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AJP PR4 - PR5

AJP PR4 Ultrapassar e PR5 Extreme

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: n.d.


le portoghesi economiche


TEST - PR4 Ultrapassar e PR5 Extreme

Due cenni “Storici” sull’AJP Motos 
La AJP
è una casa motociclistica portoghese, fondata dai fratelli Antonio e Jorge Pinto.
I due fratelli entrano nell’ambiente motociclistico come meccanici ed appassionati offroad. Nel 1987 decidono di trasformare la loro officina di preparazioni in una piccola azienda produttrice di motociclette da fuori strada.

 

Dopo questo piccolo cenno storico riguardante l’azienda AJP, iniziamo a raccontare le sensazioni provate nel test della PR4 Ultrapassar.

Test di Enzo Danesi
Devo essere sincero, mi sono avvicinato a questa moto con non poco scetticismo, ed invece…
La PR4 è una “enduro alpinismo”, un mezzo per un utilizzo prettamente turistico ed amatoriale del fuoristrada. Gomme trial, guida molto comoda e rilassata, permettono alla piccola PR4 di arrampicarsi praticamente su ogni terreno.
Ha un peso in ordine di marcia di 115 kg. Il serbatoio di 7lt, sotto la sella, da alla moto una linea snella e una buona ergonomia. Il motore non ha l’indole corsaiola ma arrampica dappertutto.

Motore Zongshen
Il suo propulsore cinese 4t da 233cc, sviluppa 20CV a 8.000rpm, è raffreddato ad aria con radiatore per l’olio, ha accensione a pedale ed elettrica. Buona anche la coppia che da sempre una sincera risposta in accelerazione; buoni i bassi per la piccola cilindrata. L’erogazione dolce e molto lineare non stanca mai, doti da escursione. L’ho portata su salite dissestate di tutto rispetto, in tratti dove anche una enduro racing avrebbe delle difficoltà a districarsi e, con sorpresa, anche se con bassa velocità, la piccola Ultrapassar ha dimostrato ottime doti da arrampicatrice, scorrevole e divertente nel sottobosco.

Il monocilindrico ad aria 4t, da qualche sensazione di vibrazione anche se non disturbano più di tanto.

I consumi parchi sono il pregio di questo motore ed abbiamo riscontrato in uso fuoristradistico, un consumo
 medio di circa 24km per litro.

 

Telaio
La cosa che attira subito l’attenzione è il telaio, il suo disegno e diverso da tutti i telai visti in giro.
La struttura è costituita da acciaio e alluminio. I due materiali (culla per l’acciaio e triangolo laterale per l’alluminio) sono legati tra loro da bulloneria. Alla guida la moto risulta sincera e precisa, con buone doti di maneggevolezza. Comoda la sella, 920mm l’altezza dal terreno, il tappo del serbatoio risulta un poco troppo esposto al fango e alla terra e quindi potrebbe creare qualche problema durante il rifornimento.

Sospensioni.
Le forcelle Marzocchi Ø40mm con 260mm di escursione per l’anteriore e il Sachs con Sistema progressivo “completamente regolabile” da 300mm di escursione per il posteriore, danno alla PR4 Ultrapassar un buon comfort di guida su ogni terreno.

Buona ed adeguata anche la frenata.
La pinza anteriore ha due pistoncini con disco Ø260mm ed il posteriore con pistoncino singolo e disco Ø220mm hanno una buona modularità e sicurezza. Naturalmente la velocità di questa piccola AJP non è alta; in fuoristrada su un tratto scorrevole, abbiamo toccato gli 80 km orari, su asfalto invece siamo riusciti a superare i 90km all’ora.

Guida
La posizione di guida è la classica delle moto da escursione, non alta da terra e comoda. Discreta anche la guida in piedi nel offroad. Personalmente, per la mia altezza (1,80) preferirei un manubrio un poco più alto.

Pregi
Agile e ben equilibrata, consumi parchi, sella comoda, ottima la frenata anteriore, rarrortatura adeguata alla potenza del motore.


Difetti
Il pedale del freno posteriore ha poca piega, risulta troppo sotto il blocco motore e nelle discese più esasperate non è raggiungibile comodamente, ci vorrebbe una leva più sagomata. La pedivella d’accessione non è ben incastonata tra motore e telaio, quindi rimane sporgente, risultando a volte fastidiosa. Visto che la PR4 possiede un buon sistema d’accensione elettrico, si potrebbe anche pensare di toglierla.

Usandola per il suo reale scopo, l’escursione in montagna e dovendone giudicare il comportamento, non posso far altro che assegnarle un buon voto. Perciò la PR4 Ultrapassar ne esce promossa.

€ 4,972.00 IVA Inclusa Franco rivenditore

 

 

Ed ecco il Test della AJP PR5 Extreme

Test di Massimo Cocchetti

Esco di casa vestito da enduro di tutto punto, casco in mano e occhiali al collo.
Nel prato davanti all’entrata sono messe in bella mostra le due AJP che useremo per la prova.
Enzo mi dice che proverò principalmente la PR5 Extreme, il modello top della casa portoghese.
Il primo impatto non è dei migliori, e lo scetticismo davanti ad una moto fuori dai canoni a cui siamo abituati è evidente sul mio viso. Non è brutta, anzi, ma quel telaio strano e quel forcellone..mah, sono mooolto diffidente. Ci giro intorno e la osservo bene. Le finiture sono buone e i componenti di tutto rispetto, le piastre ricavate dal pieno, l’alluminio anodizzato abbonda nei particolari. Pedane, leva del freno posteriore, regoli delle leve di acceleratore e frizione, tubi speciali del raffreddamento, silenziatore della Doma e mozzi dei cerchi colorati arricchiscono il modello. 

Il Motore
Un 4t raffreddato a liquido 4 valvole OHC ad iniezione elettronica, che sviluppa 27,5 cv a 8.000 rpm. Il propulsore cinese eroga la sua potenza in maniera lineare e quindi gestibile senza problemi, non è potentissimo, ma per una persona che si avvicina all’enduro, è più che ottimo. Anche questo modello come la PR4 era nuovo di zecca. Enzo ha detto di aver fatto un poco di rodaggio al banco, ma nonostante tutto si percepiva bene che il motore era ancora legato e questo era evidente a fine giornata quando, dopo più di cento km cantava decisamente più libero e brillante.
L' unico problema è scaturito dalla frizione, quando l'impiego richiesto si è alzato di livello. In una mulattiera ripida, con canaloni abbastanza profondi, la frizione ha iniziato a slittare lievemente. Ci siamo fermati, è bastato mettere mano al regolo allentando il cavo e dopo questa operazione il problema non si è più ripresentato. L’avviamento è solo elettrico. Credo che, se avesse qualche cavallo in più, non sarebbe da meno di qualsiasi altra marca più blasonata.

Sospensioni
Indovinate, specialmente l'avantreno, dove le Marzocchi a sistema progressivo inverso da Ø48mm, con un escursione da 300mm, danno una buona aderenza al terreno, mentre il mono (per uno come me che pesa 80 kg) lo avrei voluto un poco più sostenuto.

Freni
Anteriore con pinza a due pistoncini con disco da Ø270mm della Galfer modulabile e preciso, posteriore con pinza a un pistoncino con disco da Ø220mm leggermente più secco, comunque danno alla moto una buona sicurezza in frenata.

Telaio
Direi più che buono. Senti la moto molto stretta tra le gambe e il cambio di direzione repentino non risulta impegnativo. Sensazione inversa invece nel veloce, sembra quasi troppo reattiva e anche se non si scompone bisogna prendere conoscenza specialmente sul sassoso, come per esempio nei tagliafuoco di Punta Ala.

A fine prova, posso affermare che la AJP PR5 Extreme mi ha sorpreso, tanto dubbioso all’inizio, quanto favorevole alla fine. Naturalmente il modello si propone essenzialmente per una guida non da competizione e ad una clientela che si affaccia all’enduro, ma posso tranquillamente dire che mi è piaciuta.

Pregi:
Snella e agile, buona componentistica, forcella ok, consumi ridotti, circa 21/22 con un litro.
Difetti:
Tappo serbatoio esposto allo sporco, frizione a filo.

€ 7,482.00 IVA InclusaIn dotazione: Mozzi da gara, leve frizione Reikon, paramotore, pedane da gara, freni a disco Galfer, scarico Doma.

La gamma AJP comprende i modelli PR3 PR4 PR5 nelle varie versioni
ed i prezzi vanno da € 3,382.00 ai 7,482.00 IVA inclusa

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Foto e video Enzo Danesi