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HUSQVARNA 701 ENDURO

La prova di soloenduro

pubblicato

Prezzo: 9280,00 €

Cilindrata: 690 cc



Husqvarna 701 ENDURO

Prima di raccontare le sensazioni provate alla guida di questa versatile “Dual”, vorrei dare un accenno ai dati tecnici ed alle particolarità di questa Husqvarna.

Guardandola da vicino e girandole attorno, la 701 dà il senso di potenza ed allo stesso tempo maneggevolezza. Linee gradevoli e moderne, colori classici Husqvarna ben bilanciati, forse lo spazio sulla fiancata che copre il serbatoio il bianco è troppo ampio. Strumentazione essenziale, rifiniture buone, i convogliatori mi ricordano le prese d’aria dei caccia americani Phantom F4.  Viene dichiarato un peso di 145kg a secco e la capienza del serbatoio è di 13lt, quindi in ordine di marcia qualcosa meno di 160kg.

Il monocilindrico a sei marce da 690cc, sviluppa 67cv a 7500 giri, quando apri il gas li senti tutti e l’erogazione è veramente buona.

La differenza tra le tre mappature si nota, specialmente tra la Soft e l’Advanced. L’ABS, utilissimo su asfalto, in fuoristrada è sconsigliato al massimo; ottimo il bottoncino per disinserirlo ed una volta tolto, l’utilizzo in off diventa quello di una classica moto da enduro. Cambiare le mappature non è che sia veloce e semplicissimo, bisogna togliere la sella, ed agire su un interruttore alloggiato nel vano vicino alla batteria. Sella ampia al punto giusto, comoda per i viaggi lunghi e non troppo larga per il fuoristrada.

Ammortizzatori ben equilibrati le 4CS da 48 Ø con escursione da 275mm, sono all’altezza della stazza della 701, e il mono, anch’esso WP con leveraggio Pro Lever non si comporta affatto male, né su strada, né in fuoristrada. Impianto frenante dotato di pinza fissa a 2 pistoncini Brembo con attacco radiale, disco freno da 300mm ed al posteriore da una pinza flottante a pistoncino singolo Brembo, disco freno da 240mm.

Telaio tubolare a traliccio al cromo-molibdeno. Buona la frizione con anti saltellamento APTC (Adler Power Torque Clutch) di Adler che riduce molto la sensazione di saltellamento della ruota in staccata nelle curve.

Per finire, ruota da 21" montata sull'anteriore e da 18" sul posteriore. Il Prezzo è di 9.280 € che per un Endurona con queste prestazioni e allestimento, direi non male.

Passiamo alla prova su STRADA

Non sono uno stradista, ho sempre guidato moto da fuoristrada, quindi le mie impressioni sono da leggere per quello che può provare un endurista guidando una moto di questo segmento. L’ho portata su strada per circa 250km e devo dire che l’ho travata comoda.  Viaggiare sopra, molto sopra, i 120 Km orari in autostrada risulta un poco impegnativo, non per l’impostazione di guida di per se ottima, ma perché ci si trova a contrastare l’aria senza la protezione di un cupolino. Il motore vibra agli alti regimi, e le vibrazioni si percepiscono modestamente al manubrio e meno sulle pedane, il che credo possa essere abbastanza normale, per un monocilindrico di grossa cilindrata.
La moto risulta maneggevole nei tratti cittadini, e tra il traffico si destreggia molto bene; il serbatoio sotto la sella quando è pieno, bilancia bene i pesi e abbassa un po’ il baricentro. Il raggio di sterzata è quello di una qualsiasi moto da fuoristrada, io non l’ho trovato così largo come dice qualcuno, forse perchè sono abituato all’offroad.

Alle alte velocità il mezzo risulta stabile, ben equilibrato e, nonostante la sua altezza, non ha mai dato segni di beccheggio o la sensazione di  avere l’anteriore troppo leggero e insicuro pur montando gomme tassellate, naturalmente non c’era da lasciarsi andare ad azzardi da incosciente. In un tratto chiuso al traffico, ho superato comodamente i 170 km orari e posso tranquillamente dire che non ci si debbano aspettare prestazioni simili ad una moto da strada, ma nonostante la sua natura Off, risulti un’ottima viaggiatrice. Buona la frenata, precisa e sicura. Il disco da 300mm permette di lanciarsi a staccate di tutto rispetto, ed il posteriore, grazie alla frizione anti saltellamento e all’ABS non mi ha mai giocato scherzi. Sui tornanti è una goduria, mi ci sono trovato subito, ginocchio fuori e via di gas, pur prestando attenzione in uscita curva che a spalancare di botto, l’accelerazione alza subito l’anteriore, ma mai mettendo in difficoltà.

Questo modello era sprovvisto di pedane posteriori e quindi non ho potuto provarla con passeggero. Nelle stradine di montagna mi sono divertito un sacco; il telaio risulta anche in questo caso agile e preciso, e i 150 km in ordine di marcia non si fanno sentire. Il sound del motore è gradevole specialmente quando la coppia spinge, sebbene la marmitta di serie smorzi abbastanza il rumore. Quando mi sono fermato, ero talmente colpito dall’agilità di questa ciclistica che mi sono scordato del peso; bene o male 150kg di moto non sono i 100 di un enduro normale e se si osa gestirli con troppa “leggerezza”… ti castigano. In statica, mi sono sbilanciato un po’ , la 701 ha cominciato a tirarmi giù e ho dovuto fare forza per non cadere con lei; Stefano che era con me si è fatto due grasse risate!! Ma guarda, gli amici, sempre pronti a darti una mano nel momento del bisogno. 
Consumi, direi parchi per un 690 e pur non avendo lesinato il gas, ho riscontrato un consumo di circa 19 km per litro di media per tutta la prova.

Data la mia vera natura, lo ammetto mi sono lasciato tentare, un giretto in fuoristrada l’ho fatto e devo dire che il vero stupore l’ho provato proprio sui sentieri in Off Road…. ma non voglio anticipare nulla, il test Enduro ve lo racconterà Denis Crivellari. 

A conclusione, cosa dire di questa Husqvarna double face? Bella, davvero bella e godibile, sinceramente mi piacerebbe usarla per un viaggio lungo, ma lungo davvero, un sogno che per me rimarrà nel cassetto… Il viaggio? Si anche quello, ma soprattutto la 701.

Enzo Danesi

 

PROVA OFF ROAD

La telefonata di Enzo mi annuncia la sua “passeggiata” ad Acqui Terme per un giro prova d’enduro. La cosa era nell’aria da qualche tempo, ma non mi aspettavo di vedermelo arrivare i primi di Febbraio e per di più, direttamente in moto. Nonostante l’abbigliamento a cipolla, eccolo giungere infreddolito al mio negozio. Mi racconta della moto, del suo viaggio e penso proprio che sia un pazzo. Prima di iniziare la prova in fuoristrada ci soffermiamo a guardare i dettagli della moto. Quello che mi salta subito all’occhio è la grossa sella che avvolge la parte superiore e che si estende per tutta la lunghezza dei convogliatori, d’impatto sembrando  invadente, ma in fondo lineare, ben fatta, snella quando ci si siede, permettendo alle ginocchia di stringere bene il telaio, a ciò si aggiunga che l’escursione in avanti da seduto risulta comoda e semplice, grazie anche all’assenza del serbatoio.
Da fermo, standoci sopra e piegando la moto di lato, il peso si sente, qualche decina di kg in più, rispetto ad un’enduro tradizionale, sono evidenti.
La curiosità di portarla su sentieri si fa forte e decidiamo di partire. Io prendo il furgone con il borsone, la minuteria che potrebbe servire e con passo deciso arrivo a Montechiaro, un paesino a pochi km da Acqui Terme e aspetto Enzo che arriva subito dopo in moto.

Mi cambio velocemente… ed eccomi pronto a provare la nuova 701 Enduro di Husqvarna.

Per prima cosa togliamo la sella, posizioniamo la mappatura in posizione soft e rimettiamo tutto a posto. Giro di chiave e il motore si accende all’istante, rumore possente ma un poco soffocato.

Schiaccio il pulsante arancione luminoso, posizionato alla sinistra del conta chilomerti, cinque secondi di attesa e, dopo il lampeggio, ecco disinserito l’ABS posteriore. Alzo il piede sinistro, ingrano la marcia e via.

Due metri e le ruote corrono sullo sterrato, la strada si restringe e, dopo pochi metri, diventa sentiero. Il motore spinge in maniera lineare e potente; i cavalli si sentono eccome, anche se vengono erogati con “dolcezza” per modo di dire. La rapportatura risulta un poco lunga ed in situazioni estreme la pistonata si sente distintamente, quindi bisogna capirla un attimo e giocare un pelo di frizione, non per aiutarla. Se la si lascia scorrere è guidabilissima, sembra una classica moto da enduro, e viene da pensare… “ma dove li nasconde quei 40kg in più?!”  Nel tratto veloce è una meraviglia, nonostante le gomme non siano proprio adatte al fuoristrada impegnativo; di serie monta pneumatici Continental TKC 80 e la pressione della camera è un poco alta, più di 1.2 bar.  L’anteriore reagisce bene, il posteriore saltella un poco e lo devo regolare un attimo. I riser del manubrio mi sembrano un po’ bassi, ma quella è una mia sensazione di guida.

Questo mezzo mi sta strabiliando! più lo guido, più mi piace. Più accelero e più la moto sta dove la metto e cambiare traiettoria velocemente non mi ha mai messo in difficoltà, un divertimento assicurato.

Sentire tutti quei cavalli spingere e non entrare mai in difficoltà di guida è stata una sorpresa.

Ritorno al punto dove Enzo mi aspetta per le foto. Mi fermo e cambiamo mappatura. Ora la provo in posizione Advanced, un piccolo set sulle forcelle e mono, sgonfio ancora un poco le gomme, qualche indicazione e poi riparto. Mi fermo subito per disinserire l’ABS, mi ero scordato che ogni volta che si spegne il motore, il sistema di frenata si reinserisce. Riparto e ripeto lo stesso tratto.

La sensazione adesso è più da “Cattiva” più nervosa e pronta subito. L’ammortizzatore posteriore ora agisce meglio anche se ancora non è a puntino, mentre le 4CS anteriori invece lavorano molto bene. Con un filo di gas la moto sta incollata al terreno e volendo la si può far scodare d’accelerazione, in maniera controllata entro i 4000 giri, al sopra diventa più impegnativa…molto impegnativa.
Non l’avrei mai detto, ma con questo motorone mi sto divertendo come un bambino! Ci voglio fare una gara con questa “cosa” qui.

La frenata è potente e sicura, l’anteriore non è mai entrato in crisi e il posteriore si è sempre comportato bene, colpo di freno e… derapata… spettacolare! La sella in off road risulta un poco scivolosa nonostante le increspature trasversali che risultano più che altro estetiche, ma si sa… in fuoristrada la moto si guida in piedi. Comoda nei trasferimenti, risulta morbida al punto giusto e riposante, sicuramente molto più di una sella racing.

Nei pezzi più difficili la potenza ti toglie d’impaccio e la sua agilità, non leggerezza intendiamoci, fa si che la si possa portare bene. Certo, salire in mulattiera con la 701 non è cosa da tutti, allenamento tecnica ed esperienza sono importanti e servono.  In certi tratti di sottobosco, dove la velocità è abbastanza elevata e lo zigzagare tra gli alberi mettono a dura prova il telaio, sento la moto in se stabile e sicura, ovvio, non agile come un’ enduro puro sangue, ma mi lascia ancora più stupito.

Il tarlo mi si ripresenta: con questa moto devo fare una gara d’enduro, magari una del regionale o perché no, una del Trofeo Husqvarna. Una bella sfida, direte voi, ma io dico di no. Beh, di sicuro non posso vincere la classifica E3, non può competere con una 500 per agilità e guidabilità, ma la pelle la venderò cara e di sicuro non sfigurerò.

Non l’ho provata su strada, ma da quello che mi ha raccontato Enzo, questa è una moto che potremmo definire “totale”. Un mezzo buono per tutto, endurate, gite al mare ed anche per andare a far spesa, in un negozio di accessori Husqvarna però!

 

 

 

 

 

 

Denis Crivellari

Foto e Video
Enzo Danesi