Per Francisco Lopez e Bordone-Ferrari, costretti ad abbandonare in testa al Rally
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Desafio Litoral. Per Francisco Lopez e Bordone-Ferrari, costretti ad abbandonare in testa al Rally, una "sfida" un pò frustrante. La storia.
Corrientes, 27 luglio. La scaletta dell’aereo all’aeroporto Resistencia di Corrientes non è come il gradino più alto del podio che Francisco Lopez vedeva ormai come risultato “maturo” dell’esperienza del primo Desafio Litoral. Il Rally organizzato da ASO in seno alle Dakar Series, questa volta in Argentina, è completamente nuovo, per ambientazione e per caratteristiche di terreno e, se da una parte rappresenta un’incognita per il Pilota, per la moto e per l’assetto della Squadra, dall’altra è l’occasione ideale per sottoporre alla verifica dei fatti l’efficienza e la competitività del binomio Moto-Pilota. E non poteva essere più gratificante questa verifica, non fosse terminata in maniera così frustrante. “Chaleco”, schierato dal Bordone-Ferrari Racing Team ancora in sella alla KTM, aveva vinto la tappa inaugurale del Rally, scoprendo una gara non solo del tutto atipica ma fortemente condizionata dalle condizioni meteo, davvero proibitive. Piste per lo più di terra rossa, estremamente scivolose fino a trasformarsi in torrenti di fango impraticabili a causa delle violente piogge che hanno imperversato sulle foreste dell’estremo Nord argentino. Lopez aveva vinto la prima tappa, aprendo la pista e scoprendo situazioni del tutto nuove, eppure adattandosi meravigliosamente alle inedite condizioni di gara. Nella logica dell’evoluzione agonistica dei Rally, il secondo giorno Francisco aveva dovuto lasciar passare Despres e Przygonski al comando. Era la condizione necessaria ed opportuna per rilanciare nella tappa successiva e dare alla propria gara un assetto che garantisse al Pilota cileno del Bordone-Ferrari Racing Team il completo controllo del Rally. La situazione si era ulteriormente modellata in favore del Binomio italo-cileno con l’annullamento dell’intera terza tappa, ancora a causa della pioggia, ed a Francisco Lopez sarebbe bastato recuperare il ritardo sui battistrada per assicurarsi la vittoria del Rally nella tappa finale.
Programma tattico perfettamente rispettato fino a trenta chilometri dalla fine della quarta tappa, quando il motore della KTM del cileno si è fermato per un guasto irrisolvibile, impedendo al Pilota di proseguire nella sua marcia trionfale. Di fronte all’ineluttabilità del fatto, e non dimenticando che la partecipazione del Pilota e del Team al Desafio era soltanto un step di avvicinamento alla Dakar 2013 Lopez, consapevole dei rischi cui sarebbe andato incontro partendo in coda nella tappa finale del Rally, ha quindi preferito la soluzione del ritiro. Situazioni che capitano, certo, e che lasciano l’amaro in bocca. Tra le “consolazioni”, la consapevolezza della ritrovata competitività del Pilota in seno al Bordone-Ferrari Racing Team, riconoscibile nel “rispetto” degli avversari ed in una certa insofferenza nell’accettare che un Pilota non ufficiale potesse battere l’”armata” KTM. Piccoli segnali, non sempre di natura sportivamente elegantissima, ma inevitabili di fronte al “nuovo che avanza”.
Francisco Lopez, che correva ancora con una KTM in attesa dello sviluppo della Bordone-Ferrari Mi1, chiude un capitolo spiacevole e torna nei suoi deserti in Cile per portare avanti lo sviluppo della nuova Moto, la cui configurazione Racing definitiva è attesa per il mese di settembre.
Francisco López: un boccone amaro.
“Non sapremo fino a lunedì prossimo il motivo della rottura del motore della KTM. Essere costretti al ritiro è senz’altro un boccone amaro da ingoiare, ma non bisogna dimenticare che avevamo deciso di partecipare al Desafio Litoral essenzialmente per portare avanti il programma di preparazione personale. Sotto questo aspetto il Desafio, seppure così diverso dagli altri Rally cui siamo abituati, è stato molto positivo. Ho vinto la prima tappa, solo contro tutti e contro avversari di tutto rispetto, e sono riuscito a controllare la seconda. Con l’annullamento della terza tappa la situazione era ancora più confortevole, non mi sarebbe stato difficile recuperare il ritardo da Despres partendo alle sue spalle e, in questo modo, controllare la corsa nella tappa finale. Tutto stava andando a meraviglia, ero in testa alla tappa e alla corsa, quando il motore della KTM si è rotto, vanificando tutto il nostro lavoro ed impedendoci di ottenere un risultato magnifico ormai alla nostra portata. Vincere il Desafio dopo il Sardegna Rally Race sarebbe stato per il Bordone-Ferrari Racing Team un successo logico, e per me la chiusura di un lungo e difficile periodo. Ma non sono solito lamentarmi o avere rimpianti. Sì, ieri ero in po’ arrabbiato, ma non mi lascio rallentare da un episodio sfortunato di cui non sono in nessun modo responsabile, e guardo avanti. Ho ritrovato la mia completa competitività, mi sento bene ed ho ancora mezzo anno per migliorare ulteriormente in vista della Dakar 2013, che arriva nella mia Capitale e che non voglio lasciarmi sfuggire. Nel frattempo la nuova Bordone-Ferrari Mi1 sarà pronta per tentare di rompere una tradizione che dura ormai da troppi anni.”
Bordone Ferrari
