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BETA GAMMA 2016

Toscanacce puro sangue

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: n.d.



Test delle nuove BETA 2016 alla presentazione di Sassuolo (MO) con un tester di riguardo...
Stefano Passeri.

ECCO LE IMPRESSIONI Di Stefano

 

X Trainer

Molto particolare l’approccio che ho avuto. Sinceramente non ho mai messo il sedere su nessuna moto così, sai?..e in vita mia qualche motoretta in fondo l’ho vista (scappa un sorriso).
Piacevole la sensazione, perché molto leggera e molto facile da guidare.
 
Rapportatura del cambio perfetta, frizione modulabile e motore che di per se sotto ha un tiro pazzesco, ti permettono di usarla nel brutto, in percorsi difficili ed accidentati insomma,  dove non vai con il gas aperto e non te ne frega nulla d’insistere con la marcia, quindi l’ impressione che ti da è quella di guidare una moto a cui non manca assolutamente nulla per divertirsi.
Tutto l’insieme ti fa sembrare di aver in mano una moto, non un “triciclo”, un giocattolino per intenderci, no?.. o un mezzo come un trial per esempio, con cui fare il “giocoliere”, ma una moto da enduro vera e propria che, devo esser sincero, mi è piaciuta davvero tanto.
 
Freni a posto e sospensioni decisamente morbide, ma fatte apposta per questo mezzo e adatte per percorsi particolarmente sconnessi dove non c’è velocità. Naturalmente aumentando il passo si sente il limite, ma lo stacco dei tempi non credo sia la filosofia di questa moto, quindi non posso dir male di questa X Trainer di Beta anzi, sarei curioso di provarla su terreni che conosco bene e quindi metterla alla frusta un po’ di più per vedere come si comporta.
   

RR 300 2t

Moto con una trazione da prendere come riferimento. Prendiamo per esempio le curve sotto paletto nel fettucciato in contropendenza, terreno con brecciolino, quindi particolarmente scivoloso, ecco, ad affrontarle in seconda marcia sembrava quasi di andare sull’asfalto, perchè toccando l’acceleratore la trazione spingeva la moto in avanti e non dava quel senso di slittamento o altre sensazioni strane, che ti fanno sentire il mezzo che ti sfugge.
Una spinta che ti porta fuori bene dalla curva, senza problemi, al punto che in accelerazione è più gestibile e vantaggioso cambiare marcia sottocoppia e giocare con i bassi, piuttosto che cercare l’allungo.
Frizione morbida e modulabile; anche nel brutto, da fermo, ti da proprio la sensazione che a rilasciare pian piano la frizione tu senta proprio fisicamente quello che succede alla ruota posteriore, per cui non hai bisogno di mollare e riprendere la leva per controllare la trazione.

Sospensioni: la prima sensazione è che la forcella sia un tantino cedevole, in particolare andando in decelerazione perde già assetto, se poi capita di frenare dove ci sia una buca, arriva molto presto a fondo corsa e quindi non sostiene a sufficienza, per cui a mio parere avrebbe bisogno di un poco di più di sostanza.
Abbiamo provato a indurirle sia in compressione che in ritorno e la situazione è si migliorata ma non in maniera eccessiva. E’ pur vero che non essendo il modello racing ci possa stare.

Sui freni nulla da dire. Nonostante l’alta temperatura e le frenate violente in certe discese, non ha mai denunciato nessuna mancanza di potenza o di surriscaldamento, unica cosa, ma di sicuro è solo un fattore di regolazione, la leva del freno anteriore veniva a lavorare troppo vicino alla manopola.

 

RR 250 2t

Stesse sensazioni provate sulla 300, solo con un po’ di decisione in più nello spalancare il gas, in special modo nel fettucciato, dove devi far prendere più giri al motore rispetto alla 300; attenzione, ciò non vuol dire che ti metta in difficoltà, ma se vuoi essere svelto ad uscire dall’ostacolo devi aprire di più, devi farla cantare insomma.

Leggermente più maneggevole nei cambi di direzione rispetto alla 300, la ritengo un po’ più facile da gestire e più vicina alla portata di chiunque, mentre la sorella maggiore ha una spinta importante, decisa. Motore comunque sempre corposo e brioso, con una potenza bella piena.  Una cosa di non poca importanza che ho potuto notare girando nel bosco, è che ai bassi regimi il motore non si “imbratta”, cosa invece abbastanza usuale per un 2t. Voglio intendere che quando si ha una carburazione giusta per smanettare, per contro, nel sottobosco dove la velocità cala e devi giocare un po’ di più col motore, quest’ultimo tende a borbottare e devi perciò dare i classici colpi d’acceleratore per “sgolfarla” prima di affrontare un ostacolo. Ecco con queste 2t la cosa sparisce, non senti mai la moto che brontola, vanno via sempre belle pulite; lo si nota anche nel fettucciato, dove pur insistendo con l’acceleratore, la carburazione non si svuota, la senti sempre bella piena e corposa.

Per quanto riguarda l’impostazione di guida, ho notato che la piastra al manubrio ha tre posizioni; io ho usato la centrale, ma avrei voluto quella meno avanzata, viste le mie braccia non molto lunghe, per evitare che l’escursione limitata  andasse a influire sulla stabilità del mezzo, come in effetti mi è accaduto.

 Reparto e sospensioni come la sorella maggiore.

 

RR 350 4t

Nonostante il motore sia davvero bello, nel bosco in certe situazioni un poco spinte, sembra che manchi un pelino, perciò ha bisogno di essere usato un poco da smanettone (sul 390 e il 430 questa sensazione sparisce)

Il pregio della 350 non mi è sembrato la maneggevolezza. Chi la pilota deve essere deciso ed esperto, la devi portare insomma, la devi proprio guidare. Una moto onesta, che ti porta in giro bene e che ha un buon confort.
Le sospensioni ti danno proprio questa sensazione, se vai ad una velocità normale, con pietre e radici, senti proprio che la moto “mangia” le asperità; il rovescio della medaglia è che se vai forte arrivi al fondo corsa.
Fabrizio Dini mi è venuto in soccorso regolando le sospensioni ed il fondo corsa è sparito quasi completamente anche se a discapito della comodità. Abbiamo creato comunque un equilibrio tra stabilità e confort.  Anche su questo modello non ho trovato difetti nella modularità della frizione, del cambio o del reparto freni.
 

RR 390 - 430 - 480

Dal 390 al 430 i motori salgono ovviamente di briosità fino ad arrivare al 480 la cui potenza è davvero importante e senti proprio di doverla domare specialmente nel bosco.
Nel fettucciato e in special modo nelle curve e nei paletti in sequenza, la guida diventa più laboriosa man mano che si sale di cilindrata; considerate sempre e comunque che io peso sessanta kg e che quindi per me più si sale di cilindrata più diventa impegnativo, quindi non è detto che sia per tutti uguale.
Mentre invece viene tanto, ma davvero tanto in aiuto il motore del quale si sente la potenza col crescere della cilindrata, ma non la rabbiosità dei cavalli sprigionati, gestibilissimi, sebbene si percepisca l’inerzia di spinta che ti porta fuori dall’ostacolo con forza.
Le caratteristiche principali che mi sono rimaste impresse sono state queste. Moto non particolarmente agile ma con un ottima stabilità di guida.

Stefano Passeri

e Soloenduro.it

Un Grazie da Soloenduro a Stefano Passerio per la sua disponibilità e professionaliotà.