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YAMAHA WR450F

Il wr450f nella Bergamasca

pubblicato

Prezzo: n.d.

Cilindrata: 450 cc



La prova di Mauro
 
Impressioni iniziali
Dopo aver letto prove su prove, in internet e praticamente in tutte le riviste di off-road da qualche mese a questa parte, ho la possibilità anch’io di sporcare questa nuova yama wr450f e per lo più appena sotto casa mia! Arrivato sul posto mi concentro subito sulla protagonista del pomeriggio: giretto a piedi attorno alla moto, butto l’occhio ogni tanto anche sulla mia yamahina per scorgere le differenze (sono possessore di una Yamaha yz250f endurizzata) e che dire: il design delle plastiche ereditate dal modello da cross la rendono molto filante e le forniscono un carattere molto più racing rispetto al modello precedente; nuovo design anche per il faro anteriore (a dire la verità la prima volta che l’ho visto non mi è piaciuto più di tanto, ma dal vivo e una volta fatto l’occhio non è affatto male). Tutto sembra in regola (anzi è in regola, visto che è montata anche la targa originale) per montare in sella: salgo e, come mi aspettavo, mi trovo a casa. Balza subito all’occhio la strumentazione ben leggibile e compatta, la spia per la riserva e il bottoncino magico per la messa in moto. Senza esitazioni la moto si accende, qualche sgasata per capire la risposta al comando del gas e rimango stupito della silenziosità. La moto da noi provata era configurata con l’enduro kit competition che in fin dei conti, se ho capito bene, comprende un collettore di scarico con un bombolino che dovrebbe dare un aiuto sotto e limitare ulteriormente la rumorosità , una rapportatura finale differente e altri piccoli accorgimenti.

Si parte
Ingrano la marcia e partiti! Mi butto subito nel “bocciodromo”, pistino così battezzato perché ricavato nel letto del fiume, sassi di varie misure che si spostano ad ogni passaggio, molto tecnico, tanti tornantini, canali, fango, non troppo veloce e reso ancora più duro dalla neve e dal ghiaccio dei giorni precedenti. Insomma, il posto ideale per sfruttare e scaricare a terra tutta la cavalleria di un 450! Un paio di giri e mi fermo subito per confrontarmi con Max e Fabio: sorpreso sicuramente della sicurezza che ti da la moto e della maneggevolezza, non me l’aspettavo di trovarmi un 450 così facile! Il motore è veramente dolce e lineare nel prendere giri, non è assolutamente brusco e ti permette probabilmente di osare di più fin da subito. Ho trovato un po’ pesante invece il comando della frizione. La moto è veramente agile e mi sembrava di guidare una moto di cilindrata più piccola: si inserisce bene in curva, nei tornantini stretti non senti il peso della moto e il reparto sospensioni lavora discretamente: il mono non fa una sbavatura e la trazione è tanta (nonostante le condizioni proibitive), ho trovato un po’ imprecisa la forcella invece, forse fin troppo morbida, in qualche occasione scartava. Ma credo si tratti solo di giochicchiare un po’ con la taratura di queste kayaba 48 a cartuccia chiusa. In fin dei conti trovo quindi azzeccata la scelta della casa dei 3 diapason di Iwata di optare per il binomio telaio full-perimetral della yzf250 e motore DOCH della WR. Obiettivo raggiunto, quello di realizzare una E2 con le quote da E1: moto efficace, divertente ma non estrema; pregi sicuramente la maneggevolezza, la facilità d’utilizzo, la ridotta rumorosità, la fruibilità del motore. Credo che questa sia un po’ la moto che a yamaha mancava nel catalogo e speriamo di vedere più blu nei paddock! Praticante di enduro forse da non troppo tempo, sicuramente appassionato da tanto, ho sempre scartato a priori le grosse cilindrate 4 tempi perché le vedevo come moto fin troppo potenti, per piloti veri e allenati, ma sicuramente dopo il test di questa WRF un po’ mi devo ricredere.


In fin dei conti un pollice in su per questa Yamaha!



Mauro