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HUSQVARNA MY 2016

Bianco candido ma non troppo

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: n.d.



Dopo tre ore abbondanti di viaggio, arriviamo in quel di Capriva del Friuli e le freccette blu con la scritta Husqvarna, ci portano al Castello di Spessa, la location scelta per la presentazione del marchio Husky.

Il maniero è strepitoso. 
Saliamo la strada sterrata ed anche se ormai per noi sono le ultime ore della giornata che sta per finire , non possiamo che rimanere a bocca aperta nel vedere i profili dell’edificio che si staglia nel mantello notturno ,segnati appena dalle luci che si riflettono sulle sue mura.
 La mattina seguente mi sveglio presto e guardando dalla finestra vedo Enzo già al lavoro con la macchina fotografica e il suo fido tablet che gironzola per il parco del castello.
Già, è vero, sono qui per lavorare anch’io! Devo sbrigarmi. L’atmosfera da favola del castello mi ha rapito, facendomi sentire un po’ cavaliere (beh in effetti lo sono, bardato d’armatura, ma con l’unica differenza… i cavalli a mia disposizione sono una mandria per volta!) che saluta la sua bella affacciata ad una delle finestre, mentre parto per la mia impresa.

Ore 8,30
Dopo un breve tour della struttura inizia la presentazione, lo staff Husqvarna ci accoglie nella sala stampa approntata nelle cantine del castello, dove ci descrivono i vari modelli e le migliorie apportate a tutta gamma.

Ore 9,30
Raccogliamo i borsoni dell’abbigliamento tecnico e ci dirigiamo a poche centinaia di metri dal maniero medioevale. Il Motorhome Husquarna è già attivo. Meccanici e tecnici stanno ultimando la sistemazione delle nuove 2016. Piccolo briefing, dove il nostro accompagnatore ci illustra la giornata che andremo ad affrontare.

Ore 10,00
Il sole picchia forte e la temperatura è già abbondantemente oltre i 30°.  Io salgo sulla 300 2t. Voglio iniziare il test dai 2t calando man mano di cilindrata per riuscire a capire meglio le differenze.

TE 300

Non ho mai provato le nuove Husqvarna, quelle dell’era austriaca intendo. La sensazione iniziale è stata quella di salire su una moto che già conoscevo, mi riferisco alla struttura esterna, i convogliatori del parafango e l’ingombro della moto. Io un paio di anni fa ho corso con Husaberg, perciò salendo su queste nuove Husky ho un poco ritrovato questo stile.
Posizione di guida buona, anche se per il mio gusto avrei abbassato un poco il manubrio, ma questi sono dettagli personali. Sella bella dura come piace a me e anche il grip del nuovo rivestimento è davvero buono. Il feeling con la moto è arrivato velocemente, non ho avuto nessun problema ad abituarmi. Ho percepito praticamente subito la sensazione di maneggevolezza dell’anteriore.
Appena entrato nel bosco, zigzagando tra gli alberi in un su è giù del tracciato, ho potuto apprezzare la buona stabilità e l’ottima maneggevolezza di guida, quindi, agilità data dalle piastre con il nuovo offset e il perno ruota da 22 invece che da 26mm.
Ottimo il motore in questo frangente, corposo, potente e gestibile anche nei passaggi stretti e impegnativi; buona la trazione, che, anche se il gas viene spalancato bruscamente, non mette quasi mai in difficoltà. Il comando frizione Brembo risponde bene e gestisce in maniera ottimale i cv della moto, anche se l’erogazione della potenza sin dai bassissimi regimi non esige un utilizzo eccessivo della leva frizione.  Ammortizzatori: La nuova taratura, sia di mono che delle WP 4cS con le quattro cartucce interne permettono una buona personalizzazione del setting, anche se io non ho toccato nulla perché ho trovato subito un buona sicurezza nella guida. Solo nel pomeriggio ho sfilato un poco di più l’anteriore per migliorare il bilanciamento della moto. Il mono di nuova generazione, con nuovo setting e nuove valvole mi è parso ottimo. La ruota rimane bella attaccata al terreno e non da strani saltellamenti nemmeno nelle staccate più violente. Non avendo un riferimento diretto dal modello 2015 non posso dire quanto sia effettivamente migliorato, ma il funzionamento attuale è ottimo pensando che tutto sia di serie.
Freni: nuovi anche i dischi su tutti i modelli. Anche qui la pompa Brembo da una buona modularità nella frenata, specialmente sull’anteriore. La componentistica dei modelli è di tutto rispetto, anche la corona in doppio componente, acciaio nella dentatura e alluminio anodizzato blu all’interno la rendono accattivante.
Non ho sentito molta differenza sui 2t nel cambio di mappatura, un poco più evidente invece sui modelli 4t.
Piacevole all’uso l’accensione elettrica. Capiente il serbatoio, ben 11 litri.

TE 250

A differenza della sorella maggiore la 250 ha un erogazione di potenza che devi gestire un poco di più.
Mentre il 300 ti permette di usare i bassi sino quasi allo spegnimeto, la 250 dev’essere usata più con decisione; la potenza c’è eccome, ma una guida più aggressiva e “smanettona” la rende più racing. L’impressione di guida è identica alla 300, non ho notato grandi differenze in fatto di maneggevolezza sia nel bosco che nel fettucciato.

TE 125

La piccolina di Husqvarna era quella che in fatto di carburazione ha risentito forse di più del caldo torrido della giornata. Molto agile e leggera, per me che uso normalmente un 300 2t, mi sembrava quasi di avere in mano una bicicletta. L’ottima impressione che ho avuto di questa piccola ottavo di litro in un pezzo impegnativo, dove i sassi scivolosi e smossi normalmente mettono a dura prova guida e stabilità, è stato davvero piacevole. La moto non ha dato segni di incontrollabilità anzi tutt’altro, stabile e sicura, è stata veramente una sorpresa.
Qui il gas aperto è di rigore. Io non amo le piccole cilindrate ma nonostante tutto mi sono divertito anche con la piccolina. Più morbida di sospensioni dalle sorelle maggiori è un poco più instabile nelle alte velocità e nelle staccate limite dove la forcella esige una taratura più sostenuta.

Passiamo alle 4t

FE 501 e 450
Descrivo insieme queste due cilindrate, perchè le differenze essenziali secondo me stanno nella potenza ed erogazione del motore. Entrambe hanno lo stesso setting di sospensioni, molto più sostenute delle 2t, per poter contrastare la maggior inerzia motore ed il maggior peso generale della moto.
La frizione lavora veramente bene, anche se personalmente l’ho trovata leggermente dura.
 La potenza dei motori è si tanta, ma la gestibilità è davvero buona, specialmente per quanto riguarda la 501; più aggressiva invece la 450.
Scendendo dalle 2t e salendo sulle 4t, la differenza di peso e inerzia si nota molto. Ho impiegato un poco più di tempo per prendere feeling con le FE, in special modo con il motore, capirne il limite di spegnimento in situazioni estreme, l’allungo delle marce, le staccate. Dopo questo mio “rodaggio” d’utilizzo ho cominciato a divertirmi giocando con la frizione nei punti più impegnativi e dosando la potenza per avere maggior controllo dei mezzi.

FE 350
Cilindrata strana (agonisticamente parlando) che per cubatura rientra nella E2 e quindi si trova a correre con le più potenti 450,  ma in fatto di leggerezza  è più vicina alla 250 pur avendo molti cavalli in più.
La scelta di questa moto da parte di un utilizzatore, secondo me, cade sul fattore “gestione del motore” : pur se potente quanto basta, non mette mai in imbarazzo e la gestibilità data dalle masse volaniche la rende più agile e di conseguenza meno impegnativa, facendo riferimento alla sorella maggiore.
Ammortizzatori di diversa taratura dalla 501 e 450, un filo più morbidi, quindi per me più confortevoli alle velocità normali e più controllabile nel fettucciato specialmente sotto paletto, dove la moto deve stare il più possibile in un raggio stretto d’azione.

FE 250

La minore delle 4t. Descrivere la sensazione che ho avuto salendo sulla FE 250 è identica a quella di quando ho inforcato la TE 125. Qui il gas lo si apre senza paura anche se la corposità ai bassi regimi si sente e la coppia sale in maniera regolare e non brusca come potrebbe essere una 125 2t.
Sospensioni come la 350, così confortevoli che non stancano.
Buono il serbatoio; la capienza di 9,5 lt la rende ottima anche per l’amatore.
La componentistica come le altre moto della gamma la posiziona tra le migliori accessoriate del panorama enduro.