che per tutta la notte ha flagellato il terreno con bombe d’acqua, siamo riusciti a portare a termine questa bellissima esperienza.

La location è la stessa che due settimane fa aveva ospitato il trofeo Italia enduro della Uisp. Pista molto tecnica con salite molto ripide, piene di sassi, terreno viscidissimo, soprattutto nella sessione del mattino, a causa dell'acqua caduta la sera prima.

XTrainer

Per scaldarci siamo partiti con la "piccola", per modo di dire, 300 due tempi. Moto molto interessante a prima vista, snella, lineare e maneggevolissima; questa è stata la prima impressione semplicemente spingendola a motore spento e salendoci sopra.

La moto in questione si chiama Xtrainer, è la “diversa” di casa Beta. Componentistica di tutto rispetto, dall'impianto frenante Nissin al comando leva frizione idraulica, ai cerchi Excell.

La posizione in sella è comoda, qualche cm più bassa (per l’esattezza 910mm)  della sorella maggiore e questo agevola sicuramente i meno "alti",  che possono appoggiare i piedi a terra senza problemi, specialmente in condizioni critiche.

Dotata di forcelle Sachs da 43mm, possiede un assetto di serie più confortevole del normale, ma nonostante questa eccessiva morbidezza sulle mulattiere si comporta egregiamente e consente di spalancare abbastanza la manetta. Se si inizia però a spingere su qualche salto, le forcelle e il mono, sempre col setting di serie, arrivano con una certa facilità a fondo corsa. Poco male, le regolazioni servono a questo! Anche se limitatamente.

Il cambio è preciso e diretto, anche se la folle si deve cercare con attenzione; i rapporti mi sono sembrati molto corti, più da arrampicata che da tratti veloci quindi, ma quest’ultima sensazione direi fosse stata in parte legata ai bassi della moto e al poco grip che c'era in certi tratti della pista, dove a malapena si stava in piedi.

Nessun difetto riscontrato nella frizione, modulabile e morbida durante tutta la prova.

Il 300 due tempi della XTrainer è molto fluido, ha una schiena poderosa e, come natura vuole, ha una coppia importante che però risulta facile da gestire, tanto che prendere confidenza con questa BETA è davvero un attimo.

Il miscelatore elettronico separato, aiuta molto a livello di carburazione: ad ogni regime di giri, in base anche alla apertura del gas ed alla potenza richiesta della situazione, regola l'afflusso di olio nel carburatore e devo dire che è davvero spettacolare. Perciò è difficile incappare nel solito ingolfamento da olio tipico del due tempi.

Il peso, di soli 99 kg, chiude il quadretto di questa bellissima "motoretta" ideale per chiunque, sopratutto per chi è alle primissime armi. Se ami il mondo dell'enduro amatoriale e del motoalpinismo, questa è la moto adatta, anzi, azzarderei a dire anche per enduro estremo, non dico trialistico, ma poco ci manca.

Sicuramente è un mezzo divertentissimo e subito intuitivo, che può regalare grandi giornate di enduro senza troppa fatica, ma di sicuro non è la moto per andar forte nelle gare, insomma la sigla RR non a caso viene affibbiata ad altre moto come il 350 iniezione, seconda moto della comparativa anomala.

RR 350 4t

“Il 350 4t iniezione non è un due tempi!”. Questo è quello che mi sono dovuto ripetere più volte nei primi giri di questa moto, la confidenza che regala la piccola due tempi non là si può pretendere dalla RR!

Ovviante passando dalla Xtrainer a questa RR la primissima sensazione, direi anche la più ovvia, è stato l'aumento di peso ed il freno motore, qualità che in certe “occasioni” si possono apprezzare più della leggerezza.

Moto più sostenuta in termini di sospensioni, Sachs da 48mm (5mm più alte del modello 2016).
Il motore non ha avuto alcun problema di modulabiltà con la frizione durante tutto l'arco della prova.

Qui il cambio è un filo più morbido della due tempi, innesti precisi e diretti, la rapportatura è più lunga e il range di utilizzo del motore è ben più ampio e consente di pretendere molto più nei tratti veloci.

L'erogazione è molto progressiva e per niente nervosa con la mappa da bagnato, che diviene un po' più elettrica e decisa con la mappa da asciutto, modificabile semplicemente con lo switch sul manubrio, grazie anche all'iniezione, che ormai su queste monocilindriche regala sensazioni di guida più docili e divertenti.

Il maggior peso si sente, e rende la moto meno maneggevole, ma questa è di sicuro una sensazione che viene ingigantita per la comparativa con un due tempi ultra leggero e su un terreno pesante!

Se non la si dovesse mettere in relazione alla sorella due tempi, su un terreno come quello incontrato oggi, potremmo dire che ha una buona maneggevolezza, il freno motore del monocilindrico aiuta molto nelle mulattiere in discesa ripide e scivolose come quelle della pista che ospitava la prova.

Probabilmente, a causa del terreno poco stabile, ho avuto la sensazione di una pesantezza un filo eccessiva sull'avantreno nelle curve ad angolo, che però scompare immediatamente dopo il punto più stretto della curva.

E' di sicuro più stabile della sorella minore, più precisa in ingresso in curva anche grazie al baricentro basso e dell'inerzia del suo 4t.

Che dire, è davvero una Racing, pronta per quell'enduro veloce dove la si mette alla frusta e, perché no, anche ai lunghi Motorally dove l'agilità della moto è tanto importante quanto le prestazioni del suo motore.

In definitiva, nonostante io viva ormai sui quattro tempi, se dovessi scegliere una moto su terreni impestati e viscidi come quello di oggi, sicuramente opterei per la piccola due tempi, agile, leggera, poco impegnativa intuitiva e divertente!

Tempi cronometrati su 3 giri su un tracciato viscido e davvero pesante.

1° giro: XTrainer - 03.13
1° giro RR 350i - 03.30

2° giro XTrainer - 3.10
2° giro RR 350i - 3.16

3° giro XTrainer - 03.03
3° giro RR 350i - 03.10

Prova di Nicola Quinto

Foto: Lara Suffiotti/Enzo Danesi
Video: Enzo Danesi