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XTRAINER 300

Beta X FILE

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 300 cc



La Beta XTrainer è una moto da enduro dal volto “Umano” un poco più bassa, ammortizzatori più soft, motore più pieno ai bassi, anche se scattante, ecco perché abbiamo deciso di farla provare ad utenti semplici e non a piloti professionisti. Una moto “Normale” a persone normali.

Iniziamo con la prova di Mauro.

Mauro Tebaldini, 55 anni, ha iniziato con un SWM nel 1980. Dopo anni di stop ha ricominciato ad endurare circa 8 anni fa con una Yamaha WR250F.

Impressioni appena salito: Per la mia altezza, sono alto 1.70 è perfetta, ergonomicamente giusta, pedane, sella, io non la modificherei di nulla. Ho sentito il telaio snello e molto compatto.

Impressioni di guida in Mulattiera: L’impressione è stata più che positiva, motore elettrico e potente nei punti impegnativi, non mi ha mai lasciato senza trazione. Ho spesso usato la terza marcia, e non ho mai avuto nessun problema, una goduria. Telaisticamente bella, agile e sincera. Nei punti dove c’era bagnato non mi ha dato nessun problema di slittamento, anche nelle situazioni di viscido Il gas è sempre pronto e il motore non da problemi.

Ci ho giocato veramente ed il feeling è arrivato subito. Io che sono abituato da anni con le 4t, non pensavo di poter portare così facilmente una due tempi, praticamente alla prima uscita.

In mulattiera ho volutamente provato a fermarmi in un punto difficile, quindi spegnere il motore, riaccendere e inserendo la seconda marcia provare a ripartire; gioco minimo di frizione, un filo di gas e la moto è salita senza sforzi e senza strappare, davvero uno spettacolo.

I Freni:  la frenata è giusta e ben modulabile; anche in discesa sul bagnato non ha dato nessun problema, nessuna inchiodata con conseguente slittamento.

Motore: nessun difetto, pronta e potente subito, di cavalli ne ha e questo propulsore è veramente un gran motore, anche ben silenziato, ottimo lo spunto e la ripresa da fermo a gas aperto non è certo da trial.

Telaio: come detto sopra, la si guida con facilità e senza problemi, Il cambio di direzione repentino è preciso e non crea nessun problema, non stanca e ti permette di portarla a spasso con sicurezza.

Forcelle: forse fin troppo morbide specialmente in discesa. Le ho lasciate così com’erano, non ho cercato di regolarle e nonostante la taratura di serie, hanno sempre copiato bene le asperità, ovvio l’andatura non era da tempi da gara, quindi il soft era perfetto.

Monoammortizzatore: anche qui non ho sentito grossi difetti, anzi ben calibrato per la moto, forse un regolo per le basse velocità non ci starebbe male.

Io non sono un pilota, non ho la sensibilità che può avere un professionista, ma la semplicità di guida è davvero spettacolare e uno come me la nota dopo un oretta che si va per mulattiere, le braccia non sono a brandelli, per uno che va a passeggio e si vuol divertire è una cosa basilare.

Difetti: Enzo mi chiede di trovare un difetto, altrimenti potrei sembrare prezzolato. E che devo dire?! è bianca e rossa e a me piace il blu. Ahahah!! A parte gli scherzi, non saprei cosa dire; forse sull’asfalto, ho sentito un poco di vibrazioni alle pedane, ma l’asfalto non è certo il suo terreno ideale.

Non credo sia adatta per un utilizzo in gara, anche se quando si apre il gas , l’indole sorniona svanisce e ti ritrovi una moto che spinge e va veloce.

 

Ora tocca a Stelvio Genocchio, 58 anni.

Ci racconta che l’ultima gara che ha corso è stata la 12 ore di Franciacorta, mitica gara che si disputava a fine anni settanta, quando l’enduro si chiamava ancora regolarità. Stelvio è ora un felice possessore di un Honda Easy, alto 170cm per 72kg di peso.

Impressioni appena salito: ergonomia. Sembra la mia moto, mi sono trovato subito bene quasi un abito fatto su misura per me, unico neo la sella, un poco troppo dura ai miei gusti. Serbatoio bello stretto nonostante il l telaio perimetrale.

Il telaio: In mulattiera, mi sono trovato subito bene, con la seconda marcia sono salito dappertutto, anche se Mauro mi ha detto che lui saliva in terza, io ho un passo più turistico. Poco rumorosa e questo mi è piaciuto molto, al giorno d’oggi meno rumore si fa e meglio è.

Nel sottobosco è Il massimo, maneggevole e stabile, nelle curve apri e anche se derapa la controlli senza nessun problema; zigzagando tra i sentieri stretti riesci ancora di più a godere della guida maneggevole che questa Beta offre e ti puoi divertire davvero. Con i piedi tocchi sempre per terra e questa è una gran cosa.

Motore: Ho sentito dire che il motore di questa trecento fosse fiacco e poco potente, forse depotenziato fin troppo, proprio per renderla utilizzabile da tutti. Secondo me assolutamente falso.

Questo propulsore ha si molti bassi, ma è potente e veloce, non come una enduro racing ovvio, ma chi si vuol divertire qui di motore ne trova e ne ha.

La frenata è ottima, modulabile e precisa, non mi ha mai dato problemi.

Forcelle: da fermo sembrano fiacche fiacche, ma appena iniziano a lavorare, funzionano il giusto e per la mia velocità, copiano le asperità del terreno molto bene e non mi hanno dato problemi; ottimo anche il mono.

Difetti: Sella dura, proprio per dirne uno.

Affermare che mi è piaciuta è dir poco.

Mi è piaciuta molto, troppo, al punto che ho in programma di mandare in pensione la mia Honda Easy  e di acquistare la Betina.

Forse un pilota più esperto e veloce avrebbe trovato qualche difetto, ma credo che questa Beta non sia nata per un utilizzo racing, anzi, credo sia stata concepita proprio per far divertire tutti, senza troppa difficoltà e senza troppi interventi su ammortizzatori e motore. Una moto pronti-via, che permetta anche a piloti datati come me di continuare a divertirsi.

Un ringraziamento particolare a Alberto Bertoldi - BMS Moto Sport

 

Soloenduro.it

Foto Lara Suffiotti Enzo Danesi
Video Enzo Danesi