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SHERCO MY 2017

Test prova Sherco my2017

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: n.d.


La prova di Soloenduro.it


Io Tester…

Chi l’avrebbe mai detto. Io tester per un giorno, un piccolo sogno che si avvera.
I miei amici di sicuro mi sfotteranno, ma di certo non sono l’ultimo arrivato, ovvio, non sono un professionista… ma la passione e le energie che metto nel mondo dei motorally, cross country ed enduro fa si che di moto possa dire la mia. Ho conosciuto Enzo di Soloenduro al Rally di Merzouga anni fa, ci siamo poi rivisti all’Enduro d’Agadir e alle gare dell’ICC (Italian Cross Country), l’XCC  italiano. L’amicizia è proseguita nel tempo per molti motivi.
La proposta di Enzo e Soloenduro per fare questo test è stata una sorpresa e di certo un piacere.
Si parte da Malpensa per la Francia, i compagni di avventura sono personaggi di tutto rispetto.
Gionni Fossati, per me un mito, Balboni Andrea e Corradini Alessandro, due giovani promesse dell’Enduro italiano. E naturalmente io e Enzo per Soloenduro.it.
Arriviamo a Tolosa… e non sto a raccontarvi l’avventura del viaggio.
Giungiamo a Saint Pierre, a circa cento km da Tolosa in uno splendido centro “sportivo ricreativo”.

Presentazione di rito e descrizione dei modelli 2017

Iniziamo con i cambiamenti apportati alle Sherco New Model

GRAFICHE: nuovo design e loghi inseriti direttamente nei convogliatori.
SERBATOIO: aumentata capacità, + 1,2 litri per il 4t e + 0,9 per il 2t.
TELAIO: riduzione dell’angolo di sterzo, che migliora così il controllo e la trazione.
LINK: migliorato anche il leveraggio, allargando a 14mm i diametri, nuovi rinforzi e materiale più resistente del 40%.
MOTORE: per i 2t, nuovo bilanciamento per le masse del volano di biella, nuova biella e nuovo pistone.
Nuovi particolari per il pacco lamellare.
Per il 4t nuovi ingranaggi per la lubrificazione, su esperienza acquisita nella Dakar. Nuovo pistone per la SEF 250 e per la 450 modifiche sul cilindro.

Ma veniamo alla prova su terreno.

Il percorso: fettucciato e tratto in sottobosco, veloce e tecnico.
Note generali che riguardano tutti i modelli.

Posizione di Giuda: La posizione delle leve e delle pedane è comoda.
La sella anche se comoda, risulta un pochino bassa e morbida,  sedendocisi sopra si ha una sensazione di affondamento.

Sensazioni dell’avantreno: preciso e leggerò buona direzionalità
Freni: L’impianto della Brembo anteriore è buono, frenata decisa e allo stesso tempo modulare senza rischi di bloccaggio, il posteriore invece, tenta a bloccare, basta far trafilare un filo d'aria nell'impianto per guadagnare modularità.
Altezza manubrio: la piega manubrio è alta e verso il pilota, buono per altezza standard meno per i piloti sopra il metro e ottanta. Nessun affaticamento alla schiena durante il test

La frizione idraulica è ottima, sempre morbida e durante la prova non ha mollato di un mm, modulabile e gestibile senza problemi.
Design: gli ingombri delle carene e del serbatoio risultano molto molto contenuti, dando una buona sensazione di snellezza e agilità. Anche qui però, per i piloti sopra l’uno e ottanta, l’ergonomia dei convogliatori non è delle più azzeccate.

Sospensioni: nel complesso l’assetto standard risulta soft su tutte le versioni che abbiamo testato, forse avantreno un po’ morbido, in staccata fa scendere la forcella troppo rapidamente, ma è bastato qualche clic per risolvere abbastanza bene (sui 2t) il problema. 
Moto precisa nell’ingresso in curva, una volta indirizzata, la Sherco rimane nella sua traiettoria senza problemi. Precisione sui sassi smossi, ottima stabilità e buona la trazione.
Agilità Buona e molto stabile.

Sensazioni di guida 

Assetto pulito per tutti i modelli, moto comoda e avantreno preciso. Non strappa e le sospensioni pressoché morbide aiutano ad avere una guida rilassata e anche l'errore o il passaggio sulla grossa pietra o sul ceppo di legno non scompone più di tanto loro ed il pilota. In frenata ottimo il grip e l'affondamento della forcella che non arriva mai a pacco e consente di mantenere il  giusto ancoraggio al terreno. 
Non ci sono spostamenti di carichi estremi che limitano la maneggevolezza del mezzo e anche in discesa la sensazione è quella di avere tutto sotto controllo.
I due tempi hanno due mappature, una soft e una normale, la prima però era davvero soft e rendeva la moto un pò spossata, probabilmente progettata per la pioggia, che in tal caso non abbiamo potuto testare a dovere data l'arsura della giornata

Ma passiamo un poco al dettaglio le varie cilindrate

 

250 2t

La sensazione del propulsore 250 2t ai bassi regimi è quasi di poca cavalleria. Bisogna aprire, ed è con la coppia che la potenza scarica a terra i CV dando un effetto on-off alla guida, quasi come una moto da cross. Quando entra in coppia diventa un filo difficile da gestire per l'amatore, nella linea e nel fettucciato è molto divertente e si riesce a godere di tutta la sua potenza. in mulattiera e nel misto stretto diventa più complesso gestire la nervosità del due tempi. Il telaio aiuta molto la guidabilità della quarto di litro.

300 2t
La corposità è un dettaglio importante; il sotto molto pieno, spinge bene sin dai primi giri con un filo di gas, senza perdere in trazione per poi esplodere in una ottima coppia.
La sensazione è buona e si prende subito una buona confidenza, grazie alla gestione elettronica che consente una ottima modularità del comando del gas.
L'amatore non avrà alcun problema a gestire l'accelerazione del 300 per nulla cattiva e nervosa.
Nel complesso la moto è più facile del 250 2t perché più gestibile ed equilibrata, motoristicamente parlando.

 

250 4t
Nonostante il 4 tempi, le sensazioni di guidabilità e maneggevolezza sono molto simili ai due tempi. Sia negli ingressi in curva che nelle uscite. 
Il maggior peso del 4t (250 e 300) incide a malapena sulle sospensioni che risultano all'apparenza ed al primo impatto un filo più morbide rispetto ai due tempi. 
Ciò però senza incidere in confort di Giuda e in maneggevolezza.
La più piccola dei 4t soffre un filo ai bassi regimi dove non risulta essere pronta e corposa come le sorelle maggiori.  Il meglio del motore si può avere passati i 4/5.000 giri circa (a sensazione, perché il contagiri non c’è), quando la coppia consente di erogare una buona cavalleria e la spinta diventa molto più piena. Non bisogna disdegnare di aprire la manetta, perché il 250, se non spinto su di giri, non riesce a dare giustizia della sua piccola natura. Nonostante si debba aprire bene il gas la trazione rimane sempre ottima.
La potenza della 250 non consente di avere una buona e immediata risposta all'apertura dell’acceleratore. L'amatore si potrà divertire molto con la piccola della famiglia su qualsiasi terreno e situazione, perché molto facile e divertente.

300 4t
Sotto è molto più corposo del 250 4t, risulta bello pieno e spinge bene sin dai primi giri con un filo di gas senza perdere in trazione per poi esplodere in una ottima coppia. Direi che come sensazione di guida è molto simile al 300 2t, dal quale si differenzia per la coppia che il due tempi eroga con una progressione leggermente più veloce del 4t e, se si rilascia il gas per poi ripartire, la riapertura del 2t è leggermente più nervosa  mentre per questa 300 è molto modulabile.
L'amatore non avrà alcun problema a gestirne l'accelerazione.
La progressività del motore e la conseguente guida sempre fluida e mai al limite, trasmette fiducia.
Ottima l’iniezione.

450 4t

La cilindrata da me preferita.
Appena presa pensavo fosse la più impegnativa e complicata da guidare invece, sin dai primi metri, mi son dovuto ricredere. Motore molto docile e progressivo, anche se molto potente, non è per nulla nervoso.
La spinta è poderosa sin dai primi giri e pennellando il gas (più morbido di tutte le altre cilindrate) si riesce con molta facilità a modulare la potenza del 450.
La possibilità di avere a disposizione una buona cavalleria e di poterla usare all'occorrenza con semplicità è un buon merito alla Sherco! 
Gas pronto e anche molto modulabile, ottima progressività che consente anche all'amatore avanzato l'utilizzo nella mulattiera più sconnessa e difficile.
Gli spostamenti di carichi in staccata si sentono più delle altre cilindrate per via del maggior peso del motore e il freno motore incide maggiormente. Le masse in movimento non limitano la maneggevolezza della moto, che comunque risulta leggera e agile anche nel misto stretto. La stabilità per questa cilindrata aumenta rispetto alle sorelle minori sia 2t che 4t.

Un ringraziamento particolare a Ego Industries per l’abbigliamento fornito, a Sherco per la disponibilità dataci e a Enzo di Soloenduro.it.

Nicola Quinto
Soloenduro.it