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701 IN GARA

HUSQVARNA 701 IN GARA

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 701 cc


Nicholas Trainini l'ha testata per Soloenduro.it


Husqvarna 701 Enduro in Gara

 

Per delineare meglio quello che andrò a raccontarvi in seguito, faccio due passi indietro.

La mia ultima stagione agonistica nel mondo dell’enduro, non è stata molto brillante e per tutta una concausa di cose personali, mi sono trovato a sentire troppo la pressione delle gare e di conseguenza non riuscivo a dare il meglio. In questi frangenti, occorre uno stacco per respirare un attimo, ritrovare se stessi e la gioia di fare.
Per me, che dal tassello non riesco a star lontano, è bastato diventare crossista e tuffarmi in questa nuova occasione che mi è stata gentilmente offerta, tra salti che ti danno quella fantastica sensazione del volo, il contatto diretto con gli avversari, la voglia di trovare il punto migliore per guadagnar tempo, passaggio dopo passaggio. Non per questo ho dimenticato il mondo dell’enduro né la gente che lo circonda, ma nemmeno lui ha dimenticato me.

Giustappunto una sera di qualche tempo fa mi squilla il telefono...leggo:...Enzo.
Se devo essere sincero ero più incuriosito che stupito.
Soliti convenevoli di rito e poi parte con un...”Ascolta Nicho, avrei una proposta da farti…una delle mie sai..”
Quell’uomo credo che non dorma nemmeno la notte, ma entri in standby come i pc e continui a pensare-pensare-pensare a cose particolari da fare con le moto!
“Sentiamo”, gli rispondo asciutto, mentre in un nanosecondo mi passano davanti mille idee, perché si sa, parlo poco, ma la testa frulla parecchio.
Lui diretto :” Torni endurista in gara per un giorno; Trofeo Husqvarna, 4^ prov...con la 701 però eh?!”
“Ma tu sei fuori !!” e parte una fragorosa risata di entrambi.
Enzo m’ incalza con un..”sono serio” ed io gli ribadisco il concetto :“Tu sei fuori...ma io ci sto!”, così ne parliamo per mezz’oretta comoda.

Ed eccola nel mio garage, la svedesona, come una bella ragazza snella ma ben palestrata. E’ rimasta con me un paio di giorni, giusto perché ci presentassimo un attimo e ce la chiacchieriamo ancora, mentre aspettiamo Enzo che ci carichi per partire alla volta di Bettola (PC), poco dopo Ponte dell’Olio.

Eccolo che arriva. Ci prepariamo a caricarla e poi…lei mi guarda…io la guardo…: “Senti”, dico al mio autista,“ci facciamo un giro io e lei fin là, tanto è kittata da strada, almeno la faccio correre un po’ su asfalto, che dici?”.
“Eh, avevo ben capito, va..” mi risponde lui col sorriso sotto il baffo felice.

In strada è molto maneggevole, abbastanza comoda, sicura nella guida in velocità ed anche le mie sensazioni rispecchiano quelle descritte da Enzo nel precedente test della stessa, per cui non mi sto a dilungare.

Arrivati ai paddock, volti noti e meno noti, persone da salutare e che mi fa piacere rivedere. Mi piace respirare ancora quest’aria a me familiare, sebbene per un solo weekend.
Operazioni preliminari, una revisione generale da parte dell’efficientissimo staff Husqvarna, cambio gomme dalle normali alle tassellate, si disinserisce l’abs posteriore, altrimenti sarebbe impossibile guidarla in off: la sicurezza su strada, va contro l’azzardo delle speciali e della linea; per il resto nulla si cambia, sospensioni di serie, senza nemmeno averne variato i click.
Mi sento osservato tra il serio ed il faceto, come l’uomo che sta per compiere l’impresa: l’ultimo anello che dimostri la versatilità di questo mezzo a 360°, ovviamente entro certi limiti.

Domani le punzonature e si parte.

Domenica mattina: sono tranquillo, parto col numero 168. E’ metà mattina e fa già un caldo bestiale. Speriamo non mi complichi la vita nella gestione di questo bestione, che bene o male supera abbondantemente il quintale e mezzo e che magari nello stretto lo sentirò tutto.

Pronti-via allo start in una piazzetta del paese, attigua al ponte che attraversa il Nure e che ci porterà alla partenza della linea. Qui la vallata si stringe e quelle che fino a pochi km prima erano colline, si trasformano in monti dal fondo roccioso e spigoloso, con arbusti e boschi.

Partenza in salita sul fronte di una frana, adesso si comincia a giocare veramente, perché in ogni caso lo spirito che ho oggi è si quello della competizione, ma non certo da coltello tra i denti, anche perché in fondo non ho per le mani una normale moto da gara.

Lo startman mi da il via…..apro il gas deciso ma con parsimonia e lei rimane ben piantata a terra. La tengo ben salda tra le gambe dato che è molto ergonomica, ma lei si fa leggera e danziamo sulle rocce con sicurezza; sono in seconda e ce n’è da vendere, con un filo di gas arrampichi ovunque e quando apri la senti subito pronta e potente, ma non rabbiosa.

Nello stretto della linea il telaio ha un’ottima gestibilità e mi permette cambi di direzione abbastanza repentini, cosa che sinceramente non mi aspettavo, data la massa. Soffre forse un po’ in curva, per le impostazioni di guida, ma me ne accorgerò meglio più avanti, il primo giro è un po’ ricognitivo per me, poi aumenterò il passo, meglio trattarla con rispetto.

Le sospensioni lavorano bene e non fanno fare strani “sbacchettamenti” al mezzo in modo da renderlo insicuro, copiano bene il terreno e sostengono efficientemente il peso totale, sempre contando che la sto utilizzando in un modo per lei un po’ anomalo.

La linea è veramente bella, molto guidabile, anche con un mezzo come questo, sebbene non ci sia da sottovalutarla…e me ne accorgerò più tardi in giornata.

Pochissimo il trasferimento su asfalto, il che soprattutto in gara, è apprezzatissimo dai piloti.

La speciale invece si snoda sul versante di una collina erbosa a ridosso del paese, il che ha permesso una buona affluenza di pubblico. Tratti in contropendenza, e piccoli salti, la rendono molto interessante; la carreggiata sufficientemente ampia e bei tratti rettilinei, han dato modo ai piloti di aprire bene il gas.

L’allungo del motore senza sforzo alcuno, è fantastico, sembra davvero di volare ed il bello è che non te ne accorgi nemmeno, perché non strappa e ovviamente non lo senti urlare ( vorrei sottolineare che in ogni caso, in tutto il percorso, ho messo al massimo la terza).

Alla fine del primo rettilineo con la prima curva decisa però, si presenta il limite del mezzo. L’assetto ottimo per la strada, con l’avantreno che punta leggermente in basso, fa si che tutto il peso si scarichi in avanti e che in questo particolare frangente purtroppo faccia si che la moto arrivi lunga in curva, o meglio, ti spinga fuori, un po’ più complicata del previsto da gestire insomma. Come già detto in precedenza, una volta presa bene confidenza ed aumentato un pelo il passo, questo è stato il motivo di una mia caduta in linea.

Credo che il problema si possa risolvere tranquillamente alzando leggermente l’anteriore e nulla più.

Che dire, mi sono proprio divertito e senza velleità di fare classifica, mi sono posizionato circa a metà di quella degli ospiti e 45° assoluto nel Trofeo Husqvarna e 97° assoluto su 223 partenti.  Per me un successone, due volte un successone, perché questa ragazzona mi ha sinceramente stuzzicato nuovamente l’appetito per l’enduro, per cui, in un futuro nemmeno troppo lontano, chissà che….

Un ringraziamento particolare va ad Husqvarna Italia, per avermi messo a disposizione il mezzo e per avermi assistito in gara e fatto partecipare al briefing del sabato sera.

Ringrazio davvero Soloenduro e le sue proposte a volte bizzarre, come in questo caso, ma che mi coinvolgono sempre piacevolmente.

Alla prossima,

Nicholas Trainini